Liliana Resinovich, nuovi esami dattiloscopici sui sacchi disposti dalla gip di Trieste

Liliana Resinovich, nuovi esami dattiloscopici sui sacchi disposti dalla gip di Trieste

26 Giugno 2026

26 Giugno 2026/Home/NEWS/Liliana Resinovich, nuovi esami dattiloscopici sui sacchi disposti dalla gip di Trieste

La notizia in sintesi

  • Nuovi esami dattiloscopici sui sacchi del caso Liliana Resinovich.
  • L’incarico arriva dalla gip Flavia Mangiante del Tribunale di Trieste.
  • Gli accertamenti rientrano nell’incidente probatorio già in corso.
  • La relazione finale dei periti è attesa entro l’8 ottobre.

Riassunto generato con AI


Nuovi esami nel caso Resinovich

A oltre quattro anni dal ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich, l’inchiesta della Procura di Trieste registra un nuovo sviluppo investigativo: la gip Flavia Mangiante ha disposto ulteriori accertamenti dattiloscopici sui sacchi neri che avvolgevano il cadavere della 63enne. Il provvedimento arriva nelle ultime ore nell’ambito dell’incidente probatorio già aperto, con l’obiettivo di verificare la presenza di impronte utili a chiarire che cosa sia accaduto dopo la scomparsa della donna.

Liliana Resinovich era sparita il 14 dicembre 2021 dalla sua abitazione, mentre il corpo fu rinvenuto il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, a Trieste.

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Per la sua morte è indagato per omicidio il marito Sebastiano Visintin, che ha sempre respinto ogni addebito. La nuova verifica sui reperti punta a consolidare, o eventualmente ridefinire, la ricostruzione delle fasi successive alla morte.

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Periti, tempi e rilievo degli accertamenti

L’incarico per i nuovi esami è stato affidato al luogotenente in congedo Roberto Gennari e al maresciallo Maurizio Sticchi del Comando provinciale dei carabinieri di Ancona. I due esperti dovranno concentrarsi sui sacchi utilizzati per avvolgere il corpo di Liliana Resinovich, verificando se vi siano tracce dattiloscopiche finora non valorizzate o che possano essere riesaminate con ulteriori approfondimenti tecnici.

Si tratta di un passaggio che non modifica da solo il quadro accusatorio, ma che può incidere sulla tenuta investigativa dell’intera ricostruzione. In casi complessi, i reperti materiali rappresentano infatti un punto decisivo perché possono collegare persone, oggetti e fasi temporali con un grado di verificabilità maggiore rispetto alle sole dichiarazioni.

Per questo motivo l’attenzione sui sacchi neri resta alta: l’eventuale emersione di impronte utili potrebbe contribuire a chiarire chi li abbia maneggiati e in quale momento.

Gli accertamenti si inseriscono in un incidente probatorio già in corso da mesi. Dall’8 settembre i consulenti stanno infatti eseguendo approfondimenti genetici, merceologici e dattiloscopici su numerosi reperti raccolti durante le indagini. Nelle scorse settimane il collegio peritale ha ottenuto una nuova proroga per completare il lavoro, segno della complessità tecnica delle verifiche ancora aperte.

Il deposito della relazione conclusiva, inizialmente previsto in estate, è ora atteso entro l’8 ottobre. Questo slittamento conferma che l’istruttoria tecnica rimane centrale nel procedimento e che gli investigatori stanno cercando elementi oggettivi capaci di rafforzare il quadro probatorio.

Nel caso Resinovich, ogni nuovo esame sui reperti appare rilevante proprio perché interviene su materiali già acquisiti, ma ancora suscettibili di offrire indicazioni utili alla ricostruzione dei fatti.

Che cosa può cambiare adesso

Il nuovo approfondimento disposto dalla gip non rappresenta un atto formale secondario, ma un tentativo concreto di estrarre ulteriori dati da un reperto chiave. Se dai sacchi neri dovessero emergere impronte significative, l’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich potrebbe acquisire un elemento tecnico di forte peso.

In attesa della relazione finale entro l’8 ottobre, il procedimento resta quindi legato soprattutto all’esito delle analisi scientifiche.

È su questo terreno, più che sulle ipotesi, che si giocherà la prossima fase di uno dei casi giudiziari più seguiti di Trieste.

FAQ

Qual è la novità sull’inchiesta?

Sì, la novità è il nuovo ordine della gip per ulteriori accertamenti dattiloscopici sui sacchi neri che avvolgevano il corpo.

Chi ha disposto i nuovi esami?

Sì, li ha disposti la gip Flavia Mangiante del Tribunale di Trieste nell’ambito dell’incidente probatorio.

Chi eseguirà gli accertamenti tecnici?

Sì, gli esami sono stati affidati a Roberto Gennari e Maurizio Sticchi, esperti del Comando provinciale dei carabinieri di Ancona.

Quando è attesa la relazione finale?

Sì, il deposito della relazione conclusiva dei periti è atteso entro l’8 ottobre, dopo una proroga concessa nelle scorse settimane.

Da quali fonti deriva questa notizia?

Sì, la fonte originale dell’articolo è derivata da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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