I siti di e-commerce hanno cominciato, qualche anno fa, ad affollare la rete fino a diventare il canale d’acquisto più sfruttato. Sono pochi, infatti, i consumatori che non apprezzano la comodità degli acquisti online: basta disporre di una connessione internet, di una carte di pagamento e il gioco è fatto. Sarà per questo che, insieme al fenomeno della spesa online si sta diffondendo a macchia d’olio anche il problema a essa collegato: lo shopping compulsivo in rete.
Si tratta di una vera e propria patologia, la dipendenza da shopping online, con una natura fisiologica che risiede nel funzionamento cerebrale.Secondo gli studiosi dello Shulman Center for Compulsive Theft, Spending & Hoarding, ogni acquisto effettuato tramite computer,il cellulare o tramite i migliori tablet o cellulare sarebbe gratificante al punto da indurre la nostra mente a ricercare lo stesso appagamento in modo continuativo.
A scatenare questo impulso è proprio il centro della gratificazione, lo stesso coinvolto nei casi di dipendenza da altre sostanze (alcool o droga, ad esempio), ma non solo. Chi si “ammala” di shopping online potrebbe soffrire di mancanza di appagamento nei confronti della vita e ricercherebbe la soddisfazione mancata nell’acquisto compulsivo, giovandone in termini appunto di compiacimento per l’azione appena conclusa.
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Le categorie di soggetti colpiti sono estremamente diversificate (dalla casalinga alla studentessa, dall’operaio all’imprenditore), ma lo shopping compulsivo coinvolge un numero simile di uomini e donne. Questi, però, sfruttano il canale di internet per acquistare articoli differenti: mentre le donne puntano agli indumenti e agli accessori, gli uomini si focalizzano su acquisti più impegnativi come automobili e vacanze.
Vista la crescita esponenziale dell’online shopping (solo nel 2012, negli Stati Uniti, l’e-commerce ha portato introiti per un totale di 289 miliardi di dollari) il problema non è da sottovalutare.
Pensare che il fenomeno sia destinato a un graduale riassorbimento spontaneo sarebbe un errore; bisognerebbe invece studiarne a fondo le cause e le implicazioni socio-psicologiche al fine di sensibilizzare la popolazione su questa dipendenza.
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