Garlasco, indagine in Procura si complica e i tempi per la decisione si allungano
Indice dei Contenuti:
Nuove analisi sul delitto di Garlasco e il ruolo della Procura di Pavia
La Procura di Pavia sta vivendo una nuova fase di intenso lavoro sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Le recenti attività investigative coinvolgono consulenze tecniche aggiornate, nuovi incroci scientifici e la possibile audizione di ulteriori testimoni.
Al centro ci sono l’analisi del computer di Chiara, le tracce di DNA, le testimonianze sulla misteriosa auto e sulla bicicletta vista vicino alla casa dei Poggi.
Le verifiche, iniziate mesi fa e tuttora in corso, potrebbero far slittare la chiusura delle indagini, ma puntano a chiarire perché, dopo anni e una condanna definitiva per Alberto Stasi, il quadro probatorio appaia ancora incompleto e controverso.
In sintesi:
- La Procura di Pavia approfondisce il caso Garlasco con nuove consulenze tecniche e verifiche incrociate.
- CentralI: relazione Dal Checco sul pc di Chiara, BPA e perizia di Cristina Cattaneo.
- Rivalutate testimonianze su auto in corsa, bicicletta e figura sospetta vicino casa Poggi.
- Tracce di DNA sotto le unghie di Chiara alimentano dubbi su Ignoto 2 e casualità.
Negli ultimi mesi il fascicolo è stato arricchito dal supporto dei RIS di Cagliari e dei Carabinieri della Moscova, segnale di una rilettura ampia, sia tecnica che investigativa. Si lavora incrociando la BPA (analisi delle tracce di sangue) con la relazione medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo, figura di riferimento dell’antropologia forense italiana.
Un ruolo chiave viene attribuito alla consulenza informatica di Dal Checco sul computer di Chiara Poggi, considerata decisiva per verificare tempi, modalità d’uso e possibili scenari alternativi rispetto alla ricostruzione tradizionale. Le nuove valutazioni, secondo indiscrezioni, potrebbero proseguire oltre maggio, con l’ipotesi di ulteriori convocazioni di testimoni e nuovi sopralluoghi documentali.
L’obiettivo dichiarato è ridurre le zone d’ombra rimaste intorno all’omicidio, integrando scienza forense, testimonianze e dati digitali in un quadro più coerente e verificabile.
Testimonianze, verbali e il nodo irrisolto del DNA sotto le unghie
Gli inquirenti stanno riesaminando con attenzione alcune testimonianze collocate tra la sera del 12 agosto 2007 e le prime ore del 13 agosto, quando Chiara Poggi venne uccisa. La teste Manuela Travain ha riferito di aver visto, la sera del 12 agosto intorno alle 21:40, un’auto – presumibilmente un’Audi – arrivare a forte velocità in via Pascoli, strada chiusa, costretta a fermarsi di colpo tra sgommate e tensione.
In quella circostanza la donna, agitata, contattò il 118 invece del 112 e notò una bicicletta da donna senza cestino appoggiata al muretto dell’abitazione dei Poggi, con il cancello aperto. All’epoca le era sembrata una scena riconducibile a normali lavori in giardino, ma oggi quel contesto viene riletto come possibile sopralluogo in vista del delitto, forse con la presenza di più persone.
Un ricordo analogo emerge da una rievocazione attribuita ad Alberto Stasi, che avrebbe dichiarato di aver sentito verso le 22 del 12 agosto il rumore di un’auto in forte accelerazione nei pressi della casa di Chiara, ipotizzando occupanti multipli a bordo.
La bicicletta ritorna anche nelle parole di Franca Bermani, che notò una bici nera appoggiata al muretto dei Poggi, e nella testimonianza di Pietro Emilio Franchioli. Quest’ultimo, in un’intervista a Mattino Cinque nel 2009, raccontò di una figura vestita di scuro, con capelli lunghi, china su una bicicletta verso le 7:30, probabilmente un uomo.
Richiamato in caserma per formalizzare le sue dichiarazioni, Pietro Emilio Franchioli si rifiutò poi di firmare il verbale, ritenendolo – parole sue – *«non coincidente con le dichiarazioni»* effettivamente rese. Un gesto che aggiunge opacità alla gestione iniziale delle prove testimoniali.
Parallelamente, sul piano scientifico, rimane centrale il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi: da un lato il profilo indicato come Ignoto 2, dall’altro tracce compatibili con la linea maschile paterna di Andrea Sempio. Alcuni esperti parlano di DNA “da background”, ossia una contaminazione casuale; altri considerano queste tracce un indizio significativo di contatto violento con l’aggressore.
Il dato più spiazzante riguarda l’assenza di DNA di Alberto Stasi sotto le unghie di Chiara, nonostante sia provato che lei avesse utilizzato il suo computer per scaricare foto e lavorare alla tesi, in una sessione di utilizzo prolungata.
Questa discrepanza alimenta l’interrogativo: è plausibile che solo alcune tracce genetiche siano rimaste, e non quelle del fidanzato, o siamo di fronte a dinamiche non ancora completamente comprese di trasferimento e conservazione del DNA sulla scena del crimine?
La Procura di Pavia, sostenuta da nuovi approfondimenti tecnici, sembra orientata a sciogliere questi nodi prima di qualsiasi decisione definitiva, consapevole che ogni ritardo può risultare oneroso, ma necessario per garantire solidità probatoria e trasparenza verso i familiari di Chiara e l’opinione pubblica.
Uno scenario ancora aperto tra nuove perizie, responsabilità e memoria pubblica
La nuova stagione investigativa sul delitto di Garlasco indica che, a distanza di anni, il caso non è affatto cristallizzato. Le verifiche su verbali non firmati, auto sospette, biciclette e DNA suggeriscono che il primo ciclo di indagini avrebbe potuto essere più accurato, soprattutto sul piano della conservazione delle prove e della gestione delle testimonianze.
Gli esiti delle consulenze di Dal Checco, dei RIS di Cagliari e della professoressa Cristina Cattaneo potrebbero produrre sviluppi non solo giudiziari ma anche storici, ridefinendo la narrazione pubblica intorno al caso Alberto Stasi e alla figura di Chiara Poggi. L’attenzione mediatica resta alta, così come la richiesta sociale di una verità quanto più possibile fondata su dati oggettivi, verificabili e spiegati con chiarezza.
FAQ
Perché la Procura di Pavia sta riaprendo il dossier sul delitto di Garlasco?
La Procura sta approfondendo perché sono emersi nuovi elementi tecnici e testimoniali: incroci di BPA, perizie medico-legali aggiornate e analisi informatiche sul computer di Chiara Poggi.
Che cosa analizza la consulenza Dal Checco sul computer di Chiara Poggi?
La consulenza Dal Checco verifica cronologia d’uso, file, accessi e tempi di attività del pc, per confrontarli con movimenti, alibi e ipotesi sugli orari del delitto.
Perché il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi è così controverso?
Il DNA è controverso perché riconduce a Ignoto 2 e alla linea maschile paterna di Andrea Sempio, mentre manca quello di Alberto Stasi.
Che cosa rende importante la testimonianza di Pietro Emilio Franchioli?
La testimonianza è rilevante perché descrive una figura sospetta vicino a una bicicletta e perché Pietro Emilio Franchioli rifiutò di firmare il verbale, giudicandolo non fedele.
Quali sono le fonti originarie delle informazioni su questo aggiornamento del caso?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

