INPS ricalcola le pensioni, aumenti e arretrati per molti assegni

INPS ricalcola le pensioni, aumenti e arretrati per molti assegni

9 Marzo 2026

Aliquote rendimento pensioni pubbliche: cosa cambia dopo il messaggio INPS 787/2026

L’INPS, con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026, chiarisce l’applicazione delle nuove aliquote di rendimento per una parte dei dipendenti pubblici iscritti alle casse ex Inpdap (CPDEL, CPS, CPI, CPUG).
Il nodo riguarda le pensioni con quota retributiva e l’uso delle aliquote ridotte introdotte dalla L. 213/2023 rispetto alle tabelle storiche.
Il chiarimento vale per le pensioni liquidate dal 1° gennaio 2024 e distingue nettamente tra pensione anticipata e pensione di vecchiaia, incidendo sull’importo dell’assegno, sugli arretrati e sugli eventuali indebiti.

In sintesi:

  • Nuove aliquote ridotte solo per alcune pensioni anticipate decorrenti dal 1° gennaio 2024.
  • La pensione di vecchiaia, anche in cumulo, mantiene le tabelle storiche di rendimento.
  • Lavoratori precoci esclusi se il diritto era maturato e certificato entro il 31 dicembre 2023.
  • Previsto riesame d’ufficio, possibili arretrati e annullamento degli indebiti per errori di calcolo.

Nuove aliquote solo per pensioni anticipate con diritto non maturato al 2023

Il messaggio dell’INPS precisa che le aliquote ridotte dell’allegato II alla L. 213/2023 si applicano esclusivamente alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 e diritto non perfezionato entro il 31 dicembre 2023.
Il discrimine non è la cessazione dal pubblico impiego, ma la tipologia di prestazione: pensione anticipata oppure pensione di vecchiaia.
Per le pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, restano in vigore le tabelle storiche: allegato A della L. 965/1965 e, per gli iscritti alla CPUG, tabella A della L. 16/1986.

Il chiarimento riguarda gli iscritti a CPDEL, CPS, CPI e CPUG con anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31 dicembre 1995, per i quali la quota A e la quota B retributiva possono seguire criteri diversi in base al momento di maturazione del diritto e al canale di uscita.
Per i lavoratori precoci, l’INPS conferma che le nuove aliquote non si applicano quando il diritto alla pensione anticipata è maturato e certificato entro il 31 dicembre 2023, anche se la decorrenza è successiva, in coerenza con l’art. 17 del D.L. 4/2019 e l’art. 24, comma 10, del D.L. 201/2011.
Resta sullo sfondo l’art. 17, comma 1, della L. 724/1994, che dal 1° gennaio 1995 ha esteso il rendimento annuo del 2% ai regimi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi.

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Ricalcoli INPS, arretrati e impatto futuro sui dipendenti pubblici

Una parte cruciale del messaggio n. 787/2026 riguarda le operazioni d’ufficio delle sedi INPS sulle pensioni di vecchiaia già liquidate con le nuove aliquote ridotte in casi in cui non erano dovute.
In queste situazioni, l’Istituto dovrà procedere a una riliquidazione applicando le tabelle storiche, riconoscendo le differenze sui ratei arretrati con interessi legali e/o rivalutazione monetaria calcolata a ritroso dalla data della correzione.
Gli indebiti già contestati, originati da un’applicazione errata delle aliquote ridotte, dovranno essere annullati richiamando espressamente l’errore originario nel calcolo della quota retributiva.

Per molti iscritti alle gestioni pubbliche coinvolte, il messaggio può tradursi in un aumento dell’assegno e in arretrati significativi, ma l’impatto sarà determinato caso per caso in funzione della storia contributiva individuale.
Sul piano sistemico, il documento contribuisce a stabilizzare il quadro interpretativo dopo i dubbi nati con la circ. INPS 78/2024 e i successivi interventi del 2025, riducendo il rischio di nuovi contenziosi e di disparità di trattamento tra pensione anticipata, vecchiaia e lavoratori precoci.
Per chi è prossimo alla pensione, la distinzione tra canale anticipato e vecchiaia diventa ora un elemento strategico anche in termini di rendimento retributivo atteso.

FAQ

Quando si applicano le nuove aliquote ridotte di rendimento pensione?

Si applicano solo alle pensioni anticipate, comprese quelle dei precoci, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 e diritto non perfezionato entro il 31 dicembre 2023.

La pensione di vecchiaia subisce penalizzazioni con la L. 213/2023?

No, la pensione di vecchiaia, anche in cumulo, continua a essere calcolata con le tabelle storiche della L. 965/1965 e, per CPUG, della L. 16/1986.

Cosa devono aspettarsi i lavoratori precoci già certificati entro il 2023?

Devono aspettarsi il mantenimento delle vecchie aliquote di rendimento, perché il diritto alla pensione anticipata risulta maturato e certificato entro il 31 dicembre 2023.

Come avverrà il pagamento degli eventuali arretrati da ricalcolo INPS?

Avverrà d’ufficio, con liquidazione delle differenze sui ratei arretrati, applicando interessi legali e/o rivalutazione monetaria dalla data della riliquidazione fino al pagamento effettivo.

Da quali fonti è stata ricostruita questa analisi sulle aliquote di rendimento?

È stata redatta elaborando congiuntamente informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, successivamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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