Elsa Rubino si risveglia dopo tre settimane di coma, nuova speranza dopo il rogo di Crans-Montana

Elsa Rubino si risveglia dopo tre settimane di coma, nuova speranza dopo il rogo di Crans-Montana

22 Gennaio 2026

Il rogo di Crans-Montana, Elsa Rubino Elsa si sveglia dal coma dopo 22 giorni

Speranza dopo la strage

Nel reparto di terapia intensiva di Zurigo, la quindicenne biellese Elsa Rubino ha riaperto gli occhi dopo 22 giorni di coma, in seguito al devastante incendio di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana. I medici hanno registrato il primo segnale decisivo quando la ragazza ha riconosciuto i genitori, al suo fianco sin dal trasferimento in Svizzera. Il padre, Lorenzo, ha parlato di una «grande emozione» e di una giornata definita «positiva» dai sanitari.

La giovane ha già affrontato due interventi chirurgici complessi e un terzo, a carico dell’intestino, è stato rinviato per la fragilità del quadro clinico. La prognosi resta riservata e il monitoraggio è continuo, con particolare attenzione al rischio infettivo tipico delle ustioni gravi. I tempi di recupero si annunciano lunghi, tra stabilizzazione delle funzioni vitali, ricostruzione tessutale e riabilitazione intensiva.

Nel frattempo, le famiglie delle vittime ferite mantengono una presenza costante negli ospedali svizzeri, coordinandosi con i consolati italiani e i team psicologici specializzati in maxi-emergenze. La dimensione emotiva del rientro alla coscienza di Elsa è diventata un simbolo di resistenza per l’intero gruppo colpito dalla tragedia.

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La rete di cura tra Svizzera e Italia

L’incendio nella località sciistica di Crans-Montana ha coinvolto decine di ragazzi italiani, costringendo a un’imponente macchina dei soccorsi tra Svizzera e Italia. Oltre a Elsa Rubino, ricoverata a Zurigo, dieci giovani – in gran parte tra i 15 e i 16 anni – sono assistiti all’ospedale Niguarda di Milano. Quattro restano in terapia intensiva, sei sono seguiti dal Centro Ustioni, con prognosi che variano da severe a in evoluzione positiva. Alcune dimissioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni, se i parametri clinici continueranno a migliorare.

L’assessore al Welfare lombardo Guido Bertolaso ha sottolineato come i pazienti vengano seguiti «come figli o nipoti», rimarcando la sinergia tra anestesisti, chirurghi plastici, pneumologi e psicologi. Una 29enne, Eleonora Palmieri, veterinaria originaria del Riminese, è stata trasferita all’ospedale Bufalini di Cesena per consentire una maggiore vicinanza ai familiari. Un altro paziente è stato indirizzato al Policlinico di Milano, struttura di riferimento per le gravi insufficienze respiratorie da inalazione di fumi tossici.

Il percorso per chi resta al Niguarda si preannuncia lungo, con controlli seriati, nuovi innesti cutanei e un’attenzione rigorosa alla prevenzione di complicanze respiratorie e infettive. L’obiettivo dichiarato dai sanitari è portarli tutti fuori pericolo di vita, pur senza poterlo ancora garantire ufficialmente.

Giovani sopravvissuti e futuro incerto

Tra i pazienti più gravi, i sedicenni Leonardo e Kean, compagni di scuola del liceo Virgilio di Milano, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e comunicano tramite un computer, leggendo e guardando i videomessaggi di amici e parenti. Con loro, al Niguarda, sono ricoverate anche Francesca e Sofia, coetanee e compagne di istituto, che trascorrevano le vacanze di fine anno nella casa dei genitori di Francesca a Crans-Montana.

Il milanese Giuseppe Giola, primo ad arrivare in elicottero dalla Svizzera la sera del 1° gennaio, ha riportato ustioni soprattutto a una mano e non è più intubato da giorni, con un miglioramento giudicato significativo. Più complesso il quadro di Manfredi, 16enne romano che dovrà affrontare un nuovo intervento entro la settimana, nell’ambito di un protocollo chirurgico graduale tipico dei grandi ustionati.

I clinici parlano di «risposte straordinarie» da parte dei ragazzi, ma ricordano che le cicatrici, fisiche e psicologiche, richiederanno mesi di riabilitazione. La vicenda ha riportato al centro il tema della sicurezza dei locali turistici alpini e della responsabilità gestionale, mentre le famiglie attendono chiarezza sulle cause e sulla dinamica del rogo.

FAQ

D: In che condizioni si trova oggi Elsa Rubino?
R: È sveglia dal coma, ricoverata in terapia intensiva a Zurigo con prognosi ancora riservata.

D: Dove è avvenuto l’incendio di Capodanno?
R: Il rogo è divampato nel locale Le Constellation, nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera.

D: Quanti ragazzi italiani sono ancora ricoverati al Niguarda?
R: Sono dieci, di cui quattro in terapia intensiva e sei al Centro Ustioni.

D: Chi è Eleonora Palmieri e dove è curata?
R: È una veterinaria 29enne del Riminese, trasferita all’ospedale Bufalini di Cesena per stare più vicina ai familiari.

D: Qual è la situazione clinica di Leonardo e Kean?
R: Sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e comunicano tramite computer, con condizioni in graduale miglioramento.

D: Che ruolo ha avuto l’ospedale Niguarda di Milano?
R: È il principale centro italiano per i feriti del rogo, specializzato in ustioni gravi e assistenza intensiva.

D: Quale fonte giornalistica ha riportato per prima questi aggiornamenti?
R: Gli sviluppi su Elsa Rubino e sui pazienti di Crans-Montana sono stati diffusi originariamente dall’agenzia di stampa ANSA.

D: Le indagini sulle cause dell’incendio sono concluse?
R: No, le inchieste proseguono con interrogatori e accertamenti tecnici per chiarire responsabilità e dinamica del rogo.


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