Tesla ferma le mosse su bitcoin ma svela una perdita sorprendente

Tesla ferma le mosse su bitcoin ma svela una perdita sorprendente

29 Gennaio 2026

Bitcoin invariati, valore in picchiata

Le partecipazioni in bitcoin di Tesla restano ferme a 11.509 unità nel quarto trimestre 2025, ma il controvalore in dollari subisce un brusco ridimensionamento. Nel periodo, il prezzo del bitcoin è sceso da circa 114.000 a 88.000 dollari, erodendo centinaia di milioni dal valore di bilancio delle riserve digitali del gruppo guidato da Elon Musk. Questo movimento di mercato ha costretto la società di Austin a registrare una perdita di valore, o impairment, post-imposte di circa 239 milioni di dollari sulle proprie attività digitali.

Il trattamento contabile delle criptovalute, secondo i principi attuali, impone infatti di contabilizzare al ribasso quando il prezzo scende oltre determinati livelli, mentre non consente di rivalutare al rialzo finché il bene non viene venduto. Di conseguenza, anche se il numero di bitcoin in portafoglio non è cambiato, l’impatto sul conto economico trimestrale di Tesla è significativo. Gli investitori osservano con attenzione questi movimenti, perché la volatilità della principale criptovaluta continua a introdurre una componente extra di rischio nei risultati del produttore di veicoli elettrici e soluzioni energetiche.

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Dalla maxi-scommessa alle vendite al minimo

La relazione tra Tesla e il bitcoin nasce nel febbraio 2021, quando il gruppo annuncia l’acquisto di circa 43.200 coin, allora valutati complessivamente 1,7 miliardi di dollari. Quella mossa, fortemente voluta da Elon Musk, segna uno spartiacque nell’adozione corporate delle criptovalute, generando un’ondata di interesse speculativo e mediatico. Pochi mesi dopo, la società testa la liquidità del mercato vendendo una piccola porzione delle sue riserve, ma la svolta vera arriva nel 2022.

In piena fase ribassista del settore cripto, il management decide di liquidare circa il 75% del proprio stack, in prossimità dei minimi del bear market. Una scelta che, col senno di poi, si rivela estremamente costosa in termini opportunità mancate, dato il successivo recupero delle quotazioni del bitcoin. Dopo quell’operazione, le partecipazioni residue di Tesla restano relativamente stabili, con l’azienda che sembra aver adottato un approccio più prudente, limitandosi a sopportare la volatilità contabile senza ulteriori acquisti o dismissioni rilevanti.

Conti trimestrali e reazione di mercato

Al di là dell’effetto bitcoin, il quarto trimestre 2025 di Tesla offre un quadro misto. I ricavi si attestano a 24,9 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese di consenso fissate a 25,1 miliardi, segnalando un rallentamento rispetto alle aspettative del mercato per il business core dei veicoli elettrici e dei sistemi di storage energetico. Sul fronte della redditività, tuttavia, l’azienda sorprende positivamente: l’utile per azione rettificato raggiunge 0,50 dollari, superando i 0,45 dollari stimati dagli analisti.

La combinazione di margini migliori del previsto e di un impatto comunque gestibile delle perdite su asset digitali stimola una reazione positiva degli investitori nel dopo-borsa. Il titolo TSLA segna un rialzo di circa il 3,4% nelle contrattazioni after hours, a conferma del fatto che il mercato privilegia, almeno nel breve periodo, la tenuta operativa e la capacità del gruppo di mantenere profitti in un contesto competitivo sempre più acceso. Resta aperto il dibattito tra gli analisti sull’opportunità strategica di mantenere esposizione a bitcoin in un’azienda industriale quotata, specie alla luce della sua elevata volatilità e delle implicazioni contabili che continua a generare sui risultati trimestrali.

FAQ

D: Quanti bitcoin possiede attualmente Tesla?
R: Tesla detiene 11.509 bitcoin, una quantità rimasta invariata nel quarto trimestre 2025.

D: Perché Tesla ha registrato una perdita da impairment sulle criptovalute?
R: A causa del calo del prezzo del bitcoin da circa 114.000 a 88.000 dollari, le regole contabili hanno imposto una svalutazione delle riserve digitali.

D: A quanto ammonta la perdita post-imposte sulle attività digitali di Tesla?
R: La perdita post-imposte legata all’impairment sulle attività digitali è di circa 239 milioni di dollari.

D: Quando Tesla ha annunciato per la prima volta l’acquisto di bitcoin?
R: Tesla ha comunicato per la prima volta il possesso di bitcoin nel febbraio 2021.

D: Quanta parte delle sue riserve bitcoin ha venduto Tesla nel 2022?
R: Nel 2022, Tesla ha venduto intorno al 75% del proprio stack di bitcoin, vicino ai minimi del mercato ribassista.

D: Come sono andati i ricavi trimestrali rispetto alle attese?
R: I ricavi trimestrali di Tesla sono stati 24,9 miliardi di dollari, leggermente inferiori ai 25,1 miliardi stimati dal consenso.

D: L’utile per azione di Tesla ha superato le previsioni degli analisti?
R: Sì, l’EPS rettificato è stato di 0,50 dollari per azione, superiore ai 0,45 dollari attesi.

D: Qual è la fonte originale dei dati sulle partecipazioni bitcoin di Tesla?
R: La fonte originale è il report ufficiale degli utili del quarto trimestre 2025 pubblicato da Tesla.


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Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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