Belve Crime, Raffaele Sollecito rompe il silenzio sul delitto di Perugia
Nella nuova puntata di “Belve Crime”, in onda stasera alle 21.20 su Rai 2, Francesca Fagnani intervista Raffaele Sollecito, assolto in via definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher. A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, Sollecito racconta perché, nonostante le sentenze, sente ancora addosso il marchio di colpevole e denuncia pressioni subite durante gli interrogatori del 2007. L’intervista, registrata tra Berlino e la Puglia, ricostruisce i passaggi chiave dell’indagine, della carcerazione preventiva e delle sue conseguenze professionali e personali, spiegando perché parte dell’opinione pubblica continui a dubitare della sua innocenza.
In sintesi:
- Raffaele Sollecito a Belve Crime denuncia pregiudizi persistenti nonostante l’assoluzione definitiva.
- Ricostruiti gli interrogatori del 2007, tra frasi “suggerite” e presunte minacce in questura.
- Ricordata la vicenda giudiziaria del delitto di Perugia e il ruolo di Rudy Guede.
- Sollecito racconta isolamento in carcere, paura di impazzire e contratti di lavoro revocati.
Dal delitto di Perugia al processo mediatico senza fine
Il racconto parte dal 2 novembre 2007, quando il corpo della studentessa britannica Meredith Kercher viene trovato senza vita in un appartamento di Perugia. L’omicidio, segnato da violenza estrema, diventa subito caso mediatico globale e apre una delle inchieste più controverse della recente storia giudiziaria italiana. Finiscono al centro dell’indagine la coinquilina, l’americana Amanda Knox, e il suo fidanzato, lo studente pugliese di ingegneria informatica Raffaele Sollecito. I due resteranno in carcere quattro anni, tra condanne, annullamenti e ribaltamenti, fino all’assoluzione definitiva del 2015, che individua nell’ivoriano Rudy Guede l’unico responsabile accertato dell’omicidio.
Seduto sullo sgabello di “Belve Crime”, Sollecito sostiene che “sette italiani su dieci” lo ritengono ancora colpevole e afferma: *“Moltissime persone credono che io abbia pagato troppo poco”*. Oggi, spiega, vive tra Berlino e la Puglia, lavora come ingegnere informatico ma continua a subire ricadute concrete: *“Ci sono state aziende che mi hanno stracciato il contratto dopo avermelo fatto firmare appena hanno scoperto la vicenda che mi riguardava”*.
Interrogatori, isolamento e stigma: le zone d’ombra ancora aperte
Il confronto con Francesca Fagnani si concentra sui primi verbali in questura. La giornalista ricorda la frase in cui Sollecito ammetteva di aver raccontato “un sacco di cazzate” perché influenzato da Amanda Knox. Lui replica: *“Quella frase non la dico io”*, sostenendo che siano stati i poliziotti a suggerirla e a convincerlo a firmare, *“dopo che mi avevano minacciato e senza che fosse presente un mio avvocato”*.
Alla richiesta di chiarire cosa intenda per minacce, Sollecito descrive una notte di interrogatorio in questura: luce puntata in faccia, intimidazioni e la frase: *“Se ti alzi da questa sedia ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue”*. Aggiunge di essere stato accusato di proteggere quella *“vacca”* e di essersi sentito prospettare *“tutta la vita in carcere”*. Sul celebre bacio con Amanda Knox dopo il ritrovamento del corpo di Meredith Kercher, parla di *“manipolazione”* e dice di aver voluto solo tranquillizzare la fidanzata.
Nel passaggio più personale, ricorda l’isolamento in cella: *“Ho avuto una specie di deprivazione sensoriale, certe volte non mi rendevo conto se fossi nudo o vestito”*, confermando di aver avuto *“paura di impazzire”*. Anche il distacco da Amanda passa per una lettera dal carcere, alla quale racconta di aver trovato *“un muro”*, ammettendo di aver sofferto per la rottura.
FAQ
Chi è stato riconosciuto unico responsabile del delitto di Perugia?
È accertato che l’ivoriano Rudy Guede è stato riconosciuto unico responsabile con sentenza definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher.
Quando sono stati assolti definitivamente Amanda Knox e Raffaele Sollecito?
Lo sono stati nel 2015, dopo otto anni di vicenda giudiziaria e quattro anni di carcerazione preventiva complessiva.
Perché Raffaele Sollecito parla ancora di pregiudizi sulla sua colpevolezza?
Perché, secondo lui, circa il 70% degli italiani continua a ritenerlo colpevole, con ripercussioni su lavoro, relazioni e reputazione sociale.
Quali conseguenze lavorative racconta di aver subito Raffaele Sollecito?
Racconta che diverse aziende hanno annullato contratti già firmati, dopo aver collegato il suo nome al delitto di Perugia.
Quali sono le fonti giornalistiche di riferimento per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.




