Genova divisa sul raduno degli alpini tra accuse, aggressioni e polemiche
Circa 400mila alpini stanno affluendo a Genova da oggi a domenica per il 97esimo raduno nazionale, concentrato tra centro storico e aree portuali.
L’evento, atteso da mesi e sostenuto dalle istituzioni locali, è segnato da accuse di molestie, aggressioni a danno delle penne nere e forti tensioni politiche e sociali.
Manifesti femministi, appelli al boicottaggio, denunce in Questura e prese di posizione della sindaca Silvia Salis e del governatore Giovanni Toti Bucci delineano una città spaccata tra accoglienza e contestazione.
In sintesi:
- Circa 400mila alpini a Genova per il 97esimo raduno nazionale fino a domenica.
- Aggressioni e “ruba la penna”: indagini Digos su possibili azioni antagoniste organizzate.
- Manifesti femministi e format anonimo per segnalare molestie durante l’adunata.
- Istituzioni accolgono gli alpini ma chiedono rispetto e condannano ogni violenza e molestia.
Aggressioni, campagne antagoniste e città spaccata sul raduno
Nella notte tra mercoledì e giovedì, un gruppo di alpini seduto ai tavolini di via San Bernardo è stato bersagliato da barattoli di vetro lanciati da una finestra del centro storico. Nessun ferito, ma è intervenuta la polizia, allertata dal titolare del locale.
Sempre ieri sera, un alpino della sezione Germania ha denunciato di essere stato circondato da una ventina di giovani, descritti come *“tutti sinistroidi”*, che gli hanno sottratto la penna nera, insultandolo come *“guerrafondaio”*. L’uomo ha presentato denuncia in Questura e il caso è ora seguito dalla Digos.
Sui canali social di gruppi antagonisti circolava l’invito al “gioco libero” *“ruba la penna”*, una sorta di competizione a chi colleziona più penne nere, indicando gli alpini come supporto alle operazioni di sicurezza a Genova. Gli inquirenti verificano se l’episodio sia parte di un disegno organizzato.
La tensione attraversa anche gli spazi religiosi: la storica chiesa di San Torpete resterà chiusa domenica “causa alpini”, come annunciato sul portone da don Paolo Farinella, sacerdote noto per le sue posizioni antifasciste.
Sul piano politico, una parte della cittadinanza critica la parata militare “in tempo di guerra” e la chiusura delle scuole. Silvia Salis, sindaca reggente, difende l’evento: *“Genova sta abbracciando gli alpini, qui sono i benvenuti”*.
Il governatore Marco Bucci (citato come Bucci) sui social sottolinea che le polemiche non rappresentano la maggioranza: *“La Liguria vi accoglie come meritate: con affetto, riconoscenza e il calore di una comunità”*.
Molestie, contro-manifesti e il nodo culturale per il dopo raduno
Ombra pesante sul raduno sono le accuse di molestie, già emerse in precedenti adunate. Nella notte tra mercoledì e giovedì, a Genova sono comparsi manifesti con slogan *“Meno alpini, + gattini”* e *“Non è festa se c’è chi molesta”*, accompagnati da QR code che rimanda a un form anonimo per segnalare molestie in strada, locali, negozi e mezzi pubblici.
L’iniziativa è firmata da Non Una di Meno Genova, Rete di donne per la politica, Udi – Unione donne in Italia e Centro antiviolenza Mascherona. Il centrodestra risponde compatto parlando di “orgoglio e gratitudine per gli alpini”.
In un video dell’agenzia Agtw, un alpino minimizza: *“A volte passo accanto a una signora e le dico ‘ciao bella signora’, non le mettiamo le mani addosso”*. Le associazioni femministe replicano che apprezzamenti non richiesti rientrano comunque nelle condotte moleste.
Fra le testimonianze, spicca quella di Alice Salvatore, ex consigliera regionale (già Movimento 5 Stelle, poi “Il Buonsenso”). Su Facebook, nel post *“Buona Adunata a tutte”*, racconta di essere stata molestata su un bus da cinque alpini, fra sguardi insistenti e derisioni mentre lavorava al cellulare: *“Ed erano solo le 11 del mattino. Chissà se sarebbe successo a un uomo”*.
A Genova Today, Salvatore precisa di non essere contraria agli alpini in sé, ricordando di essersi divertita all’adunata del 2001. Il punto, spiega, è la ripetitività di alcuni comportamenti, tanto che la stessa Associazione Nazionale Alpini (Ana), dopo Rimini 2022, ha lanciato il progetto #controlemolestie, ammettendo l’esistenza del problema.
Il dopo-raduno misurerà la capacità delle istituzioni e dell’Ana di trasformare le polemiche in protocolli concreti su sicurezza, prevenzione e rispetto, condizione essenziale perché eventi di massa simili restino compatibili con la vivibilità urbana e con gli standard attesi di tutela delle donne.
FAQ
Quanti alpini sono attesi al raduno nazionale di Genova?
Secondo le stime ufficiali, sono attesi circa 400mila alpini a Genova per il 97esimo raduno nazionale, distribuiti su più giorni.
Cosa prevede il “gioco ruba la penna” contestato dagli alpini?
Il “ruba la penna” prevede, secondo i post antagonisti, di sottrarre penne nere agli alpini e collezionarle, configurando possibili reati.
Come funziona il format anonimo per segnalare molestie a Genova?
Il format è accessibile tramite QR code sui manifesti; consente testimonianze anonime di molestie avvenute durante l’adunata, raccolte da associazioni femministe.
Cosa ha fatto l’Associazione Nazionale Alpini dopo i casi di Rimini 2022?
L’Ana ha riconosciuto episodi di molestie e avviato il progetto #controlemolestie, con campagne di sensibilizzazione interna e impegni formali di comportamento.
Da quali fonti giornalistiche è stata elaborata questa ricostruzione?
Questa ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



