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La casa di Silvia, a Savona nasce un rifugio mare per persone con Sla
Chi? Aisla, la famiglia Codispoti, istituzioni e comunità savonese. Che cosa? La nascita de “La casa di Silvia”, abitazione accessibile dedicata alle persone con Sla. Dove? Sulla spiaggia pubblica dello “Scaletto senza scalini” di Savona. Quando? Primo mattone posato il 21 marzo 2026, primo giorno di primavera. Perché? Per trasformare una casa destinata ad andare perduta in un bene comune stabile, garantendo soggiorni al mare tutto l’anno a malati di Sla e famiglie, restituendo loro tempo, normalità e libertà.
In sintesi:
- Nasce a Savona La casa di Silvia, casa mare accessibile per persone con Sla.
- Il progetto è promosso da Aisla, famiglia Codispoti, volontari e istituzioni locali.
- L’immobile di 80 mq sarà operativo dall’estate 2026 dopo ristrutturazione completa.
- Finanziamento condiviso da sezioni Aisla, Fondazione Vialli e Mauro e donatori privati.
Il progetto, la spiaggia inclusiva e la rete che lo sostiene
Sulla spiaggia pubblica dello “Scaletto senza scalini”, simbolo nazionale di accessibilità, il 21 marzo è stato posato il primo mattone de “La casa di Silvia”, iniziativa voluta da Aisla e dalla famiglia Codispoti.
Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla, ha spiegato che la casa sarà aperta tutto l’anno a persone con Sla e caregiver: *“Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è”*.
La cerimonia si è svolta nello spazio creato dalla Coop Scaletto senza scalini. *“Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali”*, ha ricordato il presidente Ugo Capello, sottolineando il valore collettivo del progetto.
L’assessore alle Politiche sociali di Savona, Riccardo Viaggi, ha confermato il pieno sostegno del Comune, riconoscendo l’iniziativa come parte di una responsabilità pubblica più ampia verso le fragilità.
L’appartamento, circa 80 metri quadrati, sarà ristrutturato per garantire completa accessibilità e attrezzature adeguate ai bisogni complessi della Sla. L’obiettivo è aprire ai primi soggiorni già dalla prossima stagione estiva, con un modello replicabile in altre località italiane.
L’acquisto è stato reso possibile dal contributo coordinato delle sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e da una rete di donatori, tra cui la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la cooperativa Spazio Aperto.
Durante la cerimonia, sulle note di *“Primavera”* di Luca Carboni, è stata scoperta una lastra di ardesia ligure donata da Fazzari Marmi, con la frase: *“Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima”*. Il titolare, Franco Cavuto, ha scelto di offrire il lavoro come donazione silenziosa, simbolo di una comunità che partecipa senza protagonismi.
Una rinascita che può cambiare il modello di cura della Sla
Per la famiglia Codispoti, l’iniziativa è il proseguimento concreto della storia di Silvia. *“Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai”*, ha detto il padre, Pino Codispoti. *“Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso”*.
L’accesso al mare per chi vive con la Sla resta, in Italia, un privilegio rarissimo: barriere architettoniche, costi elevati e assistenza complessa lo rendono spesso impossibile. La casa di Silvia interviene esattamente su questo vuoto, offrendo un contesto abitativo attrezzato e una spiaggia già strutturata per l’inclusione.
Il progetto si candida a diventare un caso di studio replicabile in altre città costiere, dimostrando come il patrimonio immobiliare possa essere riconvertito in infrastruttura sociale per malattie neurodegenerative ad alta intensità assistenziale. La governance condivisa tra associazione, enti locali, cooperative e privato sociale aumenta l’affidabilità dell’iniziativa e ne rafforza la sostenibilità a lungo termine.
Come ricordava spesso Silvia, citata dal padre: *“La vita, nonostante tutto, resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare”*. Su questo principio si fonda un progetto che, prima ancora di aprire le sue porte, è già “abitato” da una comunità attiva e responsabile.
FAQ
Che cos’è esattamente la casa di Silvia a Savona?
La casa di Silvia è un appartamento accessibile di 80 mq, fronte mare a Savona, destinato ai soggiorni di persone con Sla e famiglie.
Da quando sarà possibile soggiornare nella casa di Silvia?
Sarà possibile soggiornare a partire dalla prossima stagione estiva, dopo il completamento dei lavori di ristrutturazione e adeguamento accessibile.
Chi ha finanziato l’acquisto dell’immobile destinato alla casa di Silvia?
L’acquisto è stato finanziato da sezioni territoriali Aisla, Fondazione Vialli e Mauro, Fiascolata di Dego, Cooperativa Spazio Aperto e numerosi donatori privati.
Come potranno le famiglie con Sla richiedere l’accesso alla struttura?
Potranno farlo contattando direttamente Aisla territoriale o nazionale, che definirà modalità di prenotazione, criteri di accesso e durata dei soggiorni.
Quali sono le fonti originali delle informazioni sulla casa di Silvia?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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