Inps conferma incentivo in busta paga a chi rinuncia alla pensione

Inps conferma incentivo in busta paga a chi rinuncia alla pensione

4 Aprile 2026

Pensione anticipata rinviata: come funziona il Bonus Maroni 2026

I lavoratori dipendenti che nel 2026 hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata possono scegliere di restare al lavoro, rinunciando all’accredito dei contributi IVS a loro carico e ricevendo invece quella quota direttamente in busta paga.
La misura, valida in tutta Italia per il solo lavoro dipendente, riguarda chi ha almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) e viene confermata dall’Inps tramite una nuova circolare esplicativa.
L’obiettivo del legislatore è incentivare il proseguimento dell’attività lavorativa, alleggerendo il costo contributivo per il lavoratore e aumentando il netto mensile senza incidere sull’imposizione fiscale ordinaria.

In sintesi:

  • Beneficio rivolto ai dipendenti con requisiti di pensione anticipata già maturati o maturandi nel 2026.
  • Rinuncia ai contributi IVS a carico del lavoratore, pari al 9,19% della retribuzione lorda.
  • Somme corrisposte integralmente in busta paga e non imponibili ai fini fiscali.
  • Proroga del cosiddetto Bonus Maroni confermata da circolare ufficiale dell’Inps.

Dettagli operativi sul Bonus Maroni e chiarimenti Inps

Il meccanismo, noto come Bonus Maroni, consiste nella possibilità per il lavoratore dipendente che abbia diritto alla pensione anticipata di non versare la propria quota di contributi IVS, pari al 9,19% della retribuzione lorda.
Questa percentuale viene integralmente riconosciuta in busta paga, come voce aggiuntiva, determinando un aumento immediato del netto mensile senza generare base imponibile ai fini dell’Irpef.
L’Inps, con l’ultima circolare attuativa, precisa che le somme erogate in sostituzione dei contributi non concorrono alla formazione del reddito imponibile, qualificandosi quindi come vantaggio fiscale pieno per il lavoratore che sceglie di rinviare l’uscita.

Il beneficio si applica a chi ha raggiunto i requisiti di pensione anticipata previsti dalla normativa vigente: 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
La scelta è volontaria e comporta la prosecuzione del rapporto di lavoro, con effetti potenzialmente positivi anche sull’assegno pensionistico futuro grazie all’ulteriore anzianità maturata.
La misura è stata prorogata per l’anno 2026 dalla legge di Bilancio, che ha confermato la volontà del Governo di favorire la permanenza in servizio dei lavoratori più esperti, riducendo nel breve periodo la pressione sulla spesa pensionistica.

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Prospettive future e impatto sulle decisioni di pensionamento

La proroga del Bonus Maroni per il 2026 rafforza un modello di flessibilità in uscita che affida al singolo lavoratore la scelta tra pensione anticipata e maggiore reddito immediato.
La combinazione tra aumento del netto in busta paga e non imponibilità fiscale rende economicamente attrattivo il proseguimento dell’attività, almeno nel breve periodo, soprattutto per i redditi medio-alti.
Resta aperto il tema di come questo strumento si integrerà con le future riforme strutturali del sistema pensionistico, attese nei prossimi anni per garantire sostenibilità finanziaria e maggiore prevedibilità delle regole di uscita.

FAQ

Chi può ottenere il Bonus Maroni nel 2026?

Possono ottenerlo i lavoratori dipendenti che nel 2026 hanno maturato i requisiti di pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi le donne).

Quanto aumenta la busta paga con il Bonus Maroni?

L’aumento corrisponde alla quota di contributi IVS a carico del lavoratore, pari al 9,19% della retribuzione lorda mensile, interamente riconosciuta come somma aggiuntiva.

Le somme del Bonus Maroni sono tassate ai fini Irpef?

No, secondo la circolare Inps le somme erogate in sostituzione dei contributi non sono imponibili ai fini fiscali e non incrementano il reddito Irpef.

Il Bonus Maroni riduce l’importo della futura pensione?

Sì, potenzialmente sì, perché si rinuncia all’accredito contributivo IVS personale; tuttavia l’ulteriore periodo lavorato può aumentare l’anzianità complessiva e compensare parzialmente l’effetto.

Da quali fonti deriva la presente analisi sul Bonus Maroni?

Deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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