La gestione password del Wifi libero nel decreto del fare: ecco come cambia la legge sul l’accesso a internet
21 Giugno 2013
Quante volte vi siete seduti in un caffè attirati dall’insegna “free wifi” e, per collegare il vostro pc o il vostro dispositivo di servizio di telefonia mobile, avete dovuto chiedere le credenziali di accesso al proprietario del locale?
Adesso non succederà più, grazie all’articolo 10 del Decreto del Fare, col quale il Governo intende ridare impulso all’economia italiana, puntando anche a ridurre il digital divide nel Paese. Questo articolo, infatti, solleva i gestori delle reti pubbliche da ogni responsabilità giuridica, rendendo di fatto inutile registrare gli utenti che utilizzino il wifi per il loro dispositivo tablet, smartphone o computer portatile.
Il testo del decreto recita così: “L’offerta di accesso a Internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento (MAC address)”. Sarà dunque sufficiente tracciare i dispositivi collegati e non i singoli utenti, archiviando così le ambiguità del precedente decreto Pisanu.
Se, attraverso la rete pubblica, venissero commessi atti illeciti non potrà più esserne incolpato il gestore, sia esso un bar, un albergo o altra struttura. L’annullamento della validità giuridica del registro degli utenti porterà anche un risparmio per i gestori, che potrebbero contribuire così a diffondere il wifi in modo più capillare.
Resta solo da definire se sarà comunque istituita una forma di tracciamento “soft”, per consentire alle autorità di indagare su eventuali reati senza perdersi in vicoli ciechi.
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