Commissione Europea impone dazi fino al 45,3% sui pneumatici cinesi

11 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Commissione Europea: dazi definitivi sui pneumatici cinesi fino al 45,3%.
  • Le misure riguardano autovetture e veicoli commerciali leggeri importati nell’Unione europea.
  • Nel 2024 le importazioni cinesi hanno raggiunto 93 milioni di pneumatici.
  • È aperta anche un’indagine separata sulle possibili sovvenzioni cinesi.

(Riassunto generato con AI)

Dazi Ue sui pneumatici cinesi

La Commissione Europea ha introdotto dall’8 luglio dazi anti-dumping definitivi dal 4,3% al 45,3% sui pneumatici cinesi destinati ad autovetture e veicoli commerciali leggeri importati nell’Unione europea. Le tariffe resteranno in vigore per cinque anni e non sono retroattive. La decisione arriva al termine di un’indagine che, secondo Bruxelles, ha rilevato esportazioni a prezzi artificialmente o slealmente bassi, con effetti negativi sui produttori europei.

Il provvedimento riguarda pneumatici in gomma con indice di carico inferiore a 121, parametro che indica il peso massimo sostenibile da ogni ruota. L’obiettivo dichiarato è ristabilire condizioni concorrenziali in un mercato europeo che nel 2024 ha superato i 18 miliardi di euro di valore. L’inchiesta ha collegato la crescita delle importazioni cinesi alla pressione sui prezzi e alla riduzione della redditività dell’industria comunitaria.

Mercato europeo e aliquote applicate

Nel 2024 il consumo europeo dei pneumatici interessati ha raggiunto circa 330 milioni di unità, mentre le importazioni dalla Cina hanno toccato 93 milioni di pezzi per oltre 2,5 miliardi di euro. La quota di mercato degli esportatori cinesi è salita al 28%, dopo un incremento superiore a 35 milioni di pneumatici. Nello stesso quadro, la quota dei produttori europei è scesa dal 60% al 53%.

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La Commissione Europea ha differenziato le aliquote sulla base della collaborazione prestata dalle aziende durante l’indagine. Il dazio minimo del 4,3% riguarda Hankook negli stabilimenti di Chongqing e Jiangsu; circa sessanta produttori collaborativi, inclusi gruppi come Continental, Goodyear, Pirelli, Kumho e Sumitomo, sono soggetti al 24,4%. Per produttori ed esportatori non collaborativi l’aliquota arriva al 45,3%.

Bruxelles ritiene che l’impatto su Pirelli dovrebbe essere contenuto, perché gli impianti cinesi del gruppo riforniscono soprattutto i mercati asiatici e solo marginalmente quello europeo. Il dato evidenzia come i dazi non colpiscano indistintamente tutti i marchi presenti in Cina, ma le specifiche esportazioni verso l’Unione. La misura tutela un comparto europeo che conta oltre 80.000 addetti distribuiti in 14 Stati membri.

L’indagine sulle sovvenzioni resta aperta

Il nuovo regime tariffario non chiude il dossier commerciale tra Unione europea e Cina. La Commissione sta infatti svolgendo un’indagine distinta sulle possibili sovvenzioni pubbliche ricevute dai produttori cinesi di pneumatici. Il procedimento dovrebbe concludersi entro dicembre e potrebbe portare a ulteriori misure qualora emergessero aiuti incompatibili con le regole del mercato europeo.

La conseguenza più rilevante sarà quindi la verifica dei prezzi e dell’offerta disponibile sul mercato dei ricambi, in particolare per le fasce più esposte alle importazioni. Le aliquote già operative intervengono sul dumping accertato, mentre il secondo fascicolo riguarda un eventuale vantaggio competitivo generato da sostegni pubblici. I due percorsi restano formalmente separati, ma possono incidere sullo stesso segmento industriale.

FAQ

Da quando valgono i dazi europei?

Sì: le tariffe anti-dumping definitive sono entrate in vigore l’8 luglio e resteranno applicabili per cinque anni.

I nuovi dazi sono retroattivi?

No: la Commissione Europea ha stabilito che le nuove aliquote non producono effetti retroattivi sulle importazioni precedenti.

Quali pneumatici rientrano nelle misure?

Sì: il provvedimento riguarda pneumatici per autovetture e veicoli commerciali leggeri con indice di carico inferiore a 121.

Quale dazio paga Hankook?

Sì: Hankook è soggetta all’aliquota minima del 4,3% per gli stabilimenti situati a Chongqing e Jiangsu.

Come è stata verificata questa notizia?

Sì: il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti, Greenmove e Quattroruote.

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