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Distinguere una notizia da una bufala su Facebook dove scompare il giornalismo d’approfondimento e sempre più utenti vengono influenzati dalla viralità

29 Ottobre 2013

Nell’epoca della crisi del giornalismo classico, quello della carta stampata, per intenderci, e della perdita di ascolti da parte dei TG di ogni canale televisivo, accusati dai più di dare poco risalto alle notizie a favore di servizi sui costumi e consumi della società moderna, la rete offre la possibilità di una informazione costante su tutto.

In realtà, attraverso il web tutti possiamo trasformarci in reporter e contribuire alla diffusione di notizie provenienti da qualsiasi angolo del mondo, corredate di foto e documenti.

A farla da padrone, anche in questo caso, è il social network più famoso del mondo, Facebook che non poco contribuisce alla diffusione virale di notizie con tanto di video e foto, talvolta costruite ad hoc, che scatenano dibattiti ma anche vere e proprie risse verbali tra fazioni.

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Il fenomeno è talmente diffuso che studi recenti hanno dimostrato come un americano su tre si tiene aggiornato circa gli avvenimenti del giorno proprio attraverso questo strumento di condivisione e di questi solo una percentuale irrisoria si prende la briga di approfondire e verificare le notizie così reperite.

Proviamo a ricostruire le esatte proporzioni di questo ennesimo fenomeno legato a Facebook: negli U.S.A. quasi il 65% della popolazione possiede un account sul social network di Mark Zuckerberg e di questi il 47% ha dichiarato di aver visualizzato almeno una notizia grazie alla condivisione da parte di altri utenti ‘amici’; il 30% dell’intera popolazione adulta americana, dunque, reperisce le news attraverso il portale californiano.

Il Pew Research Center, durante la propria inchiesta sul giornalismo, è giunto a fare un’ulteriore considerazione: di questa altissima percentuale, pochi sono quelli che utilizzano Facebook in maniera consapevole per tenersi aggiornati, spulciando fra le condivisioni per reperire le informazioni che sta cercando.

Spessissimo, gli utenti di Facebook hanno un approccio, per così dire, accidentale con le notizie: nel vastissimo repertorio di condivisioni quotidiane capita, ogni tanto, di imbattersi in una notizia che attira l’attenzione e che merita di essere approfondita..

L’esito del Project Journalism del Pew Research è dunque che l’informazione si è ridotta ad un gioco di grandi numeri e di probabilità che comincia da una connessione per motivi strettamente personali e si trasforma in qualcos’altro di socialmente più utile.

In altre parole. solo il 4 % della popolazione americana, in possesso di un account su Facebook, ha ammesso di utilizzare il social network del momento per tenersi informato, pur trovandosi perfettamente in linea con l’esito dello studio del Pew Research per cui Zuckerberg abbia involontariamente ideato il sistema di informazione casuale.

Qualsiasi argomento nella disponibilità di tutti e in qualsiasi momento, qualsiasi notizia, non sempre vera, con la possibilità di diffusione immediata sulla intera superficie terrestre con una copertura Adsl.

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