Benzina e diesel, verso la proroga del taglio accise e lo spettro sciopero
Il governo italiano sta valutando come prorogare il taglio delle accise sui carburanti, in scadenza venerdì 22 maggio, per evitare nuovi rincari alla pompa e tensioni sociali. Roma cerca almeno alcune centinaia di milioni di euro per prolungare lo sconto su benzina e gasolio, misura che tra marzo e maggio è già costata circa 1,3 miliardi di euro, considerando anche il mancato gettito Iva.
Parallelamente, dal 25 al 29 maggio incombe lo sciopero nazionale dei camionisti promosso da Unatras, preoccupata per l’esplosione dei costi del gasolio commerciale e per i margini ormai negativi di molte imprese di autotrasporto.
Il governo, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini in prima linea, punta a scongiurare il blocco, che rischierebbe di paralizzare la logistica e svuotare i negozi in tutta Italia.
In sintesi:
- Il taglio delle accise su benzina e diesel scade il 22 maggio e pesa sui conti pubblici.
- Senza proroga, benzina oltre 2 euro/litro e diesel fino a 2,222 euro/litro.
- I camionisti minacciano sciopero nazionale dal 25 al 29 maggio contro il caro gasolio.
- Il governo valuta proroga sconto e crediti d’imposta per l’autotrasporto.
Prezzi, costi per lo Stato e rischio stop del trasporto merci
Il taglio attuale prevede una riduzione di 24,4 centesimi al litro sul gasolio e 6,1 centesimi sulla benzina. I prezzi medi comunicati dal ministero delle Imprese indicano oggi la verde a 1,951 euro/litro e il diesel a 1,978 euro/litro in modalità self sulla rete ordinaria, esclusa l’autostrada.
Rispetto a dieci giorni fa, la benzina è salita di circa 2 centesimi al litro, mentre il gasolio è sceso di 3,7 centesimi, con un risparmio di circa 2 euro su un pieno da 50 litri.
Senza sconto, la benzina salirebbe a 2,012 euro/litro e il gasolio a 2,222 euro/litro: l’impatto su un pieno da 50 litri sarebbe di circa 3 euro in più per la verde e 12 euro in più per il diesel.
Secondo le stime basate sulle risorse stanziate e sul mancato incasso dell’Iva, la misura è costata circa 400 milioni solo a maggio, oltre ai 900 milioni tra marzo e aprile, quando lo sconto era più generoso.
Il responsabile economico di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, ha anticipato che il taglio verrà *“sicuramente prorogato”*, anche se la copertura finanziaria non è ancora stata formalizzata.
Nel frattempo pesa il contesto internazionale, con le tensioni in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz a condizionare la volatilità dei mercati energetici e le prospettive sui prezzi alla pompa.
La protesta dell’autotrasporto, guidata da Unatras, nasce proprio dal caro gasolio commerciale. L’associazione denuncia che *“una parte significativa delle imprese opererebbe attualmente con margini compressi o negativi”*.
Tra le richieste centrali c’è il ripristino del rimborso sulle accise del diesel e un quadro di sostegni strutturali.
Venerdì è previsto un tavolo tra esecutivo e sindacati di categoria. Matteo Salvini ha annunciato l’intenzione di *“ravvivare un credito di imposta e trovare alcune centinaia di milioni di euro per coprire i bilanci che altrimenti sono in perdita”*.
Confartigianato Trasporti Sicilia parla di imprese schiacciate dall’aumento dei costi di gestione, da difficoltà operative quotidiane e da una progressiva perdita di competitività.
L’organizzazione chiede risposte rapide su tutela delle aziende, contenimento dei costi di esercizio, sicurezza stradale, regolarità del mercato e rispetto delle regole per garantire concorrenza leale.
Salvini ha riconosciuto le ragioni dei camionisti sottolineando che *“fermare per una settimana i camion vuol dire avere i negozi vuoti e l’Italia nel caos”*.
Scenari futuri tra finanza pubblica, logistica e consumi interni
La proroga del taglio accise e i possibili crediti d’imposta per l’autotrasporto aprono un delicato equilibrio tra sostegno all’economia reale e tenuta dei conti pubblici.
Senza interventi stabili, il sistema logistico rischia un progressivo deterioramento, con effetti diretti sui prezzi al consumo e sull’inflazione.
L’eventuale sciopero di fine maggio sarebbe un test sulla capacità del governo di prevenire shock nell’approvvigionamento di beni essenziali e di garantire continuità alle filiere produttive.
Nei prossimi mesi, la combinazione tra dinamica internazionale del petrolio, scelte fiscali nazionali e negoziato con le associazioni di categoria determinerà l’andamento dei carburanti e l’impatto su famiglie e imprese.
FAQ
Quando scade l’attuale sconto sulle accise di benzina e diesel?
Lo sconto attualmente in vigore scade venerdì 22 maggio, salvo proroga da parte del governo in seguito al reperimento delle risorse.
Quanto aumenterebbero benzina e diesel senza proroga dello sconto?
Senza proroga, la benzina salirebbe a circa 2,012 euro/litro, il diesel fino a 2,222 euro/litro, con forti rincari sui pieni.
Perché i camionisti minacciano uno sciopero nazionale a fine maggio?
Lo sciopero è motivato dall’aumento del prezzo del gasolio commerciale, dai margini negativi e dall’assenza di sostegni strutturali al settore.
Quali misure sta valutando il governo per il settore autotrasporto?
Il governo sta valutando la proroga del taglio accise, il ripristino di rimborsi sulle accise e un credito d’imposta mirato.
Quali sono le principali fonti informative utilizzate per questo articolo?
L’articolo è stato elaborato dalla Redazione su base congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



