Bonifici bancari, quando il trasferimento tra conti collegati diventa illecito

Bonifici bancari, quando il trasferimento tra conti collegati diventa illecito

11 Marzo 2026

Giroconti bancari, controlli più severi: quando i trasferimenti interni diventano un rischio

Nelle ultime settimane numerosi correntisti in tutta Europa segnalano difficoltà nell’invio e nella ricezione dei giroconti, soprattutto tramite app di home banking.
Le operazioni vengono talvolta bloccate o sospese dagli istituti, in genere per rafforzati controlli di sicurezza e verifiche sulla corrispondenza tra intestatari e conti coinvolti.
Le criticità emergono oggi, in un contesto di adeguamento alle normative antiriciclaggio e fiscali, perché il giroconto – pur essendo uno strumento pienamente legale – può essere usato in modo abusivo per eludere controlli, aggirare pignoramenti o mascherare provenienze illecite delle somme.

In sintesi:

  • Giroconti rallentati o bloccati per controlli di sicurezza potenziati sui conti e sugli intestatari.
  • L’operazione è legale, ma può diventare illecita in base alla finalità perseguita.
  • Rischio penale di appropriazione indebita sui conti cointestati se si spostano soldi non propri.
  • Dal punto di vista fiscale il giroconto facilita la prova della legittima provenienza delle somme.

Quando il giroconto viene bloccato o può diventare illegale

I disservizi sui giroconti segnalati dai clienti riguardano soprattutto operazioni via mobile banking. In questi casi il primo interlocutore resta sempre la propria banca, che verifica eventuali anomalie tecniche o di sicurezza.
Gli istituti possono sospendere l’operazione se rilevano incongruenze tra intestatario, Iban di destinazione, pattern di movimentazione o altri indicatori di rischio stabiliti dalle procedure antiriciclaggio interne.
Raramente il problema dipende da segnalazioni fiscali: un vero e proprio blocco dell’operazione per ragioni tributarie richiede l’intervento delle autorità competenti.

Il giroconto in sé è pienamente ammesso dal nostro ordinamento, purché rispetti condizioni contrattuali e norme generali sui trasferimenti di denaro.
Diventa però problematico quando è usato per eludere i controlli fiscali, riciclare fondi illeciti, occultare redditi in nero o aggirare pignoramenti e sequestri.
Inoltre il giroconto, per definizione, presuppone l’identità del titolare dei conti: se gli intestatari non coincidono, l’operazione non è corretta e di fatto non dovrebbe essere eseguibile come giroconto ma solo come trasferimento tra soggetti diversi, con i relativi presidi.

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La situazione giuridicamente più delicata riguarda i conti correnti cointestati. Il giroconto da un conto cointestato è di per sé lecito, ma diventa illecito se chi dispone l’operazione sposta somme che, in concreto, non gli appartengono.
La presunzione di comproprietà, di norma in parti uguali, può infatti essere superata con prove sulla reale provenienza del denaro. Se, per esempio, vengono trasferiti tramite giroconto stipendi accreditati esclusivamente all’altro cointestatario, la giurisprudenza qualifica spesso la condotta come appropriazione indebita, con obbligo di restituzione delle somme e possibili interessi.

Giroconti e Fisco: come dimostrare la legittima provenienza dei fondi

I controlli fiscali sui movimenti bancari considerano i giroconti uno strumento relativamente trasparente, perché non implicano passaggi di proprietà ma semplici spostamenti interni di liquidità.
Per il correntista onesto, giustificare tali operazioni è relativamente semplice: basta dimostrare che il denaro proviene da un altro proprio conto, circostanza immediatamente verificabile tramite estratti e documentazione bancaria.
In questo modo il contribuente riesce a spostare l’onere della prova, costringendo l’Agenzia delle Entrate a dimostrare l’eventuale imponibilità fiscale delle somme, se ritiene che celino redditi non dichiarati.

Al contrario, i trasferimenti provenienti da terzi sono presuntivamente considerati redditi imponibili, salvo prova contraria.
Per ridurre i rischi, è opportuno utilizzare i giroconti solo tra conti effettivamente intestati allo stesso soggetto, conservare estratti conto e giustificativi dei flussi principali e prestare particolare attenzione alle movimentazioni da e verso conti correnti cointestati.
Una gestione ordinata dei rapporti bancari consente di superare agevolmente eventuali verifiche, evitando che fisiologici spostamenti di liquidità vengano letti come sintomi di evasione o riciclaggio.

FAQ

Perché il mio giroconto viene bloccato dalla banca?

Il blocco avviene spesso per controlli automatici di sicurezza su intestatari, Iban, importi inusuali o anomalie tecniche dell’app di home banking.

Posso fare giroconti tra conti con intestatari diversi?

No, il giroconto è previsto solo tra conti dello stesso titolare. Tra intestatari diversi va utilizzato un normale bonifico bancario.

Il giroconto può farmi avere problemi con il Fisco?

Sì, ma raramente. Dimostrando che i fondi provengono da un tuo altro conto, l’onere della prova passa all’Agenzia delle Entrate.

Come mi tutelo con un conto corrente cointestato?

È prudente evitare giroconti di somme riconducibili esclusivamente all’altro cointestatario, conservare la documentazione sugli accrediti e concordare sempre le operazioni rilevanti.

Qual è la fonte delle informazioni riportate nell’articolo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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