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12 Marzo 2026

È morta Enrica Bonaccorti, volto simbolo della televisione italiana

È morta oggi, giovedì 12 marzo, a 76 anni, la conduttrice, attrice e autrice Enrica Bonaccorti. La scomparsa, appresa dall’agenzia Adnkronos, avviene a Roma dopo la lotta contro un tumore al pancreas diagnosticato nel 2025. Figura centrale della tv tra anni Settanta e Novanta, ha dato volto a programmi cult di Rai e Mediaset come Italia Sera, Pronto, chi gioca? e Non è la Rai.
Negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente la malattia, confermando un rapporto con il pubblico fondato su franchezza e responsabilità. La sua storia professionale, intrecciata con teatro, cinema, radio e scrittura, ripercorre l’evoluzione della televisione generalista italiana e ne illumina contraddizioni e trasformazioni.

In sintesi:

  • Morta a 76 anni Enrica Bonaccorti, dopo un tumore al pancreas annunciato pubblicamente.
  • Volto di Italia Sera, Pronto, chi gioca?, Non è la Rai tra Rai e Mediaset.
  • Attrice, autrice, paroliera di successi di Domenico Modugno, voce autorevole di radio e stampa.
  • Ha raccontato in tv malattia e fragilità, lasciando un’eredità di libertà e autonomia professionale.

Una carriera che racconta la storia della tv italiana

Nata a Savona il 18 novembre 1949, cresciuta tra Genova e Sassari, figlia dell’ufficiale di polizia ed ex partigiano Ettore e di Tiziana “Titti”, Enrica Bonaccorti arriva alla tv con un bagaglio raro: teatro, cinema, radio e scrittura. Sedicenne vicecampionessa regionale di lancio del disco in Sardegna, si trasferisce a Roma a fine anni Sessanta, debutta in teatro con Domenico Modugno e Paola Quattrini e diventa paroliera di brani entrati nel canone italiano come La lontananza e Amara terra mia.

Nel 1978 la Rai le affida Il sesso forte: conduzione misurata, ironia, nessuna imitazione. Il preserale Italia Sera (dal 1983, accanto a Mino Damato e poi Piero Badaloni) la trasforma in volto di riferimento dell’informazione leggera, premiata dal Telegatto.

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Con Pronto, chi gioca? (1985), ereditato da Raffaella Carrà, guida il mezzogiorno Rai a record di ascolti e conquista anche l’Oscar Tv. Nel 1987 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi, firma successi come Cari genitori e, nel 1991, inaugura la diretta di Canale 5 con la prima stagione di Non è la Rai, segnata da maggiore controllo autoriale e struttura da varietà classico.

Accanto alla tv, lavora con registi come Lina Wertmüller, Pasquale Festa Campanile, Sergio Martino, Salvatore Samperi, Marco Vicario, Antonio Racioppi, Luciano Salce e in sceneggiati Rai quali Eleonora con Giulietta Masina e L’amaro caso della baronessa di Carini.

In radio firma programmi come Chiamate Roma 3131 e Tornando a casa, riceve nel 2018 il Microfono d’oro alla carriera, scrive per Noi Donne, Sette del Corriere della Sera, Oggi (memorabile il reportage dal Ruanda). Nel 2019 torna alla conduzione quotidiana tv con Ho qualcosa da dirti su TV8. Negli ultimi anni compare nel film Una relazione di Stefano Sardo (Mostra di Venezia 2021), parla apertamente di prosopagnosia nel 2020 e, nel 2025, annuncia il tumore al pancreas con la consueta lucidità, trasformando anche la malattia in racconto civile.

L’eredità di Enrica Bonaccorti tra libertà, rischi e parola pubblica

La carriera di Enrica Bonaccorti è segnata da scelte spesso controcorrente: lo scatto nudo per l’edizione italiana di Playboy nel 1982, rivendicato come gesto di autodeterminazione; l’annuncio in diretta di una gravidanza poi interrotta; lo stop in tempo reale a una telefonata sospetta a Non è la Rai, episodio che le costò rimproveri interni ma riaffermò la centralità della diretta come spazio non addomesticato.

Negli anni successivi, riducendo la presenza continuativa in video, diventa voce di memoria e critica nei talk show, opinionista ascoltata perché capace di tenere insieme esperienza, rigore e autoironia.

Il filo rosso resta la parola: scritta, recitata, condotta. Dai testi per Modugno alla radio di servizio pubblico, dalla tv generalista alle nuove piattaforme, la sua traiettoria testimonia come una professionista possa attraversare mezzo secolo di media italiani conservando autonomia, responsabilità verso il pubblico e disponibilità a esporsi anche nelle fragilità personali.

FAQ

Di cosa è morta Enrica Bonaccorti e quanti anni aveva?

È morta a 76 anni per un tumore al pancreas, diagnosticato nel 2025 e raccontato pubblicamente in diverse apparizioni televisive recenti.

Quali programmi televisivi hanno reso famosa Enrica Bonaccorti?

È diventata popolare con Italia Sera, Pronto, chi gioca?, Cari genitori e la prima edizione di Non è la Rai.

Che ruolo ha avuto Enrica Bonaccorti nella musica italiana?

Ha scritto i testi di celebri canzoni di Domenico Modugno, tra cui La lontananza e Amara terra mia, diventando paroliera apprezzata.

Enrica Bonaccorti ha lavorato anche in radio e come giornalista?

Sì, ha condotto programmi su Rai Radio 1 e Radio 2, vinto il Microfono d’oro e firmato reportage e editoriali per importanti settimanali.

Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione sulla Bonaccorti?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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