Irpef, il Piemonte valuta il rinvio della riduzione dell’addizionale al 2029

18 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Piemonte valuta se rinviare la riduzione dell’addizionale Irpef al 2029.
  • L’aumento vale 150 milioni di euro per il bilancio regionale.
  • Dipendenti e pensionati sotto 35mila euro sono al centro delle critiche della Cgil.
  • Su 35mila euro annui, il prelievo regionale varia sensibilmente tra territori.

Riassunto generato con AI

Piemonte, scelta aperta sull’addizionale Irpef

La Regione Piemonte deve decidere se rispettare l’impegno di ridurre l’addizionale regionale Irpef dal 2028 oppure rinviare il taglio al 2029, seguendo la proroga dei nuovi scaglioni fiscali decisa dal Governo. Il confronto si riapre nelle ultime ore in Consiglio regionale e riguarda lavoratori dipendenti e pensionati, chiamati a sostenere un prelievo aumentato dalla giunta guidata da Alberto Cirio.

La ragione della misura è finanziaria: l’incremento dell’addizionale è stato introdotto per compensare gli effetti dell’accorpamento degli scaglioni Irpef e salvaguardare le entrate regionali. La scelta, tuttavia, mette in equilibrio due esigenze contrapposte: preservare 150 milioni di euro di gettito e non rinunciare a una riduzione già promessa ai contribuenti.

Il caso piemontese si inserisce in un quadro nazionale disomogeneo, nel quale le Regioni hanno adottato aliquote, scaglioni e modalità di adeguamento differenti.

Gettito regionale e impatto sui redditi

Un anno fa la giunta Cirio aveva innalzato l’addizionale regionale Irpef fino a livelli tra i più alti d’Italia, con l’obiettivo di evitare perdite di bilancio dopo il passaggio da quattro a tre scaglioni. L’impegno iniziale prevedeva di ridurre l’incremento dal 2028, in coincidenza con l’entrata in vigore dei nuovi scaglioni.

La proroga della modifica al 2029 ha però riaperto il dossier. Secondo la Repubblica, una possibile soluzione intermedia sarebbe ridurre già dal 2028 l’aliquota per la fascia di reddito più bassa e completare il taglio nel 2029.

La Cgil contesta il mantenimento dell’aumento per il triennio 2026-2028, sostenendo che l’onere ricada soprattutto su dipendenti e pensionati. Il sindacato indica questi contribuenti come l’85% di coloro che dichiarano redditi inferiori a 35mila euro.

Nel dettaglio, chi ha un reddito imponibile tra 15mila e 28mila euro potrebbe pagare fino a 33 euro annui in più, passando da 371 a 404 euro. Per i redditi tra 28mila e 50mila euro l’aggravio può arrivare fino a 106 euro annui, da 685 a 791 euro.

Non sono invece indicati cambiamenti per chi supera 50mila euro, poiché l’aliquota resta invariata. I numeri mostrano perché la revisione delle aliquote abbia un rilievo non soltanto contabile, ma anche distributivo.

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Differenze territoriali e prossime conseguenze

Il Piemonte non è l’unico territorio intervenuto sulle addizionali: dal 2024 varie Regioni hanno aumentato il prelievo per fronteggiare tagli o difficoltà di bilancio. Alcune, come Abruzzo e Liguria, si sono già adeguate; altre, tra cui Calabria, Sardegna e Sicilia, applicano un’aliquota unica.

Su uno stipendio annuo di 35mila euro, l’impatto indicato è di 430 euro in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, contro 553 euro in Lombardia e 1.165 euro nel Lazio. Il divario può crescere con l’addizionale comunale.

A Roma, sommando il 3,33% regionale e lo 0,9% comunale, il totale arriva a 1.480 euro; a Bolzano, con 1,23% e nessuna addizionale comunale, resta a 430 euro.

FAQ

Perché il Piemonte valuta il rinvio del taglio?

Sì, il rinvio è legato alla proroga al 2029 dei nuovi scaglioni fiscali e alla necessità di preservare 150 milioni di euro di entrate.

Chi paga di più con l’addizionale piemontese?

Sì, l’aumento riguarda soprattutto redditi tra 15mila e 50mila euro: fino a 33 euro annui nella prima fascia e fino a 106 nella seconda.

Cambiano le aliquote sopra 50mila euro?

Sì, per i redditi oltre 50mila euro non è previsto alcun cambiamento: l’aliquota regionale resta invariata secondo i dati riportati.

Quanto incide l’addizionale a Roma?

Sì, per un reddito annuo di 35mila euro il prelievo complessivo indicato a Roma raggiunge 1.480 euro, sommando addizionale regionale e comunale.

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Sì. Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui QuiFinanza.

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