Ceo spingono ancora sull’intelligenza artificiale: investimenti in crescita nonostante profitti lenti a materializzarsi

Ceo spingono ancora sull’intelligenza artificiale: investimenti in crescita nonostante profitti lenti a materializzarsi

22 Gennaio 2026

Il 94% dei ceo continua a investire in AI anche senza ritorni immediati

Ceo all’attacco

I vertici aziendali stanno trasformando l’intelligenza artificiale in una leva di leadership, non più in un semplice progetto It. Secondo il nuovo report BCG AI Radar 2026, in media l’1,7% dei ricavi sarà destinato all’AI entro il 2026, più del doppio rispetto al 2025, senza attendere ritorni immediati. Il 94% dei ceo conferma piani di investimento stabili anche in assenza di benefici finanziari nel breve periodo.

L’indagine, condotta su 2.360 top manager in 16 Paesi – tra cui 640 amministratori delegati e 100 executive italiani – mostra uno spostamento netto del baricentro decisionale: il 72% dei ceo si dichiara principale responsabile delle scelte in materia di AI, una quota raddoppiata in un anno. Per il 50% di loro la tenuta della propria carriera dipende dalla capacità di “far funzionare” l’intelligenza artificiale.

Per Christoph Schweizer, ceo globale di Boston Consulting Group, la tecnologia sta ridisegnando strategia e operations dall’alto verso il basso. L’AI diventa così una priorità non negoziabile, anche in uno scenario macroeconomico incerto, con l’obiettivo di preservare competitività e margini futuri.

AI agent e mappe globali

Le aspettative si concentrano sugli AI agent, sistemi capaci di gestire in autonomia interi processi, dalla relazione con il cliente alle operation. Il 90% dei ceo globali prevede ritorni misurabili dagli agenti intelligenti già nel 2026 e oltre il 30% del budget AI è oggi destinato all’agentic AI. Questo spiega perché i piani di spesa non rallentano nonostante l’assenza, in molti casi, di risultati economici istantanei.

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In Europa, il 61% dei ceo si dice fiducioso sul valore generato dall’intelligenza artificiale, con particolare attenzione a rischio, sicurezza e compliance. Le aziende europee – incluse quelle italiane – investono per ridisegnare processi core, modelli operativi e catene del valore, non solo per evitare di essere superate dai concorrenti.

La fiducia è però molto più elevata in Asia, soprattutto in India e nell’area della Grande Cina, dove circa tre quarti dei ceo credono fortemente nel potenziale dell’AI. Nei Paesi occidentali, come Regno Unito (44%) e Stati Uniti (52%), pesa di più la pressione competitiva rispetto alla convinzione sui ritorni economici.

Settori, leadership e competenze

Tutti i comparti prevedono un salto di scala degli investimenti entro il 2026: le realtà tecnologiche in media puntano al 2,1% dei ricavi, seguite dalle istituzioni finanziarie con il 2,0%. Industria e real estate restano più prudenti, intorno allo 0,8%, ma anche qui il trend è in consolidata crescita e spinge a rivedere processi e modelli di business.

La ricerca individua tre archetipi di leader: i Pragmatist (circa 70%), che investono solo a fronte di valore chiaro e rischio contenuto; i Trailblazer (15%), pionieri dell’adozione end-to-end con forti piani di spesa; e i Follower (15%), che procedono con iniziative iniziali e frammentate. Le differenze emergono soprattutto sulle persone.

I ceo Trailblazer destinano in media il 60% del budget AI a formazione e reskilling della forza lavoro, più del doppio rispetto a Pragmatist (27%) e Follower (24%). Nelle aziende più avanzate oltre metà degli investimenti va agli AI agent, implementati su flussi operativi completi, con probabilità più che doppia rispetto alle organizzazioni in ritardo, a conferma che le skill diffuse sono la vera barriera d’ingresso.

FAQ

D: Perché tanti ceo investono in AI senza ritorni immediati?
R: Perché considerano l’AI un fattore di sopravvivenza competitiva di lungo termine più che una leva tattica di breve periodo.

D: Quanto investiranno in media le aziende in AI entro il 2026?
R: Secondo il report BCG AI Radar 2026, circa l’1,7% dei ricavi annui.

D: Chi decide oggi le strategie di AI nelle grandi imprese?
R: Nel 72% dei casi è il ceo a detenere la regia delle decisioni chiave sull’intelligenza artificiale.

D: Cosa rende gli AI agent così centrali?
R: La capacità di automatizzare interi processi aziendali e generare ritorni misurabili in tempi rapidi.

D: Quali aree geografiche mostrano maggiore fiducia nell’AI?
R: I Paesi dell’Asia, in particolare India e Grande Cina, dove circa tre quarti dei ceo credono nel valore dell’AI.

D: Quali settori investono di più in AI?
R: Aziende tech e istituzioni finanziarie, entrambe intorno o sopra il 2% dei ricavi.

D: Come si distinguono Pragmatist, Trailblazer e Follower?
R: Per livello di convinzione, intensità di investimento e quota di budget destinata a formazione e AI agent.

D: Qual è la fonte giornalistica citata nello studio?
R: I dati richiamano l’analisi pubblicata da Boston Consulting Group e ripresa nella sezione Innovation di testate economico-finanziarie specializzate.

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