San Camillo lancia programma avanzato di diagnosi precoce per il tumore del colon retto

San Camillo lancia programma avanzato di diagnosi precoce per il tumore del colon retto

4 Aprile 2026

Nuovo programma per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto a Roma

Al San Camillo Forlanini di Roma è stato avviato un innovativo programma di diagnosi precoce del tumore del colon-retto dedicato ai giovani adulti tra 35 e 49 anni, fascia oggi esclusa dagli screening di popolazione previsti dai Lea. L’iniziativa nasce nel 2024 per rispondere all’aumento delle diagnosi in età inferiore ai 50 anni e mira a intercettare in anticipo lesioni precancerose e tumori iniziali. Attraverso un questionario online, visite specialistiche e colonscopie mirate, il progetto intende ridurre mortalità e diagnosi tardive in una patologia che rappresenta ancora una delle principali cause di morte oncologica in Italia.

In sintesi:

  • Programma pilota del San Camillo Forlanini per persone tra 35 e 49 anni
  • Aumento dei casi sotto i 50 anni fino al 10-12% delle nuove diagnosi
  • Percorso strutturato con questionario online, visita specialistica e colonscopia mirata
  • Obiettivo: integrare gli screening Lea e ridurre le diagnosi tardive nei giovani

Diagnosi precoce mirata ai giovani adulti esclusi dagli screening Lea

Il nuovo percorso del San Camillo Forlanini prende le mosse da un dato epidemiologico ormai consolidato: negli ultimi anni le diagnosi di tumore del colon-retto sotto i 50 anni sono cresciute fino a rappresentare il 10-12% dei nuovi casi. Nei pazienti giovani la malattia tende a presentarsi in forme più aggressive e viene spesso riconosciuta in fase avanzata, perché sintomi iniziali come sanguinamento, anemia, calo ponderale o alterazioni dell’alvo vengono sottovalutati o attribuiti ad altre cause.

Per colmare il vuoto dei programmi di screening nazionali, che partono generalmente dai 50 anni, l’ospedale romano introduce un questionario di autovalutazione online per identificare soggetti a rischio in età 35-49 anni. Chi presenta fattori di rischio o sintomi sospetti viene indirizzato a una visita gastroenterologica dedicata e, se indicato, a una colonscopia di approfondimento. L’obiettivo è individuare precocemente polipi e neoplasie in fase iniziale, quando le possibilità di guarigione superano l’80-90%.

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Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: “Ci sono battaglie che non possiamo permetterci di combattere in ritardo e il tumore del colon-retto, soprattutto tra i più giovani, è una di queste. Iniziative come quella del San Camillo Forlanini hanno un valore profondo: non sono solo progetti sanitari, ma strumenti concreti di speranza”. Per Roberto Faggiani, direttore della Uoc Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, «La diagnosi precoce nelle persone giovani può salvare vite», integrando i programmi di screening esistenti e affrontando le attuali lacune legate all’età e ai criteri di accesso.

Nel mirino ci sono anche i principali fattori di rischio modificabili: sedentarietà, dieta ricca di grassi e povera di fibre, obesità, fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol e familiarità per tumore del colon-retto. Il programma del San Camillo Forlanini punta quindi sia alla diagnosi precoce, sia a una maggiore consapevolezza dei cittadini sui segnali d’allarme e sui corretti stili di vita.

Prospettive future e possibile estensione del modello di prevenzione

Il progetto del San Camillo Forlanini rappresenta un possibile modello di riferimento per altre regioni, in vista di un’eventuale revisione delle soglie di età degli screening organizzati. I risultati in termini di casi intercettati precocemente, adesione al questionario online e numero di colonscopie ad alto rendimento diagnostico saranno decisivi per orientare future decisioni di sanità pubblica.

Se confermata l’efficacia, questa strategia potrebbe spingere il Servizio sanitario nazionale ad ampliare i programmi di prevenzione ai 40enni con fattori di rischio, riducendo progressivamente l’impatto del tumore del colon-retto nella popolazione in età lavorativa e migliorando sopravvivenza e qualità di vita.

FAQ

Chi può accedere al nuovo programma del San Camillo Forlanini?

Possono accedere persone tra 35 e 49 anni, residenti o seguite a Roma, che compilano il questionario online e presentano fattori di rischio o sintomi sospetti.

Come funziona il questionario online per il rischio di tumore colon-retto?

Funziona attraverso domande su sintomi, familiarità e stili di vita; in base alle risposte, il sistema propone visita specialistica e, se necessario, colonscopia.

Perché i giovani adulti sono sempre più colpiti dal tumore colon-retto?

Succede verosimilmente per combinazione di dieta sbilanciata, sedentarietà, obesità, fumo, alcol e familiarità, che anticipano l’insorgenza della malattia rispetto alle generazioni precedenti.

Quali sintomi devono spingere a un controllo gastroenterologico?

Devono allarmare sanguinamento rettale, anemia inspiegata, cambiamento persistente dell’alvo, perdita di peso non intenzionale, dolori addominali ricorrenti o storia familiare di tumore colon-retto.

Da quali fonti è stata ricavata questa analisi sulla prevenzione?

È stata elaborata congiuntamente da informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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