Al Bano racconta il sequestro in Iran e il movente religioso

Al Bano racconta il sequestro in Iran e il movente religioso

10 Marzo 2026

Al Bano racconta il suo sequestro a Teheran e il cambio dell’Iran

Al Bano, ospite di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora, ha ricostruito il suo complesso rapporto con l’Iran, tra successi di massa e un sequestro in hotel negli anni Settanta.
Il cantante pugliese ha ricordato i concerti a Teheran del 1969, 1971 e 1973, quando il clima politico e religioso del Paese stava rapidamente cambiando.
Il racconto, trasmesso martedì 10 marzo 2026, offre una testimonianza diretta di come la nascita del potere dei pasdaran abbia inciso anche sul mondo dello spettacolo, trasformando una tournée trionfale in un caso di trattenimento forzato legato a questioni economiche e, soprattutto, religiose.

In sintesi:

  • Al Bano ricorda tre concerti in Iran tra il 1969 e il 1973.
  • All’aeroporto di Teheran fu accolto da 50mila fan in delirio.
  • Nel 1973 si rifiutò di cantare senza compenso e fu sequestrato in hotel.
  • Il cantante legge l’episodio come prima vittima del nuovo clima religioso.

Il primo viaggio di Al Bano in Iran risale a giugno 1969, in piena epoca dello Scià.
Con lui c’era Romina Power: all’aeroporto di Teheran li attendevano, secondo il suo racconto, circa 50mila persone.
La polizia li prelevò direttamente sotto l’aereo per scortarli in albergo, seguiti da auto di fan che suonavano il clacson e cantavano a squarciagola le sue canzoni: una scena da star internazionale, che il cantante definisce un “trionfo pazzesco”.

Nel 1971 Al Bano tornò in Iran su invito della sorella dello Scià di Persia, confermando la sua popolarità nel Paese prima della svolta politica.
Parallelamente, in Italia, Romina Power ha di recente rivendicato la forza della loro famiglia artistica, paragonandola a storie di coppie sotto pressione mediatica e dichiarando che si sarebbe difesa con aggressività se fosse stata trattata come Catherine, sottolineando la compattezza del loro rapporto in quegli anni.

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Il sequestro del 1973 e l’ombra dei pasdaran

La terza trasferta in Iran, nel 1973, segna la rottura. Al Bano racconta di essere stato “il primo sequestrato a Teheran”, collegando l’episodio all’ascesa dei pasdaran.
Appena sbarcato all’aeroporto, il cantante percepì un clima diverso, più teso e meno festoso rispetto ai viaggi precedenti.
Pochi dettagli operativi, ma un dato chiaro: venne trattenuto per circa un mese in hotel, senza poter lasciare il Paese liberamente.

All’origine del contenzioso, secondo il suo racconto, la richiesta di esibirsi senza compenso e senza la restituzione degli impianti di luci e audio che gli artisti all’epoca trasportavano personalmente.
Al Bano si rifiutò di cantare, innescando il braccio di ferro.
Non intervenne la Farnesina né l’ambasciatore italiano: la svolta arrivò solo con l’intervento di un colonnello dello Scià di Persia, che, compresa la situazione, ne autorizzò la liberazione dopo otto giorni di negoziati, aprendo la strada al rientro.

Cambio di clima in Iran e valore della testimonianza

Rielaborando a distanza di decenni quanto accaduto, Al Bano interpreta quell’episodio come il segnale di un mutamento profondo dell’Iran.
A suo giudizio, la vicenda fu legata non solo a una disputa economica, ma soprattutto all’affermarsi di una nuova visione religiosa e politica collegata ai pasdaran.

Il cantante definisce sé stesso “prima vittima” di quel cambio di clima, evidenziando come gli artisti stranieri siano stati tra i primi a percepire la chiusura del Paese rispetto alle espressioni musicali occidentali.
Nel contesto delle odierne tensioni nel Golfo, il suo racconto assume valore di testimonianza storica: un caso individuale che illumina, dal basso, la trasformazione di un sistema politico e il progressivo irrigidimento del regime verso cultura popolare, spettacolo e contaminazioni internazionali.

FAQ

Quante volte Al Bano ha cantato in Iran e in quali anni?

Al Bano ha cantato in Iran tre volte: nel 1969, nel 1971 e nel 1973, tutte a Teheran sotto il regime dello Scià.

Perché Al Bano parla di sequestro durante l’ultima trasferta a Teheran?

Lo fa perché nel 1973 fu trattenuto circa un mese in hotel, dopo essersi rifiutato di cantare senza compenso e senza restituzione degli impianti.

Quale ruolo ebbe lo Scià di Persia nella liberazione di Al Bano?

Un colonnello vicino allo Scià, informato della vicenda, intervenne personalmente; dopo circa otto giorni di trattative il cantante fu liberato e poté rientrare.

Che legame vede Al Bano tra il suo sequestro e i pasdaran iraniani?

Al Bano collega l’episodio all’inizio del trionfo dei pasdaran, leggendo la vicenda come effetto di un irrigidimento religioso e politico.

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Questo articolo deriva da un’elaborazione giornalistica di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrati e rielaborati dalla nostra Redazione.


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