La notizia in sintesi
- Aave propone l’uscita ordinata da sei blockchain a bassa adozione.
- La revisione coinvolge 98,1 milioni di dollari forniti e 15,6 milioni di debito.
- I mercati interessati saranno bloccati alle nuove operazioni dopo l’approvazione della governance.
- La misura punta a ridurre costi operativi, liquidità sottile e rischi di protocollo.
(Riassunto generato con AI)
Aave riduce i mercati meno sostenibili
Aave, protocollo decentralizzato di prestiti, ha avviato una proposta di governance per dismettere i deployment su Sonic, Scroll, zkSync, Metis, Soneium e Aptos, oltre a rimuovere decine di riserve con scarsa adozione. La proposta, resa pubblica nelle ultime ore da Stani Kulechov e preparata dal fornitore di analisi del rischio LlamaRisk, riguarda mercati che non generano ricavi sufficienti a coprire manutenzione, monitoraggio e infrastruttura. L’obiettivo è restringere la superficie di rischio del protocollo senza imporre la chiusura immediata delle posizioni esistenti.
La revisione coinvolge circa 98,1 milioni di dollari di asset in supply e 15,6 milioni di dollari di debito. Le sei reti da chiudere rappresentano 12,8 milioni di depositi e 4,1 milioni di prestiti, mentre 50 riserve su altre chain e 21 Principal Token Pendle maturati coprono la parte restante. La proposta deve ora ottenere l’approvazione della governance di Aave prima dell’implementazione on-chain.
https://x.com/StaniKulechov/status/2082705513750352005?ref_src=twsrc%5Etfw
Costi, ricavi e gestione dell’uscita
Secondo l’analisi, ciascuno dei sei deployment genera meno di 5.000 dollari di ricavi trimestrali; Metis, Soneium e Aptos restano sotto 1.000 dollari. Mantenere un mercato richiede feed di prezzo, sistemi di liquidazione, limiti operativi, processi di monitoraggio e supporto alla governance, costi difficili da giustificare quando liquidità e domanda diminuiscono. I sei deployment raccolgono meno dell’1% degli asset di Aave, secondo i dati richiamati nella proposta.
Per le riserve individuali, il piano prevede il congelamento dei nuovi utilizzi, limiti di supply e borrow ridotti a una sola unità e reserve factor più elevati. Sulle sei chain in dismissione le misure sarebbero più incisive: reserve factor al 99% e tasso base sul prestito del 5%, per rendere graduale ma economicamente sfavorevole il mantenimento delle posizioni. Non sono previste liquidazioni forzate: utenti e fornitori di liquidità avranno tempo per ritirare fondi, rimborsare debiti o trasferire le posizioni.
Tra gli asset citati nella revisione figurano CRV, UNI, MKR, ENS, SNX, 1INCH, FBTC, DAI, LINK, WETH, CAKE e USDT0. La logica non riguarda il fallimento di un singolo token, ma l’applicazione di criteri comuni a mercati duplicati, illiquidi o non più produttivi. La revisione segue inoltre il nuovo framework di rischio proposto dopo l’exploit del bridge KelpDAO, che aveva coinvolto circa 292 milioni di dollari.
Un modello più selettivo per Aave
La conseguenza più rilevante è strategica: Aave privilegia ora la sostenibilità dei mercati rispetto alla sola espansione su nuove reti. La riduzione di riserve poco liquide può limitare i punti di vulnerabilità, soprattutto quando collaterali e prezzi risultano più difficili da gestire durante fasi di volatilità. Per gli utenti coinvolti, il fattore decisivo sarà la tempistica: chi rinvia l’uscita potrebbe affrontare rendimenti inferiori per la liquidità fornita, costi di prestito maggiori e minore profondità di mercato.
Il voto indicherà se la DAO considera questo compromesso necessario per rendere il protocollo più semplice da sorvegliare e meno esposto ai rischi di coda.
FAQ
Quali blockchain lascia Aave?
Sì, la proposta riguarda Sonic, Scroll, zkSync, Metis, Soneium e Aptos. I loro mercati coprono complessivamente 25 riserve e sarebbero dismessi gradualmente dopo il voto.
Le posizioni Aave saranno chiuse automaticamente?
No, le posizioni esistenti non sarebbero liquidate forzatamente. Sì, nuovi depositi, prestiti e utilizzi come collaterale verrebbero invece bloccati attraverso limiti ridotti e parametri meno convenienti.
Quanti fondi sono coinvolti nella revisione?
Sì, il piano interessa circa 98,1 milioni di dollari di asset forniti e 15,6 milioni di debito. Le sei chain valgono 12,8 milioni di supply e 4,1 milioni di borrowing.
Perché Aave aumenta reserve factor e tassi?
Sì, l’aumento serve a favorire un’uscita ordinata. Un reserve factor più alto riduce il rendimento dei fornitori, mentre il tasso base del 5% rende più costoso mantenere debiti sulle chain chiuse.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: CoinDesk, Criptovaluta.it® e FinanceFeeds.



