La notizia in sintesi
- Bank of Russia pubblica regole preliminari per mercati crypto organizzati.
- Previsti depositari digitali, registri ufficiali e requisiti patrimoniali liquidi.
- La disciplina punta a entrare in vigore entro settembre.
- La criptovaluta resterebbe esclusa dai pagamenti domestici russi.
(Riassunto generato con AI)
Russia, nuove regole per exchange e custodia crypto
La Bank of Russia ha pubblicato nelle ultime ore una bozza di regolamento per organizzare il trading di criptovalute e diritti digitali in Russia, preparando l’attuazione del nuovo quadro legislativo atteso entro settembre. Le proposte definiscono le condizioni operative per exchange regolamentati, depositari digitali e piattaforme che regolano transazioni su attività finanziarie digitali.
L’obiettivo è trasferire nel settore crypto principi già applicati ai mercati mobiliari: procedure di negoziazione pubblicate, registrazione delle disponibilità, obblighi di custodia e supervisione della banca centrale. Il progetto è stato aperto alla valutazione pubblica prima dell’adozione definitiva.
Il provvedimento segue la legge sulle attività digitali approvata dalla Duma di Stato il 21 luglio e dal Consiglio della Federazione il 24 luglio. La cornice consentirebbe attività di investimento regolamentate, mantenendo però il divieto di utilizzare criptovalute per pagamenti interni.
Depositi digitali e capitale: come cambia il mercato
Il fulcro della bozza è l’istituzione dei “depositari digitali”, soggetti autorizzati a registrare criptovalute e diritti digitali, gestire conti digitali e raccogliere informazioni su titolari e partecipanti. La Bank of Russia manterrebbe i registri ufficiali dei depositari, degli operatori di exchange e delle società emittenti di attività finanziarie digitali.
I requisiti patrimoniali oscillano tra 50 milioni e 250 milioni di rubli, secondo le attività svolte. Il livello più elevato riguarda i depositari che effettuano regolamenti post-trade; soglie diverse sono previste per soggetti che controllano indirizzi crypto o custodiscono attività presso depositari esteri.
Il capitale richiesto dovrà essere composto da attività liquide e gli strumenti finanziari inclusi dovranno rispettare gli standard di qualità creditizia della banca centrale. Regole analoghe sono previste per gli operatori delle piattaforme elettroniche che regolano operazioni tramite conti nominali.
Ogni exchange dovrebbe inoltre adottare un proprio regolamento interno, calcolare prezzi di mercato e prezzi medi ponderati degli asset trattati. L’impianto aumenta la tracciabilità operativa, perché custodi e piattaforme dovranno conservare dati su disponibilità, conti e partecipanti.
Accesso regolato, non liberalizzazione completa
La direzione indicata dalla Bank of Russia non equivale a un’apertura indiscriminata del mercato crypto. Il modello disegna un accesso controllato, nel quale operatori autorizzati devono sostenere costi patrimoniali, organizzativi e di rendicontazione prima di offrire trading o custodia.
Le soglie potrebbero favorire intermediari finanziariamente più strutturati rispetto alle piattaforme minori. Per gli investitori, registrazione e capitale liquido possono ridurre alcuni rischi di custodia e operatività, senza eliminare la volatilità delle criptovalute.
L’esito dipenderà dalla consultazione regolamentare e dalle eventuali modifiche su attività ammesse, classificazione dei servizi e requisiti per gli investitori al dettaglio.
FAQ
Quando entrerebbero in vigore le regole russe?
Sì, il quadro normativo sulle criptovalute è programmato per entrare pienamente in vigore entro settembre, dopo il completamento dell’iter previsto.
Quale capitale serve ai depositari digitali?
Sì, la bozza prevede un capitale compreso tra 50 milioni e 250 milioni di rubli, da detenere in attività liquide.
Chi controllerà depositari ed exchange crypto?
Sì, la Bank of Russia manterrà i registri ufficiali dei depositari digitali, degli operatori di exchange e degli emittenti autorizzati.
Le criptovalute diventeranno un mezzo di pagamento?
No, la normativa conserverebbe il divieto di impiegare criptovalute per pagamenti domestici, pur consentendo trading e detenzione nel perimetro regolato.
Su quali fonti si basa questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: CoinDesk e FinanceFeeds, incluse le firme di Olivier Acuna e Jamie Crawley.



