Google guida la corsa ai brevetti AI superando IBM, mentre la Cina accelera nel settore tecnologico

Google guida la corsa ai brevetti AI superando IBM, mentre la Cina accelera nel settore tecnologico

16 Maggio 2025

Google supera ibm e nvidia nella corsa ai brevetti di intelligenza artificiale

Google ha consolidato la propria posizione di leader nel settore dei brevetti dedicati all’intelligenza artificiale (IA), superando non solo IBM, storica protagonista nell’innovazione tecnologica, ma anche NVIDIA, che si conferma un concorrente di primo piano. L’analisi condotta da IFI Claims tra febbraio 2024 e aprile 2025 rivela un cambiamento significativo nelle dinamiche delle aziende protagoniste, con Google al vertice per numero di domande di brevetto presentate nel campo dell’IA. Questo risultato testimonia la strategia aggressiva di Google nel proteggere le proprie innovazioni tecnologiche, rafforzando la sua leadership.

IBM, che negli anni precedenti era saldamente in testa, ha visto scendere la sua influenza, cedendo il posto anche a NVIDIA, ora seconda per numero di brevetti ma con un gap importante rispetto a Google. Il dato riflette la capacità di Google di investire significativamente in ricerca e sviluppo, focalizzandosi su tecnologie di IA che spaziano dalla voce all’agency, consolidando così la propria base di proprietà intellettuale in un mercato in continua evoluzione.

Il primato di Google testimonia la tensione competitiva che caratterizza il settore, in cui la tutela brevettuale rappresenta un elemento chiave per garantire vantaggi strategici e posizionamenti privilegiati nel panorama globale dell’intelligenza artificiale.

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La crescita delle richieste di brevetto negli stati uniti e il ruolo delle università cinesi

Negli Stati Uniti, la crescita delle richieste di brevetto nell’ambito dell’intelligenza artificiale ha registrato un’impennata superiore al 50% nell’ultimo anno, a sottolineare il fermento tecnologico nel settore e la pressione competitiva tra i grandi attori. Questa espansione testimonia quanto la protezione della proprietà intellettuale sia diventata centrale per consolidare il vantaggio competitivo e proteggere le innovazioni disruptive.

Un aspetto rilevante che emerge dall’analisi IFI Claims è la presenza significativa di istituzioni accademiche cinesi nella top ten globale dei richiedenti brevetti. Diversamente dal passato, in cui la competizione brevettuale verteva quasi esclusivamente tra colossi aziendali occidentali, oggi vi è un confronto serrato che coinvolge direttamente le università cinesi, segnale di un investimento strategico mirato a supportare lo sviluppo nazionale di tecnologie IA avanzate.

Questa dinamica mette in luce come la competizione sull’intelligenza artificiale non si limiti a livello di singole aziende, ma assuma una dimensione geopolitica, riflettendo lo sforzo di interi paesi nell’affermarsi come protagonisti di un settore cruciale per il futuro tecnologico ed economico globale. Le università cinesi, con un numero crescente di domande di brevetto, confermano un modello di innovazione che integra ricerca accademica e trasferimento tecnologico, rafforzando il ruolo della Cina nel panorama internazionale dell’IA.

La strategia dei brevetti di openai e le diverse specializzazioni delle aziende tecnologia

La strategia adottata da OpenAI nel campo dei brevetti riflette una concezione nettamente differente rispetto agli altri attori del settore. Pur riconoscendo l’importanza della protezione brevettuale per sostenere l’innovazione tecnologica, OpenAI ha dichiarato esplicitamente che intende utilizzare i brevetti in modo prevalentemente difensivo, privilegiando principi di accessibilità, collaborazione e sicurezza. Questo approccio si traduce in una politica che mira a limitare l’impiego aggressivo dei diritti di proprietà intellettuale, scongiurando contenziosi e garantendo un ambiente più aperto per lo sviluppo di soluzioni di IA vantaggiose per l’intera comunità.

Nonostante ciò, OpenAI ha incrementato significativamente il numero di brevetti riconosciuti nell’ultimo anno, con 39 nuove concessioni, segno che sta sistematicamente tutelando le proprie innovazioni senza però adottare una strategia massiva di posizionamento competitivo come Google o NVIDIA.

Parallelamente, l’analisi delle specializzazioni tecnologiche delle aziende rivela un panorama diversificato: NVIDIA si concentra principalmente su brevetti relativi a video, immagini e soluzioni di elaborazione grafica potenziata dall’IA, rispecchiando il suo ruolo chiave nel campo dell’hardware per l’apprendimento automatico. Microsoft invece indirizza la sua attività brevettuale prevalentemente verso applicazioni di IA focalizzate sul trattamento del linguaggio naturale e tecnologie testuali, consolidando la sua presenza nel settore software e servizi cloud.

Google, grazie a una strategia integrata e multidisciplinare, domina per brevetti che riguardano l’IA vocale e l’intelligenza artificiale agentica, ossia sistemi autonomi capaci di compiere azioni e decisioni complesse. Questa diversificazione nelle aree di specializzazione brevettuale evidenzia non solo la specificità dei campi di applicazione ma anche le differenti priorità e competenze di ciascun gigante tecnologico, in un ecosistema in cui l’innovazione è simultaneamente ampia e profonda.


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