Quantum computing sfida Bitcoin, tra rischi sulla sicurezza crittografica e nuove opportunità di evoluzione digitale

Quantum computing sfida Bitcoin, tra rischi sulla sicurezza crittografica e nuove opportunità di evoluzione digitale

22 Gennaio 2026

Il quantum computing è una minaccia per il Bitcoin?

Quantum computing e crittografia di Bitcoin

La rete di Bitcoin è uno dei software più testati al mondo, in funzione dal 2009 senza violazioni strutturali, e basa la propria sicurezza su algoritmi crittografici consolidati. L’arrivo del calcolo quantistico mette però in discussione l’intero ecosistema digitale fondato sulla crittografia tradizionale, inclusi wallet, chiavi private e protocolli di consenso.

Le macchine quantistiche promettono una potenza computazionale milioni di volte superiore rispetto ai computer classici, capace teoricamente di ridurre da millenni a poche ore la soluzione di problemi matematici oggi considerati inaccessibili. È su questi problemi – come fattorizzazione e logaritmo discreto – che si regge la sicurezza di Bitcoin e della maggior parte delle reti blockchain.

Secondo numerosi ricercatori, il punto di rottura non è imminente: i prototipi sviluppati da Google e IBM restano confinati a contesti di laboratorio, con un numero di qubit e una stabilità insufficienti per attacchi concreti agli algoritmi crittografici di produzione.

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La mossa di Coinbase e il ruolo degli esperti

Per evitare approcci allarmistici e favorire una transizione ordinata, Coinbase ha istituito il Coinbase Independent Advisory Board on Quantum Computing and Blockchain, un consiglio di esperti esterni dedicato all’impatto della tecnologia quantistica sulle criptovalute. Nel board siedono accademici di Stanford, Harvard e University of California, oltre a specialisti di sicurezza e blockchain della Ethereum Foundation, della piattaforma DeFi EigenLayer e della stessa Coinbase.

In un’intervista a Fortune, il Chief Information Security Officer di Coinbase, Jeff Lunglhofer, sottolinea che la minaccia esiste, ma è verosimile che non diventi urgente per almeno un decennio, compatibilmente con lo sviluppo di computer quantistici su larga scala e a basso errore.

L’obiettivo dichiarato del board è fornire analisi tecniche, raccomandazioni operative e roadmap di aggiornamento per rendere le principali blockchain “quantum-resilient”, evitando interventi improvvisati sotto pressione mediatica o di mercato.

Come Bitcoin può diventare resistente ai qubit

La sicurezza di Bitcoin poggia sulle chiavi private, lunghe stringhe alfanumeriche casuali che, con la potenza di calcolo attuale, richiederebbero tempi astronomici per essere indovinate con attacchi brute force. I computer quantistici, sfruttando algoritmi come Shor e Grover, potrebbero però comprimere drasticamente tali tempistiche, minando l’inviolabilità percepita dei wallet.

Gli esperti di crittografia stanno già lavorando su soluzioni “post-quantum”: chiavi più lunghe, schemi a prova di qubit e l’introduzione di rumore crittografico per rendere impraticabile l’estrazione di chiavi da indirizzi pubblici. Per Bitcoin, ciò significherebbe soft fork o hard fork mirati, con nuovi tipi di script e standard di firma.

Il processo richiederà anni: occorre progettare gli schemi, testarli, discuterli nella community, implementarli nei client e migrare gradualmente gli utenti. Il board di Coinbase prevede di pubblicare a breve un primo paper sui possibili impatti del quantum computing sui livelli di consenso e sulle transazioni on-chain.

FAQ

D: Il quantum computing può oggi rubare Bitcoin?
R: No, gli attuali computer quantistici non hanno ancora la scala e la stabilità necessarie per violare la crittografia di Bitcoin.

D: Quanto tempo manca a una minaccia concreta per la rete?
R: Secondo Jeff Lunglhofer e altri esperti, è improbabile che diventi un problema pratico prima di circa un decennio.

D: Perché Bitcoin è considerato così sicuro?
R: Perché dal 2009 il protocollo ha funzionato senza interruzioni gravi, con codice ampiamente verificato e un’enorme potenza di mining che protegge la rete.

D: Che cos’è il Coinbase Independent Advisory Board on Quantum Computing and Blockchain?
R: È un consiglio indipendente creato da Coinbase per studiare l’impatto del calcolo quantistico su blockchain e criptovalute.

D: Chi partecipa al nuovo board di Coinbase?
R: Accademici di Stanford, Harvard, University of California e specialisti di sicurezza di Ethereum Foundation, EigenLayer e Coinbase.

D: Come può Bitcoin difendersi dai computer quantistici?
R: Attraverso aggiornamenti a schemi di crittografia post-quantum, chiavi più lunghe e modifiche agli script e agli standard di firma.

D: La minaccia quantistica riguarda solo Bitcoin?
R: No, interessa tutto il software basato sulla crittografia attuale, inclusi sistemi bancari, fintech e comunicazioni sicure.

D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni sul board e sulle dichiarazioni di Jeff Lunglhofer provengono da un articolo pubblicato su Fortune.com.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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