Modello 730, guida completa a nuovi scaglioni Irpef, detrazioni e figli
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Modello 730/2026: cosa cambia per Irpef, detrazioni e famiglie
Il Modello 730/2026 recepisce in modo strutturale la riforma Irpef a tre scaglioni, applicabile ai redditi prodotti nel 2025. Riguarda milioni di contribuenti italiani, in particolare lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie con figli.
Le principali novità incidono su aliquote, detrazioni per lavoro e pensione, limiti ai figli a carico over 30, tetti alle spese detraibili per redditi medio-alti e rimodulazione dei bonus casa.
L’obiettivo dichiarato del legislatore è alleggerire il prelievo sui redditi bassi e medi, riequilibrando il sistema tramite un uso mirato delle detrazioni e un embrione di “quoziente familiare”. Le conseguenze pratiche, però, sono differenziate: chi ha redditi più elevati e pochi carichi familiari rischia una riduzione significativa dei benefici fiscali.
In sintesi:
- Irpef a tre scaglioni con aliquota intermedia ridotta e nuove regole sulle detrazioni.
- Stretta sui figli over 30 a carico, salvo casi di disabilità certificata.
- Tetto alle spese detraibili al 19% per redditi oltre 75.000 euro, modulato sui figli.
- Bonus casa confermato, ma con differenza netta tra prima e seconda abitazione.
Aliquote, detrazioni e figli a carico: chi guadagna e chi perde
La nuova Irpef prevede tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La riduzione dell’aliquota intermedia dal 35% al 33% genera un risparmio automatico per i redditi medi, ma viene parzialmente compensata da un decalage delle detrazioni più rapido per chi supera determinate soglie di reddito.
Le detrazioni da lavoro dipendente e pensione sono state ritoccate per proteggere la no tax area e salvaguardare il potere d’acquisto dei redditi più bassi.
Sul fronte familiare, l’assegno unico erogato dall’Inps resta fuori dal quadro “carichi di famiglia” e non dà diritto alla detrazione fissa, ma la presenza dei figli consente comunque di detrarre le spese collegate (sanitarie, sportive, scolastiche). Per i figli tra 21 e 30 anni continua a valere la detrazione ordinaria di 950 euro, a condizione che il reddito 2025 non superi 4.000 euro sotto i 24 anni e 2.840,51 euro tra 24 e 30 anni.
La vera stretta riguarda gli over 30: salvo disabilità, non sono più considerati a carico ai fini della detrazione forfettaria, anche se conviventi e senza reddito, con impatto diretto sui bilanci delle famiglie con percorsi di studio lunghi.
Nuovi tetti alle detrazioni, bonus casa e tracciabilità dei pagamenti
Per i contribuenti con redditi oltre 75.000 euro, il Modello 730/2026 introduce un tetto alle spese detraibili al 19% (esclusi alcuni oneri). Il plafond annuo, definito con decreto, viene ridotto oltre 75.000 e ancora oltre 100.000 euro, poi moltiplicato per un coefficiente legato al numero di figli: 0,50 senza figli, 0,70 con uno, 0,85 con due, 1,00 con tre o più figli o con figlio disabile.
Ne deriva un vantaggio relativo per i nuclei numerosi rispetto ai single ad alto reddito. Restano comunque integralmente detraibili al 19%, fuori dal tetto, le spese sanitarie, gli interessi sui mutui prima casa (fino a 4.000 euro) e le spese per disabilità.
Il capitolo bonus casa 2026 conferma il limite di 96.000 euro per unità immobiliare, con detrazione al 50% per l’abitazione principale (recupero massimo 48.000 euro in 10 anni) e al 36% per le seconde case (risparmio massimo 34.560 euro). Restano rilevanti anche le detrazioni minori: spese scolastiche fino a 800 euro per alunno, tasse universitarie (con tetti MUR per le private), attività sportive dei ragazzi (210 euro per figlio), abbonamenti ai trasporti pubblici fino a 250 euro, detrazioni forfettarie per affitti a favore di inquilini con redditi bassi e giovani under 31.
La corretta gestione documentale è decisiva: dal 2020 la tracciabilità dei pagamenti è condizione essenziale per quasi tutte le detrazioni al 19%. Pagamenti in contanti fanno decadere il beneficio, salvo l’acquisto di farmaci, dispositivi medici e prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Ssn.
Per chi ha una posizione semplice, il 730 precompilato riduce rischi ed errori. In presenza di numerose detrazioni o crediti da bonus edilizi, è prudente rivolgersi a un Caf o a un professionista per il visto di conformità, che tutela il contribuente in caso di controlli automatizzati e richieste di documentazione integrativa. L’evoluzione della riforma fiscale e il progressivo spostamento dell’attenzione dal singolo al nucleo familiare rendono sempre più strategica una pianificazione fiscale preventiva, soprattutto per chi si colloca nelle fasce di reddito medio-alte.
FAQ
Come sono strutturati gli scaglioni Irpef nel Modello 730/2026?
Gli scaglioni Irpef 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro di reddito.
Quando un figlio tra 21 e 30 anni è considerato fiscalmente a carico?
È considerato a carico se nel 2025 non supera 4.000 euro di reddito sotto i 24 anni, oppure 2.840,51 euro tra 24 e 30 anni.
Quali spese restano sempre detraibili al 19% senza nuovi tetti?
Restano detraibili al 19% spese sanitarie, interessi passivi sui mutui prima casa entro 4.000 euro annui e spese direttamente connesse alla disabilità certificata.
Qual è il limite di spesa per il bonus ristrutturazioni 2026?
È previsto un tetto di 96.000 euro per singola unità immobiliare, con detrazione al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde abitazioni.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di queste informazioni?
Le informazioni derivano congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



