La notizia in sintesi
- Governo approva tre decreti e chiude la riforma fiscale avviata con la delega del 2023.
- La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro la fine di agosto.
- Novità su detrazioni familiari, concordato preventivo biennale, Pos e fringe benefit.
- I testi unici tributari dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026.
(Riassunto generato con AI)
Riforma fiscale, approvati gli ultimi decreti
La riforma fiscale italiana entra nella fase conclusiva: il Governo ha approvato in Consiglio dei Ministri, il 4 agosto 2026, tre decreti legislativi destinati a correggere criticità emerse nell’attuazione della delega fiscale, prevista dalla legge 111 del 2023. Il provvedimento riguarda famiglie, lavoratori, imprese e contribuenti, intervenendo sulle detrazioni Irpef, sul concordato preventivo biennale, sui pagamenti elettronici e sui veicoli aziendali assegnati ai dipendenti.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro la fine del mese e rappresenta il passaggio necessario per l’operatività delle nuove disposizioni. Per il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, la chiusura dei lavori è un momento “storico, perché la nostra Nazione aspettava una riforma organica del fisco da oltre mezzo secolo”.
Le misure per famiglie, autonomi e imprese
L’intervento sulle detrazioni Irpef per i carichi familiari punta a riordinare le agevolazioni legate alla composizione del nucleo e alla presenza di persone con disabilità. La misura dà attuazione al percorso di graduale riduzione dell’imposta attraverso il riassetto delle detrazioni dall’imposta lorda previsto dalla delega fiscale.
Un capitolo centrale riguarda il concordato preventivo biennale: per chi aderisce o rinnova sono previste semplificazioni su compensazioni, rimborsi e pagamento rateale delle somme dovute come saldo e acconto. Le modifiche estendono inoltre il ravvedimento speciale agli anni dal 2020 al 2023, mentre le ricostruzioni disponibili segnalano anche benefici nei controlli per chi rinnova l’accordo.
Per l’abbinamento tra registratori telematici e Pos, viene introdotta una tolleranza del 5% nell’applicazione delle sanzioni quando emergano divergenze fra scontrini e pagamenti elettronici accettati. Il correttivo interviene infine sui fringe benefit, con l’obiettivo di rendere più semplice il trattamento fiscale dei veicoli concessi ai dipendenti.
Restano aperti testi unici e risorse
La chiusura dei tre decreti non esaurisce tutti i dossier della riforma. I testi unici per il riordino organico della normativa tributaria dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026, dopo lo slittamento dei termini originariamente previsti.
Restano inoltre condizionati dalla disponibilità di risorse gli interventi più onerosi, tra cui la revisione dell’Iva e la flat tax per i lavoratori dipendenti. Il completamento normativo, quindi, consolida il quadro delle regole ma non equivale automaticamente all’attuazione di ogni misura ipotizzata nella delega.
FAQ
Quando saranno pubblicati i tre decreti?
Sì, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro la fine di agosto 2026 ed è necessaria per rendere operative le disposizioni.
Cosa cambia per le detrazioni familiari?
Sì, le detrazioni Irpef saranno riordinate considerando la composizione del nucleo familiare e la presenza di persone con disabilità.
Qual è la tolleranza tra Pos e scontrini?
Sì, è prevista una soglia del 5% per l’applicazione delle sanzioni in caso di differenze tra scontrini telematici e pagamenti elettronici.
Il concordato preventivo consente pagamenti rateali?
Sì, chi aderisce al concordato preventivo biennale può accedere alla rateizzazione degli importi dovuti a titolo di saldo e acconto.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Agenzia ANSA e Money.it.



