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Tracciamento pubblicitario degli utenti apple non autorizzato google viene assolto dai giudici americani

15 Ottobre 2013

La Corte Distrettuale del Delaware mette la parola fine alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto Google e i cookies passivi che tracciavano le abitudini online degli utenti Apple.

Arriva al termine la battaglia giudiziaria iniziata ormai più di un anno fa, che vedeva contrapposti i fruitori del browser Safari e la major di Mountain View.

Al centro della disputa vi era il tentativo di dimostrare un nesso causale tra i messaggi promozionali customizzati e un danno in qualche misura quantificabile.

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Secondo l’accusa, mossa dagli utilizzatori di iOS organizzatisi in una class action, la tracciatura eseguita tramite Safari avrebbe violato la privacy degli utenti, comunicando a ad aziende terze dati personali, in aperta violazione delle leggi vigenti in materia.

Il Giudice investito della questione ha negato la sussistenza del nesso, salvando Google dall’ennesima reprimenda pubblica dopo la salata maxi-multa per le operazioni di tracciamento non autorizzate.

La chiusura della vicenda giudiziaria ha per altro offerto alla società, l’opportunità di esporsi mediaticamente sul punto e tranquillizzare i propri fruitori, confermando l’impegno di Google nella tutela della privacy.

Si è data anzi notizia dell’avvio degli studi per la definizione di modalità di identificazione dei naviganti, alternative a quelle attualmente disponibili.

Accantonare l’utilizzo dei cookies permetterebbe di arginare il problema dell’advertising aggressivo che spesso disturba la permanenza online a causa proprio dei dati involontariamente trasmessi dagli utenti durante la navigazione, che vengono sfruttati dalle aziende per personalizzare i messaggi pubblicitari.

L’interesse di Google per il tema conferma l’attenzione delle società del settore per la privacy. Costrette a fare i conti con la sempre più stringente legislazione nazionale, tutte le case più importanti stanno in qualche misura cercando soluzioni innovative.

Secondo gli ultimi rumors della rete, anche Microsoft si starebbe interessando al problema, definendo una nuova tecnologia per la condivisione non solo dei contenuti, ma anche e soprattutto delle informazioni, che coinvolga tutti i dispositivi gestibili con il sistema windows, in versione desktop o mobile.

L’idea di Microsoft sembra essere quella di accantonare del tutto la cessione di dati di navigazione a società terze, attraverso la definizione di un sistema di condivisione che possa essere gestito direttamente.

Tempi duri quindi quelli che aspettano le aziende pubblicitarie.

Sarà sempre più difficile reperire informazioni sfruttando cookies e dati non consapevolmente fornite dagli utenti durante la navigazione.

Oltre all’impegno di Google e Microsoft, ad ostacolare la loro attività sta arrivando anche la politica. Un senatore del Partito Democratico, tale E.J.Markey, avrebbe infatti inoltrato alla FTC formale richiesta per l’avvio di un’indagine sul loro conto.

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