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Il virus più pericoloso per Mac OsX arriva tramite le onde sonore? bufala informatica o minaccia di badBIOS

4 Novembre 2013

E’ periodo di virus, questo lo sappiamo benissimo, e molti di essi si trasmettono per via aerea: fino a qui niente di nuovo, dato che siamo a novembre e i primi freddi sono già arrivati, quello che rende particolare questa notizia è che le vittime del contagio potrebbero essere i nostri personal computer.

State già pensando che sia una delle solite bufale che circolano su internet?

Allora dovreste sapere che a rivelarlo è Dragos Ruiu, un noto esperto di sicurezza informatica che da circa tre anni cerca di sconfiggere, finora senza successo, un nuovo e terribile virus informatico chiamato badBIOS.

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Ruiu, durante un’intervista rilasciata al sito web di tecnologia ‘Ars Technica, racconta di aver osservato il virus in azione per la prima volta sul proprio MacBook Air con sistema operativo OS X appena installato.

Il computer della Apple aveva autonomamente aggiornato il firmware, programma di gestione dell’avvio integrato direttamente sulla macchina, impedendo addirittura il boot da CD ROM.

Nei mesi successivi l’esperto informatico osserva fenomeni analoghi in altri computer con diversi sistemi operativi, nei quali si manifestano anche misteriose variazioni di impostazioni e sparizioni di dati, il tutto anche in assenza di qualsiasi tipo di connessione di rete.

Proprio così: nei PC erano stati disattivati i protocolli IPv6, rimosse le schede Wi-Fi e Bluetooth, rimossi i cavi di collegamento Ethernet.

Le macchine non potevano essere isolate più di così, eppure il contagio proseguiva inesorabilmente, come se il laboratorio fosse in preda ad una sorta di ‘possessione demoniaca’.

A quel punto Ruiu decise di intraprendere la strada più drastica: cancellare i sistemi e reinstallare tutto da zero. Tutto inutile: il virus si ripresentò dopo qualche ora.

Nei successivi tre anni Ruiu tentò di tutto ma il badBIOS tornava a manifestarsi al massimo dopo qualche settimana, come se possedesse la capacità di auto-ripararsi che gli consentiva di sopravvive a qualsiasi attacco.

Lo studioso ha recentemente documentato la sua scoperta sui social network attirando l’attenzione non solo degli appassionati di tecnologia, ma anche quella di molti esperti mondiali di sicurezza informatica.

L’ipotesi principale sulla causa di quando riscontrato è quella che l’infezione si trasmetta tramite le chiavette USB che vengono trasportate da un computer all’altro.

Una seconda ipotesi è quella che il virus si trasmetta attraverso particolari suoni ad alta frequenza impercettibili all’orecchio umano ma rilevati da altoparlanti e microfono presenti sui PC.

Nonostante l’idea sembri fantascientifica trova parecchi riscontri fra gli esperti del settore che ne confermano la fattibilità.

Ma il rischio Bufala rimane in agguato, staremo a vedere cosa succederà il 1 Aprile 2014, data della la conferenza PacSec!

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