La Corea del Sud prepara una legge per gestire anche gli asset digitali statali

15 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Corea del Sud prepara una legge per includere criptoattività tra i beni pubblici.
  • La riforma sostituirà una normativa patrimoniale in vigore dal 1950.
  • Il piano valorizza asset digitali, proprietà intellettuale e infrastrutture blockchain.
  • Nel 2027 previsto un progetto pilota su titoli pubblici tokenizzati e CBDC.

(Riassunto generato con AI)

Corea del Sud, nuova gestione per gli asset digitali pubblici

La Corea del Sud intende includere criptovalute e altre attività digitali nel proprio sistema di gestione del patrimonio statale attraverso il National Asset Basic Act, annunciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze durante un briefing politico del 15 luglio alla Blue House, sede presidenziale. La proposta punta a sostituire l’attuale State Property Act, una legge del 1950 concepita in un contesto economico in cui i beni dello Stato erano soprattutto immobili.

Il nuovo impianto normativo dovrà quindi riconoscere categorie patrimoniali più recenti, tra cui proprietà intellettuale e virtual asset, definendo criteri di gestione e sviluppo differenziati. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è superare una logica limitata alla conservazione, alla vendita o allo sviluppo tradizionale dei beni pubblici.

La riforma si inserisce nella strategia economica sudcoreana per il secondo semestre del 2026, nella quale la blockchain resta un settore di crescita, pur a fronte di maggiori investimenti pubblici destinati all’intelligenza artificiale. Il punto centrale è l’uso più moderno degli asset controllati dallo Stato per accrescerne il valore economico e funzionale.

Dalla tutela patrimoniale alla valorizzazione degli asset

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che la normativa vigente riflette un’epoca nella quale il patrimonio governativo era composto in larga parte da terreni e immobili. L’estensione del perimetro agli asset virtuali segnala dunque un adeguamento delle regole pubbliche alla trasformazione dei beni economicamente rilevanti.

La proposta non definisce nel dettaglio quali criptoattività entreranno nella gestione statale né indica modalità operative di acquisizione o impiego. Tuttavia, l’inclusione espressa dei virtual asset nel quadro dei beni nazionali crea una base normativa per trattarli con standard specifici, anziché assimilarli soltanto alle categorie patrimoniali tradizionali.

Il piano segue un altro aggiornamento regolatorio diffuso dopo la riunione del Consiglio di Stato di lunedì. In quella sede, il ministero ha confermato la prosecuzione dei lavori sul Digital Asset Basic Act, destinato a disciplinare l’industria nazionale delle attività digitali, le condotte delle imprese e il quadro giuridico delle stablecoin ancorate al won sudcoreano.

Le autorità intendono inoltre costruire basi legali per transazioni transfrontaliere in stablecoin e sostenere modifiche che consentano gli exchange-traded fund spot sulle criptovalute. Nel complesso, le misure delineano un percorso regolatorio che coinvolge sia gli asset detenuti dallo Stato sia il mercato privato degli operatori digitali.

Tokenizzazione e CBDC rafforzano la strategia blockchain

La pianificazione sudcoreana comprende anche l’infrastruttura blockchain. Il ministero aveva già annunciato un progetto pilota, dal 2027, per collegare titoli di Stato tokenizzati a un programma istituzionale di valuta digitale della banca centrale, mentre la Bank of Korea studierà l’interazione della propria CBDC con altre reti blockchain.

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A livello locale, la Provincia di Gyeonggi prepara per agosto un test di stablecoin della durata di otto mesi. Secondo la testata blockchain NexBlock, la società di sicurezza ZKrypto guiderà la sperimentazione, che proseguirà fino a febbraio 2027.

Il progetto verificherà emissione, circolazione e regolamento delle stablecoin, oltre a prevenzione delle frodi, protezione della privacy e pagamenti di prestazioni pubbliche. Il sistema utilizzerà prove a conoscenza zero contro il double spending e tecnologia proof-of-reserves per verificare gli asset di copertura durante tutto il test.

La conseguenza potenziale è un collegamento più stretto tra disciplina patrimoniale pubblica, infrastrutture finanziarie digitali e sperimentazioni locali. L’effettiva applicazione dipenderà però dall’approvazione delle norme e dagli esiti dei programmi pilota annunciati.

FAQ

Che cos’è il National Asset Basic Act?

Sì, è la legge proposta dalla Corea del Sud per sostituire il State Property Act del 1950 e aggiornare la gestione dei beni statali.

Le criptovalute saranno beni pubblici sudcoreani?

Sì, la proposta include virtual asset e criptovalute nel quadro di gestione del patrimonio statale, insieme a categorie come la proprietà intellettuale.

Quale legge regolerà il mercato digitale coreano?

Sì, il Digital Asset Basic Act è il provvedimento su cui proseguono i lavori per regolare imprese del settore e stablecoin ancorate al won.

Quando inizierà il progetto sui titoli tokenizzati?

Sì, il progetto pilota che collega titoli di Stato tokenizzati e una CBDC istituzionale è previsto per il 2027.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui crypto.news.

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