Nuove regole per gli autovelox: 850 dispositivi verso lo stop

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • MIT: nuove procedure nazionali per omologazione, taratura e verifica degli autovelox.
  • Circa 3.150 dispositivi risultano conformi e possono restare operativi.
  • Altri 850 apparecchi attendono l’omologazione del prototipo e documenti integrativi.
  • Il decreto punta a ridurre ricorsi e rafforzare la validità degli accertamenti.

Riassunto generato con AI

Autovelox, cambiano le regole nazionali

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che aggiorna le regole per l’omologazione degli autovelox in Italia, con entrata in vigore indicata per domenica 12 luglio. Il provvedimento riguarda dispositivi e sistemi usati per accertare il superamento dei limiti di velocità, definendo requisiti, controlli tecnici, tarature e verifiche di funzionalità.

La riforma interviene dopo anni di incertezza applicativa e di contenziosi sui verbali, soprattutto sulla differenza tra semplice approvazione tecnica e omologazione. Secondo il MIT, l’obiettivo è costruire un quadro regolatorio uniforme, con misurazioni affidabili, operazioni tecniche tracciabili e accertamenti più solidi sul piano amministrativo e giuridico.

Il risultato immediato è una selezione degli apparecchi: circa 3.150 sono indicati come conformi ai requisiti richiesti, mentre circa 850 dovranno sospendere l’utilizzo fino al completamento dell’iter previsto per l’omologazione. La revisione interessa una rete che, negli anni, aveva superato i 10.000 dispositivi installati.

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Requisiti tecnici e conseguenze per i Comuni

Il decreto stabilisce criteri misurabili per i sistemi di rilevazione. Il tasso di individuazione dei veicoli dovrà raggiungere almeno il 90%, mentre l’associazione tra velocità e veicolo, l’acquisizione delle immagini e il riconoscimento delle targhe dovranno garantire un’affidabilità non inferiore al 95%.

Per la precisione della misurazione, lo scostamento rispetto allo strumento campione non potrà superare 3 chilometri orari fino a 100 chilometri orari rilevati; oltre quella soglia, il margine massimo è fissato al 3%. Sono parametri che puntano a rendere più verificabile la correttezza tecnica del dato utilizzato per contestare una violazione.

I dispositivi più datati dovranno affrontare verifiche documentali oppure test tecnici e nuove tarature per arrivare all’omologazione piena. Quelli approvati successivamente alla soglia temporale individuata dal decreto rientrano invece nel percorso di omologazione automatica, secondo quanto riportato dalle fonti.

Per Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e componente del tavolo Viabilità Italia per l’Anci, una quota indicativa superiore a mille autovelox non potrà essere utilizzata temporaneamente. Il punto, ha spiegato, è adottare strumenti legittimi e riconoscibili dal cittadino, senza rinunciare al contrasto dell’eccesso di velocità, collegato a numerosi incidenti mortali.

Più certezze sui verbali, resta il nodo dei ricorsi

La nuova disciplina può incidere sul rapporto tra enti locali e automobilisti perché risponde alle criticità emerse nelle decisioni della Cassazione, che hanno distinto l’approvazione dall’omologazione. Codacons giudica il provvedimento utile ma tardivo, ricordando il forte contenzioso aperto dopo le pronunce sugli apparecchi non omologati.

Matteo Salvini rivendica il passaggio a dispositivi regolari e conformi, sostenendo che i controlli debbano servire alla sicurezza stradale e non trasformarsi in un pretesto per fare cassa. La verifica dell’applicazione concreta del decreto sarà decisiva per capire se l’uniformità tecnica ridurrà davvero contestazioni e sospensioni.

Nel 2025, secondo i dati riportati, gli incassi comunali delle multe da autovelox sono stati pari a 56,5 milioni di euro, con un calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente.

FAQ

Quando entrano in vigore le nuove regole?

Sì, le norme indicate dalle fonti entrano in vigore domenica 12 luglio, dopo la pubblicazione del decreto del MIT in Gazzetta Ufficiale.

Quanti autovelox possono restare attivi?

Sì, circa 3.150 dispositivi possono restare operativi perché il loro prototipo rientra nell’elenco dei requisiti previsti dal decreto.

Cosa accade agli autovelox non conformi?

Sì, circa 850 apparecchi devono fermarsi finché i produttori non presenteranno la documentazione integrativa richiesta per l’omologazione del prototipo.

Quali limiti di precisione devono rispettare?

Sì, lo scostamento massimo è di 3 chilometri orari fino a 100 chilometri orari e del 3% oltre quella velocità.

Come è stata verificata questa notizia?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos e Greenmove.

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