Mediaset rompe il silenzio su Corona e vip, arriva la controffensiva

Mediaset rompe il silenzio su Corona e vip, arriva la controffensiva

27 Gennaio 2026

Mediaset reagisce alle insinuazioni di Corona sui loro vip: il comunicato e le nuove azioni legali

La presa di posizione dell’azienda televisiva

Il nuovo episodio di Falsissimo – Il Prezzo del Successo, diffuso su YouTube da Fabrizio Corona dopo il provvedimento del Tribunale di Milano sul caso Alfonso Signorini, ha spostato il tiro su figure centrali del piccolo schermo come Pier Silvio Berlusconi, Silvia Toffanin, Maria De Filippi, Samira Lui e Gerry Scotti.

Nel video vengono avanzate allusioni e ricostruzioni prive di documentazione verificabile, presentate come rivelazioni ma non supportate da riscontri oggettivi. La reazione del gruppo televisivo di Cologno Monzese è stata immediata, con l’obiettivo di difendere la reputazione dei propri volti di punta e dell’intera struttura societaria quotata in Borsa.

L’azienda ha bollato i contenuti come diffamatori, estranei al diritto di cronaca e alla corretta informazione, sottolineando come non possano essere ricondotti alla libertà di espressione, ma a un attacco sistematico alla dignità personale e professionale dei soggetti citati.

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Il testo del comunicato e i richiami alla responsabilità

Nel comunicato, la società del gruppo Berlusconi denuncia quello che definisce un vero e proprio meccanismo di gogna digitale, costruito su insinuazioni gravi e reiterate, ritenute false e dannose per l’immagine di un broadcaster nazionale e dei suoi dipendenti. Il messaggio insiste su un concetto chiave: la libertà di parola non contempla la possibilità di trasformare i social e le piattaforme video in tribunali paralleli.

Particolare rilievo viene dato al coinvolgimento dei familiari dei personaggi citati, indicato come un salto di qualità inaccettabile nell’aggressione reputazionale, perché sposta l’attacco dall’ambito pubblico al piano strettamente privato. Per l’azienda, ciò rappresenta una violazione non solo della dignità personale, ma anche dei limiti fissati dalla normativa sulla tutela dell’onore e della riservatezza.

Nel documento si sottolinea che quanto diffuso online non rientra nei parametri del giornalismo responsabile, né appare collegato a un interesse pubblico concreto, ma risponde piuttosto a logiche di monetizzazione dell’odio e di sfruttamento del clamore mediatico.

Nuove denunce e prospettive giudiziarie

Già nei giorni precedenti, il gruppo di Cologno Monzese aveva depositato querela nei confronti di Fabrizio Corona per diffamazione e minacce, in relazione agli episodi iniziali di Falsissimo. Dopo l’ultimo video, l’azienda ha annunciato ulteriori iniziative giudiziarie, con l’intenzione di agire in ogni sede competente, civile e penale, contro quella che definisce come una campagna d’odio organizzata.

La rimozione delle prime due puntate della serie da YouTube, disposta in seguito ai provvedimenti del Tribunale di Milano sul caso Signorini, fa ritenere probabile un’analoga sorte per l’episodio più recente, che ha comunque raggiunto milioni di visualizzazioni in poche ore. Il quadro che emerge è quello di un conflitto sempre più aspro tra diritto all’informazione e tutela della reputazione, con i giudici chiamati a stabilire il confine tra denuncia legittima e narrazione diffamatoria.

Il comunicato ribadisce che la società si impegnerà a contrastare ogni abuso dei mezzi di comunicazione, soprattutto quando mascherato da giornalismo d’inchiesta, e a difendere i propri professionisti da contenuti che, secondo la versione aziendale, puntano a delegittimarli senza alcun supporto probatorio.

FAQ

D: Che cosa contesta l’azienda televisiva ai contenuti di Falsissimo?
R: Contesta la diffusione di accuse ritenute false, prive di prove e lesive della reputazione di volti noti e dell’intera società.

D: Quali personaggi del piccolo schermo sono stati coinvolti nelle ultime insinuazioni?
R: Sono stati chiamati in causa, tra gli altri, Pier Silvio Berlusconi, Silvia Toffanin, Maria De Filippi, Samira Lui e Gerry Scotti.

D: Perché l’azienda parla di gogna mediatica?
R: Perché ritiene che i video costruiscano un meccanismo di esposizione al pubblico ludibrio, senza contraddittorio e senza riscontri oggettivi.

D: In che modo vengono coinvolte le famiglie dei vip citati?
R: Nei contenuti vengono fatte allusioni anche alla sfera privata e ai familiari, giudicate dall’azienda come un coinvolgimento “vergognoso” e ingiustificato.

D: Quali azioni legali sono state già intraprese?
R: È stata presentata querela per diffamazione e minacce, con l’annuncio di ulteriori procedimenti dopo l’ultimo episodio diffuso online.

D: Che ruolo ha avuto il Tribunale di Milano in questa vicenda?
R: Il giudice ha disposto la rimozione dei contenuti legati al caso Signorini e il blocco della nuova puntata che ne trattava aspetti personali.

D: Le puntate di Falsissimo possono essere rimosse dalle piattaforme?
R: Sì, in presenza di provvedimenti giudiziari e segnalazioni per violazione delle norme su diffamazione e contenuti d’odio, le piattaforme possono procedere alla cancellazione.

D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento per questa vicenda?
R: Le informazioni riportate derivano da un articolo pubblicato dal portale di informazione Nexilia, che ha ricostruito il caso e il comunicato ufficiale dell’azienda televisiva.


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