Shakira ottiene l’assoluzione dal fisco spagnolo e un maxi rimborso
La cantante colombiana Shakira ha vinto il procedimento chiave contro il fisco spagnolo, relativo all’anno d’imposta 2011.
L’Audiencia Nacional di Madrid ha stabilito che l’artista non era residente fiscale in Spagna, annullando l’accusa di evasione e imponendo all’Agenzia delle Entrate spagnola un rimborso di circa 60 milioni di euro.
La decisione, arrivata nel 2026, chiude una delle pagine più controverse della carriera della star, perseguita per aver trascorso lunghi periodi a Barcellona fin dall’inizio della relazione con l’ex calciatore Gerard Piqué. La sentenza, basata su un rigoroso conteggio dei giorni di presenza sul territorio, ridisegna i confini tra vita privata delle celebrità e pretese del fisco, con possibili effetti sui futuri contenziosi tributari internazionali.
In sintesi:
- Shakira assolta dall’accusa di evasione fiscale per il 2011 in Spagna.
- Disposto rimborso di circa 60 milioni di euro, tra capitale e interessi.
- Determinante il conteggio dei giorni di permanenza sul territorio spagnolo.
- Restano aperti fronti fiscali sugli anni successivi, con possibili nuovi ricorsi.
Perché Shakira è stata assolta e come nasce il rimborso da 60 milioni
Il cuore della decisione riguarda lo status di residenza fiscale di Shakira nel 2011, anno in cui la cantante ha iniziato a frequentare Gerard Piqué dopo la relazione con Antonio de la Rua.
Il fisco sosteneva che la star vivesse stabilmente a Barcellona, pur non avendo dichiarato in Spagna i redditi globali. Nel 2021 all’artista era stata comminata una maxi sanzione da 55 milioni di euro, poi integralmente versata, mentre i legali avviavano il ricorso in sede giudiziaria.
L’Audiencia Nacional ha però accolto la tesi difensiva: i funzionari hanno attestato che Shakira era rimasta sul territorio spagnolo 163 giorni nel 2011, cioè venti in meno dei 183 giorni richiesti dalla normativa per configurare la residenza fiscale.
Da qui l’assoluzione e l’ordine di rimborsare circa 60 milioni di euro, cifra che include i 55 milioni pagati più interessi maturati, ribaltando completamente la precedente posizione dell’Agenzia delle Entrate spagnola.
Gli scenari futuri: contenziosi ancora aperti e impatto sulle star globali
La vittoria di Shakira sul 2011 non chiude però definitivamente il capitolo fiscale in Spagna.
L’amministrazione tributaria ha circa un mese per valutare un eventuale nuovo ricorso sulla sentenza dell’Audiencia Nacional, almeno per le questioni collegate agli anni successivi.
Nel 2023, infatti, la cantante aveva già raggiunto un accordo con la giustizia spagnola, ammettendo di aver frodato il fisco per 14,5 milioni di euro tra il 2012 e il 2014. In quell’occasione aveva accettato tre anni di reclusione, poi convertiti in sanzione pecuniaria, più una multa di 7 milioni di euro e ulteriore pagamento di 432mila euro per evitare il carcere.
La nuova decisione potrebbe ora influenzare strategie difensive di altre celebrità con residenza fra più Paesi, rafforzando il ruolo del criterio oggettivo dei giorni di presenza fisica nelle controversie sul domicilio fiscale internazionale.
FAQ
Perché Shakira ha ottenuto il rimborso dal fisco spagnolo?
Shakira lo ha ottenuto perché l’Audiencia Nacional ha accertato che nel 2011 non raggiunse i 183 giorni necessari per la residenza fiscale.
Quanti soldi riceverà Shakira dopo la sentenza sul 2011?
Shakira riceverà circa 60 milioni di euro, corrispondenti ai 55 milioni già versati nel 2021 più gli interessi maturati.
Il fisco spagnolo può ancora impugnare la decisione favorevole a Shakira?
Sì, il fisco può ancora impugnare la sentenza: dispone di circa un mese per valutare e presentare un ulteriore ricorso.
Quali accordi fiscali Shakira ha già concluso per gli anni successivi?
Shakira ha ammesso frodi per 14,5 milioni tra 2012 e 2014, accettando sanzioni economiche, tre anni di reclusione convertiti in multa e pagamenti aggiuntivi.
Da quali fonti è stata elaborata la ricostruzione del caso Shakira?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.




