Pm ricostruiscono movente: Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi per odio e rancore crescente
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Nuove accuse per l’omicidio di Garlasco: il presunto movente d’odio
L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, vive un nuovo, cruciale capitolo. I pm pavesi Stefano Civardi, Alberto Palermo e Giulia Rizza contestano oggi un’accusa autonoma di omicidio volontario ad Andrea Sempio, 37 anni, commesso e amico del fratello della vittima, ridisegnando il quadro finora dominato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Secondo la nuova contestazione, Sempio avrebbe agito da solo, spinto da un sentimento di odio maturato nel tempo, legato al presunto rifiuto da parte di Chiara di un suo approccio sessuale.
Il cambio di impostazione rispetto all’ipotesi iniziale di concorso con ignoti segna uno snodo delicato per la Procura di Pavia, che fonda l’impianto accusatorio soprattutto su tracce genetiche, riscontri telefonici e analisi del profilo psicologico dell’indagato. Ma la domanda centrale resta: perché solo ora questo movente prende forma giudiziaria?
In sintesi:
- La Procura di Pavia accusa Andrea Sempio di omicidio volontario per il delitto di Garlasco.
- Il presunto movente sarebbe l’odio per Chiara Poggi dopo un rifiuto sessuale.
- Chiave d’accusa: Dna sotto le unghie, traccia palmare e presunto falso alibi.
- Nel mirino anche telefonate sospette e scritti online dell’indagato su relazioni e violenza.
Profilo di Andrea Sempio, presunto movente e prove al vaglio
Nel nuovo capo di imputazione, i pm indicano come movente un presunto «odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».
Per ricostruire la personalità di Andrea Sempio, il Racis (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) ha analizzato diari, appunti e, soprattutto, anni di attività online.
Sotto la lente sono finiti i messaggi firmati “Andreas” su un blog di seduzione, attivi dal 7 novembre 2009 al 1 novembre 2016, oltre ai post su Facebook. Sempio descrive difficoltà nel rapporto con le donne: «Ho quasi ventidue anni e con le donne sono arrivato al massimo a qualche bacio», ammettendo problemi con il contatto fisico e parlando di una lunga ossessione amorosa vissuta fra i 18 e i 20 anni.
Colpiscono anche i riferimenti alla mancanza di sonno, con un passaggio in cui racconta di essere rimasto sveglio per tre giorni, da un lunedì a mercoledì notte, in vacanza estiva, a 18-19 anni: un dettaglio che gli inquirenti accostano, in modo suggestivo, alla data del delitto, proprio un lunedì 13 agosto. In altri messaggi compaiono riflessioni sulla violenza sessuale descritta come «dimostrazione pratica della forza del maschio», utile a trasmettere aggressività ai discendenti.
Questo materiale non costituisce prova diretta, ma contribuisce a definire un profilo psicologico ritenuto compatibile con l’impianto accusatorio, fondato però, in primis, su elementi scientifici.
Secondo la Procura di Pavia, il Dna di Andrea Sempio sarebbe stato rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, insieme a una traccia palmare sul muro della scala che conduce alla cantina, luogo chiave della scena del crimine.
Altro tassello contestato è lo scontrino di un parcheggio a Vigevano, consegnato ai carabinieri nel 2008 come prova di un alibi: per gli investigatori si tratterebbe di un alibi falso.
Le celle telefoniche mostrano infatti che le chiamate partite dal telefono di Sempio nella mattina dell’omicidio avrebbero agganciato le antenne di Garlasco e non quelle di Vigevano, in contrasto con la versione iniziale. Nel fascicolo rientrano anche tre telefonate effettuate da Sempio a casa Poggi tra il 4 e l’8 agosto 2007, tutte di pochi secondi.
L’indagato ha dichiarato di non ricordare se l’amico Marco Poggi, fratello di Chiara, fosse già partito per le vacanze, ma i riscontri collocano un loro incontro la sera del 3 agosto, alla vigilia della partenza in Trentino. Questo scarto tra memoria dichiarata e fatti documentati è considerato dagli inquirenti un ulteriore elemento di sospetto, in un quadro già segnato da un precedente fascicolo su Sempio, aperto nel 2016 e archiviato nel 2017 quando la Procura era guidata da Mario Venditti, oggi a sua volta indagato a Brescia per presunte interferenze su quell’indagine.
Scenari futuri del caso Garlasco e impatto sul quadro giudiziario
La nuova contestazione ad Andrea Sempio riapre, di fatto, uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi vent’anni, già segnato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Se l’impianto accusatorio reggerà al vaglio del contraddittorio, la vicenda potrebbe avere riflessi pesanti sia sulla percezione pubblica del caso Garlasco sia sulla stessa tenuta della precedente ricostruzione processuale.
In prospettiva, il procedimento su Sempio sarà un banco di prova per l’uso combinato di prove biologiche, dati digitali e analisi dei comportamenti online nelle indagini sui cold case. Gli sviluppi delle prossime udienze chiariranno se gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia saranno sufficienti a trasformare l’ipotesi investigativa in una responsabilità penale accertata, riaprendo definitivamente il dibattito su verità giudiziaria e verità storica nel delitto di Garlasco.
FAQ
Chi è oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi?
Attualmente è indagato Andrea Sempio, 37 anni, commesso e amico del fratello di Chiara Poggi, accusato di omicidio volontario.
Qual è il presunto movente contestato ad Andrea Sempio?
Il movente ipotizzato è un odio maturato verso Chiara Poggi dopo il presunto rifiuto di un suo approccio sessuale.
Quali sono le principali prove scientifiche citate dalla Procura?
Le principali prove indicate sono il Dna sotto le unghie di Chiara, una traccia palmare sul muro della scala e l’alibi ritenuto falso.
Perché le telefonate di Sempio sono considerate rilevanti?
Le chiamate effettuate da Sempio la mattina del delitto agganciano celle di Garlasco, non di Vigevano, contraddicendo il suo presunto alibi.
Quali sono le fonti di riferimento utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



