Il Regolamento europeo sui mercati delle criptovalute (MiCA) entra nella fase più delicata della sua applicazione. Secondo Erald Ghoos, ceo di OKX Europe, circa l’80% degli exchange di criptovalute non sopravviverà al nuovo quadro: l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) imporrà alle società non autorizzate di interrompere i servizi ai clienti dell’UE alla scadenza dei periodi transitori nazionali, fissata al 1° luglio.
In un’intervista a The Block, Ghoos ha avvertito che il mercato non è pienamente preparato e che il 60% degli utenti europei opera su piattaforme prive di licenza MiCA, molte delle quali “non hanno alcuna possibilità di ottenerla”. È un dato che fotografa un settore ancora largamente informale alla vigilia del giro di boa regolatorio.
Da segnalare che Binance, il maggiore exchange al mondo, non ha ancora ottenuto l’autorizzazione. L’articolo analizza cosa cambia dal 1° luglio, gli obblighi per gli operatori in regola e la mappa dei CASP autorizzati in Europa e in Italia, dove quattro società hanno già completato l’iter congiunto di Consob e Banca d’Italia.
La stretta normativa e la scadenza del 1° luglio
Erald Ghoos considera ormai superato il dibattito sulle proroghe nazionali: “L’argomentazione relativa alle disposizioni transitorie è ormai ampiamente superata, 20 dei 27 Stati membri dell’Ue hanno già superato le rispettive scadenze transitorie nazionali”. Dal 1° luglio, ha aggiunto, “chiude definitivamente la finestra di opportunità” per chi non è registrato presso l’ESMA.
Cosa cambia per gli operatori
Le aziende registrate presso l’ESMA potranno continuare a operare nello Spazio economico europeo; quelle prive di autorizzazione dovranno cessare i servizi ai clienti UE. Il nodo, secondo Ghoos, riguarda il modo in cui le autorità nazionali gestiranno gli exchange senza licenza dopo la scadenza.
Il peso delle piattaforme non in regola
Con il 60% degli utenti europei ancora su piattaforme non autorizzate, l’impatto sarà rilevante. Il caso più visibile è Binance: il leader globale non ha ancora ottenuto la licenza MiCA, segnale di quanto il riassetto possa ridisegnare le quote di mercato.
Gli obblighi per gli exchange autorizzati MiCA
Ottenere la licenza non basta: il MiCA impone agli operatori autorizzati vincoli stringenti su custodia, trasparenza e governance, pensati per proteggere i fondi degli utenti e allineare le cripto-attività agli standard del sistema finanziario tradizionale.
Separazione dei fondi e prova delle riserve
Gli exchange devono separare gli asset dei clienti dai propri, mantenere una prova delle riserve e rispettare standard di idoneità e correttezza. Le somme in valuta fiat ricevute da un CASP vanno depositate presso una banca o la banca centrale UE entro il giorno lavorativo successivo. È vietato impiegare gli asset dei clienti per conto proprio.
Il modello OKX e la licenza maltese
OKX ha ottenuto l’autorizzazione MiCA tramite la Malta Financial Services Authority, dove era registrata come VASP dal novembre 2021. La licenza le consente di offrire trading spot regolamentato, pagamenti in stablecoin e altri prodotti in tutto lo Spazio economico europeo.
La mappa dei CASP autorizzati tra Europa e Italia
Il nuovo regime sta consolidando un gruppo ristretto di operatori in regola. Accanto a OKX, diversi exchange internazionali hanno già ottenuto lo status di CASP, mentre in Italia quattro società hanno completato l’iter congiunto di Consob e Banca d’Italia.
I grandi exchange europei
Coinbase ha ottenuto l’autorizzazione tramite la CSSF del Lussemburgo, mentre Kraken ha ricevuto il via libera dalla banca centrale irlandese. Si tratta di due tra i principali operatori globali ora pienamente abilitati a operare nel mercato unico.
Le quattro società italiane
La prima licenza MiCAR in Italia è andata a CheckSig, specializzata in custodia e trading per istituzionali e retail. Seguono Conio, fintech partecipata da Poste Italiane e Banca Generali, RIV-Digital, sussidiaria del gruppo RIV Capital Group, e Olliv Italia (già CoinFlip), emanazione della multinazionale di Chicago.
FAQ
Che cos’è il regolamento MiCA?
È il quadro normativo dell’UE che disciplina emissione, scambio e custodia delle cripto-attività, fissando regole comuni per tutti gli operatori del settore.
Cosa cambia dal 1° luglio?
Scaduti i periodi transitori nazionali, gli exchange privi di autorizzazione dovranno sospendere i servizi ai clienti dell’Unione europea.
Perché l’80% degli exchange rischia di sparire?
Secondo Erald Ghoos molte piattaforme non possiedono i requisiti per la licenza MiCA e non potranno più operare legalmente nel mercato UE.
Quali obblighi hanno gli exchange autorizzati?
Devono separare i fondi dei clienti, mantenere la prova delle riserve, depositare la liquidità in banche UE e rispettare standard di governance.
Binance ha ottenuto la licenza MiCA?
No. Alla data dell’analisi il maggiore exchange al mondo non aveva ancora ricevuto l’autorizzazione europea.
Quali exchange internazionali sono già autorizzati?
Tra gli altri OKX (Malta), Coinbase (Lussemburgo) e Kraken (Irlanda) hanno ottenuto lo status di CASP.
Quante società italiane hanno la licenza MiCAR?
Quattro: CheckSig, Conio, RIV-Digital e Olliv Italia, dopo l’iter congiunto di Consob e Banca d’Italia.
Dove sono state rilasciate le dichiarazioni di Ghoos?
Le dichiarazioni di Erald Ghoos, ceo di OKX Europe, provengono da un’intervista rilasciata a The Block, fonte originale analizzata in questo articolo.



