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La tomba diventa virtuale con la lapide digitale che condivide le nostre memorie digitali

17 Aprile 2013

Nell’era 2.0 anche quello che non ti aspetti diventa virtuale e l’Hi-tech sbarca al cimitero.

A trovare i propri cari estinti ormai si va con lo smartphone.

In Inghilterra, dove la pratica è diffusa da tempo bastano solo 300 sterline, poco meno di 400 euro, e al posto dell’antiquata lapide in marmo sarà possibile collocare un semplice codice QR (quick response) per consultare la biografia virtuale del defunto corredata da contributi multimediali.

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L’idea è stata lanciata da una compagnia di pompe funebri del sud dell’Inghilterra e riprende quella ideata nell’ormai lontano 2006 dalla designer tedesca Michele Gauler, il suo “Digital Remains” è una sorta di urna digitale.

Il disco contiene una memoria USB che avvicinata a qualsiasi computer si connette mostrando le memorie digitali del defunto.

E in Italia? tra le novità più recenti presentate anche al Tanexpo svoltosi nel mese di marzo a Bologna spicca “eMemories” ovvero un terminale video con schermo LCD di 8 pollici che contiene un video all’interno del quale scorrono le immagini fotografiche del defunto.

Ma la lapide, a seconda delle preferenze può anche diventare virtuale in tutti i sensi, l’idea è di un’azienda sarda che ha messo a punto un sistema che permette di creare un sito web dedicato alla persona scomparsa nel quale inserire epitaffio, biografia, gallerie fotografiche e indicazioni sul luogo di sepoltura, il tutto all’indirizzo WebMemorie.it; anche in questo caso l’ormai famoso codice QR a corredo consente poi di rendere interattiva la lapide tradizionale o l’urna funeraria, permettendo l’accesso immediato, con qualsiasi smartphone o tablet, al ricordo del proprio caro scomparso.

Ma non finisce qui, parenti e amici avranno anche la possibilità di lasciare un pensiero, un fiore o un cero in memoria del defunto.

Per tutelare la privacy naturalmente la visualizzazione del memoriale può essere infine ristretta solo ai conoscenti attraverso una password.

Per chi volesse invece continuare a vivere virtualmente anche nell’aldilà, una giovane azienda californiana di Palo Alto ha lnaciato due servizi iTomb e iMemorial, il primo è un vero e proprio cimitero virtuale dove gli utenti possono creare online la propria tomba e dove amici e parenti possono poi commemorare il defunto; il secondo è un sito complementare dove gli utenti ancora in vita possono creare la propria memoria virtuale e lasciare un testamento, messaggi postumi, ultime volontà e dettagli sul funerale.

Per coloro i quali poi non vogliano in futuro rassegnarsi all’idea non far parte più del mondo terreno i social network vengono in loro aiuto.

Facebook, ad esempio, possiede delle app che permettono di inviare messaggi (scritti quando ancora in vita) post-mortem. Ben più macabra invece l’idea lanciata da un gruppo di programmatori chiamata LivesOn che non è altro che un sistema di intelligenza artificiale che durante la vita studia l’attività online su Twitter e che, dopo il decesso, la perpetua attraverso tweet che richiamano il vostro stile di scrittura, un modo questo per raggiungere l’immortalità, seppur virtuale!

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