Tributi ipotecari e catastali, cambia tutto con il modello F24 obbligatorio

Tributi ipotecari e catastali, cambia tutto con il modello F24 obbligatorio

4 Aprile 2026

Dal 1° giugno 2026 cambia il pagamento di tributi catastali e ipotecari

Dal 1° giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate – settore Territorio rivoluziona il versamento dei tributi ipotecari e catastali in tutta Italia. Con il provvedimento firmato il 2 aprile 2026 dal direttore dell’Agenzia, vengono soppressi i conti correnti postali provinciali intestati agli Uffici provinciali – Territorio e introdotto un unico canale di pagamento: il modello F24.

La misura riguarda proprietari di immobili, professionisti tecnici, notai, intermediari e tutti i contribuenti che effettuano adempimenti connessi ad atti catastali e formalità ipotecarie. L’obiettivo dichiarato è uniformare, semplificare e centralizzare la riscossione, riducendo oneri gestionali e rischi di disallineamenti contabili, in coerenza con la riorganizzazione della spesa pubblica e con gli indirizzi del bilancio statale pluriennale.

In sintesi:

  • Dal 1° giugno 2026 tributi ipotecari e catastali versabili solo con modello F24.
  • Conti correnti postali provinciali soppressi definitivamente entro il 30 dicembre 2026.
  • Somme residue utilizzabili fino al 1° settembre 2026 per aggiornamenti catastali.
  • Rimborsi residui tramite piattaforma telematica nei due mesi successivi.

Un solo canale F24 e addio alla riscossione diretta territoriale

Il provvedimento del 2 aprile 2026 abolisce la riscossione diretta dei tributi ipotecari e catastali da parte degli Uffici provinciali – Territorio. Dal 1° giugno 2026 ogni versamento, ordinario o conseguente ad avvisi di liquidazione, atti di contestazione o provvedimenti di irrogazione di sanzioni, dovrà transitare esclusivamente tramite modello F24.

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Spariscono i conti correnti postali provinciali e con essi l’annotazione a campione certo delle entrate gestite localmente. L’intero flusso finanziario viene canalizzato nel sistema F24, già standard di riferimento per la fiscalità nazionale. Per i crediti ancora affidati agli Uffici e non riscossi è prevista l’iscrizione a ruolo, con passaggio alla riscossione coattiva secondo le procedure ordinarie.

La riforma persegue tre obiettivi: uniformare le procedure sul territorio, migliorare il controllo contabile centralizzato e ridurre i carichi amministrativi sugli uffici periferici, in linea con il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale 2023-2025”.

Transizione, rimborsi e impatti pratici per contribuenti e professionisti

Le somme già versate sui conti provinciali non vengono azzerate. Il provvedimento consente di utilizzare le giacenze per tre mesi, fino al 1° settembre 2026, esclusivamente per la presentazione di atti di aggiornamento catastale presso gli Uffici provinciali – Territorio.

Decorso tale termine, gli importi residui potranno essere richiesti a rimborso entro i due mesi successivi tramite una piattaforma telematica dedicata. Le somme non domandate in tempo saranno riversate all’Erario, ma resterà comunque possibile chiederne la restituzione entro i termini di prescrizione, mediante apposita istanza amministrativa all’Ufficio provinciale – Territorio competente.

La chiusura formale di tutti i conti correnti postali provinciali è fissata al 30 dicembre 2026, data che segna il definitivo superamento del vecchio modello di riscossione. Per notai, geometri, ingegneri, architetti e altri intermediari sarà essenziale aggiornare tempestivamente procedure interne, modulistica e sistemi gestionali, integrando il pagamento F24 in ogni flusso operativo legato a volture, trascrizioni, registrazioni di atti e aggiornamenti cartografici.

Prossimi adattamenti digitali e possibili sviluppi del nuovo sistema

La centralizzazione tramite F24 apre la strada a ulteriori integrazioni digitali dei servizi catastali e ipotecari. La tracciabilità unificata dei versamenti può agevolare controlli incrociati, ridurre errori e accelerare i tempi di lavorazione degli atti da parte dell’Agenzia delle EntrateTerritorio.

Nel medio periodo sono prevedibili evoluzioni verso sportelli completamente telematici per tutte le principali formalità immobiliari, con riduzione progressiva dell’operatività allo sportello fisico. Per contribuenti e professionisti, la chiave sarà l’adeguamento tempestivo ai nuovi codici tributo F24 e la verifica puntuale di causali e riferimenti normativi, per evitare ritardi o scarti procedurali nelle pratiche su beni immobili.

FAQ

Da quando i tributi ipotecari e catastali si pagano solo con F24?

Dal 1° giugno 2026 i tributi ipotecari e catastali devono essere versati esclusivamente tramite modello F24, senza più utilizzo dei conti correnti postali provinciali.

Posso usare i vecchi conti postali dopo il 1° giugno 2026?

No, dal 1° giugno 2026 i versamenti non possono più transitare sui conti provinciali; resta solo l’utilizzo delle giacenze secondo le regole transitorie.

Fino a quando posso utilizzare le somme residue sui conti provinciali?

Fino al 1° settembre 2026 le giacenze possono essere impiegate esclusivamente per presentare atti di aggiornamento catastale presso gli Uffici provinciali.

Come richiedere il rimborso delle somme non utilizzate entro settembre 2026?

Il rimborso va chiesto entro i due mesi successivi al 1° settembre 2026 tramite apposita piattaforma telematica predisposta dall’Agenzia delle Entrate – Territorio.

Qual è la fonte delle informazioni su questa riforma dei pagamenti?

Le informazioni derivano da un’elaborazione redazionale di dati e notizie provenienti congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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