La notizia in sintesi
- CERT-AGID segnala una campagna di sextortion arrivata in Italia.
- Le email usano impropriamente il nome di ShinyHunters.
- I truffatori chiedono 2.000 dollari in Bitcoin entro 48 ore.
- La raccomandazione è non pagare, non rispondere e segnalare.
Riassunto generato con AI
Sextortion in Italia con il nome ShinyHunters
Il CERT-AGID ha rilevato in Italia una campagna internazionale di sextortion via email che si presenta falsamente come attribuibile a ShinyHunters, gruppo criminale attivo dal 2019 e noto per violazioni contro grandi aziende. La prima comparsa italiana è stata segnalata il 28 luglio, dopo una circolazione internazionale iniziata ad aprile.
I messaggi sostengono che la vittima abbia cliccato collegamenti pericolosi e che gli autori abbiano compromesso account e dispositivi. Il fine è ottenere denaro facendo leva su paura, vergogna e urgenza, attraverso la minaccia di diffondere presunti video intimi a contatti personali e professionali.
La richiesta indicata nelle email è di 2.000 dollari in Bitcoin, da versare entro 48 ore dall’apertura del messaggio. Il CERT-AGID invita a non interagire con il mittente, a non effettuare pagamenti e a eliminare la comunicazione dopo averla eventualmente segnalata.
Come funziona il ricatto e perché è un bluff
Lo schema descritto è ricorrente: gli autori affermano di aver violato il database di un servizio online, installato un exploit su telefono e altri dispositivi, quindi acquisito accesso a fotocamera, microfono, tastiera, foto, cronologia, conversazioni e rubrica. Queste dichiarazioni servono a rendere credibile il ricatto.
Secondo il testo della campagna, esisterebbero registrazioni intime da inviare a familiari, amici e colleghi. Nella forma di sextortion via email descritta dal CERT-AGID, però, il materiale è presunto e il meccanismo si basa su un bluff: i dettagli tecnici, anche quando la scrittura appare curata, non provano alcuna compromissione.
Il nome ShinyHunters viene usato come leva psicologica. Il gruppo, contattato dal sito di cybersicurezza BleepingComputer, ha negato qualunque coinvolgimento; inoltre, il wallet Bitcoin indicato nella campagna risulta privo di movimenti, elemento che rafforza l’ipotesi di una frode seriale.
Analisi svolte all’estero hanno rilevato che alcuni indirizzi destinatari comparivano in archivi diffusi in passato e riconducibili, per esempio, alla violazione di Substack. Per gli indirizzi italiani, tuttavia, il CERT-AGID non ha identificato l’origine.
Le misure immediate per proteggere account e dati
La priorità è interrompere il contatto: rispondere anche per contestare l’accusa conferma che la casella email è attiva e può favorire nuovi tentativi. Allegati e link non vanno aperti, perché potrebbero veicolare malware anziché prove del presunto accesso.
Se nel messaggio appare una password realmente usata, occorre cambiarla subito su ogni servizio dove risulta ancora attiva e attivare l’autenticazione a due fattori quando disponibile. Un gestore di password può ridurre il riutilizzo delle stesse credenziali.
Dopo la verifica, l’email va segnalata come spam ed eliminata. Per contribuire alla mappatura del fenomeno, il messaggio può essere inoltrato al CERT-AGID o segnalato alla Polizia Postale; il conto alla rovescia di 48 ore non richiede decisioni immediate.
FAQ
Che cos’è la sextortion via email?
Sì, è un’estorsione basata sulla minaccia di diffondere contenuti intimi, reali o presunti. In questa campagna, i truffatori sostengono senza prova di possedere video della vittima.
Chi ha segnalato la campagna in Italia?
Sì, la segnalazione è stata diffusa dal CERT-AGID, che ha indicato il 28 luglio come prima comparsa in Italia delle email osservate.
Quanto denaro chiedono i truffatori?
Sì, la richiesta riportata è di 2.000 dollari in Bitcoin, con un termine di 48 ore calcolato dall’apertura dell’email ricevuta.
ShinyHunters è coinvolto nelle email?
No, ShinyHunters ha negato il coinvolgimento dopo essere stato contattato da BleepingComputer. Il nome viene usato per rendere il ricatto più credibile.
Su quali fonti si basa questa verifica?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui libero.it.



