DeepSeek raccoglie 7,4 miliardi di dollari e supera i 50 miliardi di valutazione

17 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • DeepSeek raccoglie 7,4 miliardi di dollari con valutazione oltre 50 miliardi.
  • L’operazione è la maggiore raccolta privata cinese nell’intelligenza artificiale.
  • Il costo dell’inferenza rafforza i modelli cinesi nelle strategie multi-modello.
  • Ricerca, data center e distribuzione globale guidano l’espansione del gruppo.

Riassunto generato con AI

DeepSeek accelera con 7,4 miliardi di dollari

DeepSeek, laboratorio cinese di intelligenza artificiale fondato nel 2023 da Liang Wenfeng, ha raccolto 7,4 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione superiore a 50 miliardi. L’operazione, realizzata in Cina, viene indicata come la più grande raccolta privata mai conclusa da un’azienda cinese dell’AI.

Le risorse serviranno a sostenere ricerca, infrastrutture e distribuzione internazionale, in una competizione sempre più concentrata sul costo dei modelli, sul loro grado di apertura e sulla capacità di operare su vasta scala. La raccolta rafforza quindi la posizione di DeepSeek mentre il confronto con i laboratori statunitensi si sposta dall’accesso ai modelli alla sostenibilità economica del loro utilizzo.

Il prezzo dell’inferenza cambia il mercato

Le stime di Artificial Analysis evidenziano una distanza rilevante nei costi: un compito standardizzato svolto con DeepSeek V4 Flash costa in media 0,02 dollari, contro 2,75 dollari per Claude Fable 5 di Anthropic. Il divario favorisce l’adozione di strategie multi-modello, nelle quali i sistemi premium vengono riservati ai compiti di ragionamento più complessi.

Le alternative meno costose trovano invece spazio nel coding, nell’automazione e nelle attività ripetitive, dove il volume delle richieste rende decisivo il prezzo per inferenza. Lindy AI ha esaminato il passaggio per sei settimane prima di sostituire Claude Sonnet con DeepSeek per una parte dei carichi in produzione.

Flo Crivello ha riferito che la spesa per i modelli è scesa a circa un decimo, con risparmi annuali nell’ordine dei milioni di dollari. Anche TinyFish, che spendeva almeno centomila dollari mensili in strumenti di coding AI, avrebbe ridotto del 90% i costi di inferenza adottando modelli open-weight, compresi quelli cinesi.

Su OpenRouter, i modelli open-source cinesi hanno superato il 30% dell’utilizzo in alcune settimane del 2026, rispetto a una quota inferiore al 2% nel 2024. Il dato segnala che la convenienza economica sta incidendo sulle scelte operative delle aziende, non soltanto sulle sperimentazioni.

Infrastrutture e assunzioni sostengono l’espansione

La leva competitiva di DeepSeek dipende anche dall’infrastruttura cinese: energia, investimenti pubblici nei data center e fornitori locali come Huawei e CXMT contribuiscono a contenere i costi operativi. Nel 2025 la Cina ha aggiunto 543 GW di capacità di generazione elettrica, una base potenziale per data center più estesi e una maggiore produzione di token AI.

Dopo il finanziamento, DeepSeek ha annunciato l’intenzione di almeno raddoppiare il personale nei sistemi AI, negli agenti, nei data center e nello sviluppo full-stack. Il gruppo starebbe inoltre preparando una possibile quotazione a Shanghai nel 2027, con una domanda di ammissione potenzialmente attesa già nel 2026.

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FAQ

Quanto ha raccolto DeepSeek?

Sì, DeepSeek ha raccolto 7,4 miliardi di dollari, ottenendo una valutazione superiore a 50 miliardi di dollari.

Perché DeepSeek compete sul prezzo?

Sì, il vantaggio riguarda l’inferenza: DeepSeek V4 Flash costa in media 0,02 dollari per un compito standardizzato, secondo Artificial Analysis.

Quali aziende usano modelli cinesi?

Sì, Airbnb utilizza una combinazione di modelli cinesi e occidentali, mentre Microsoft valuta DeepSeek per Copilot Cowork.

Come cambierà il personale di DeepSeek?

Sì, il laboratorio intende almeno raddoppiare il personale dedicato a sistemi AI, agenti, data center e sviluppo full-stack.

Su quali fonti si basa l’analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Tom’s Hardware.

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