Sal Da Vinci chiarisce sulle nozze gay e difende l’amore universale

Sal Da Vinci chiarisce sulle nozze gay e difende l’amore universale

8 Marzo 2026

Sal Da Vinci difende l’amore universale dopo le polemiche su Sanremo

Chi: il cantante napoletano Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026. Cosa: replica alle accuse di fanatismo religioso, patriarcato e scarsa inclusività rivolte al brano “Per Sempre Sì”, chiarendo la propria posizione su matrimoni gay e diritti LGBTQ+. Dove: tra interviste a My Secret Case, al settimanale Oggi e nel programma Sanremo Top. Quando: durante e nei giorni immediatamente successivi al Festival 2026. Perché: per ribadire che la sua canzone, pur radicata in un immaginario matrimoniale tradizionale, vuole essere un inno all’“amore universale” e a tutte le forme di famiglia, comprese le unioni tra persone dello stesso sesso.

In sintesi:

  • Sal Da Vinci respinge le accuse di fanatismo religioso e patriarcato legate al brano sanremese.
  • Il cantante si dichiara favorevole ai matrimoni gay e alla piena libertà di amare.
  • Rivendica una visione di “amore universale” estesa a tutte le famiglie, non solo etero.
  • Le polemiche riaprono il dibattito sulla rappresentazione LGBTQ+ nella musica italiana.

Le dichiarazioni di Sal Da Vinci e il nodo dei matrimoni gay

Le critiche a Sal Da Vinci sono esplose dopo Sanremo, quando alcune voci femministe e commentatori come Aldo Cazzullo hanno letto in “Per Sempre Sì” un elogio del patriarcato e di una religiosità invasiva, citando passaggi come *“Te lo prometto davanti a Dio”* e *“sarà per sempre sì”*.

Già durante la settimana festivaliera, però, l’artista aveva collegato il brano al tema dei diritti LGBTQ+. In un’intervista a My Secret Case ha preso posizione sui matrimoni tra persone dello stesso sesso: *“Cosa ne penso dei matrimoni gay? Assolutamente libertà per tutti quelli che amano. (…) Ognuno l’amore e la vita deve viversela a modo suo”*.

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Nell’intervista a Oggi, Sal Da Vinci ha ulteriormente precisato: *“In Per Sempre Sì non parlo solo di matrimonio e amore tra un uomo e una donna. Io parlo di amore universale, perché per me una famiglia è composta da due persone che si vogliono bene”*.

Il cantante lega questo concetto a un’idea di “promessa” come impegno etico e affettivo: *“La promessa, l’impegno ci salva la vita (…) Anche la fede è una promessa, così come l’impegno a rimanere una persona onesta”*.

A Sanremo Top ha ribadito in diretta: *“Ho voluto raccontare fortemente l’amore, ma l’amore universale (…) Amore per tutti”*. Un messaggio che punta a superare la contrapposizione tra visione religiosa e diritti civili, proponendo la canzone come racconto autobiografico, non come manifesto contro le minoranze.

Rappresentazione LGBTQ+ nella musica italiana: una sfida ancora aperta

Al di là del caso Sal Da Vinci, la discussione mette a fuoco un nodo strutturale: nella musica italiana le storie d’amore esplicitamente LGBTQ+ restano sottorappresentate, anche quando a cantare sono artisti dichiaratamente gay o queer.

Mentre nel cinema e nelle serie tv internazionali – da *Heartstopper* a *Pose* – la normalizzazione di relazioni non eterosessuali è ormai consolidata, le hit radiofoniche italiane continuano spesso a raccontare l’amore con pronomi neutri o evitando accuratamente di indicare il genere della persona amata.

Il paradosso evidenziato da più critici è doppio: da un lato si accusa un brano tradizionale come “Per Sempre Sì” di scarsa inclusività, dall’altro si nota come molti cantanti LGBTQ+ restino prudenti, se non reticenti, quando si tratta di trasporre nei testi il proprio vissuto sentimentale in modo diretto e riconoscibile.

In questo quadro, la posizione di Sal Da Vinci – favore ai matrimoni gay, centralità dell’“amore universale”, difesa della propria narrazione personale – appare meno problematica di quanto sostenuto nelle prime reazioni a caldo, e può persino diventare occasione per chiedere più coraggio narrativo a tutto il settore discografico.

Verso canzoni che raccontino davvero tutti gli amori

La vicenda di Per Sempre Sì mostra come oggi ogni successo pop diventi immediatamente terreno di scontro culturale, soprattutto quando tocca matrimonio, fede e identità.

Più che fermarsi alle accuse di fanatismo religioso, il dibattito potrebbe ora concentrarsi su una domanda più produttiva: quando la musica italiana inizierà a raccontare con la stessa naturalezza i giuramenti d’amore di coppie etero, gay, lesbiche e queer, come già avviene nelle serie internazionali citate dai fan sui social?

Il passo successivo, per artisti e industria, sarà trasformare l’“amore universale” da formula rassicurante a rappresentazione concreta di tutte le esperienze affettive reali, incluse quelle finora più invisibili.

FAQ

Cosa ha detto Sal Da Vinci sui matrimoni gay?

Ha dichiarato esplicitamente di essere favorevole: *“Assolutamente libertà per tutti quelli che amano”*, includendo i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Perché la canzone Per Sempre Sì è stata criticata?

È stata accusata di promuovere patriarcato e fanatismo religioso per i riferimenti al giuramento “davanti a Dio” e al matrimonio tradizionale.

Sal Da Vinci discrimina le famiglie LGBTQ+ nella sua canzone?

No, sostiene di parlare di “amore universale” e definisce famiglia “due persone che si vogliono bene”, senza escludere le coppie LGBTQ+.

Cosa significa amore universale per Sal Da Vinci?

Indica un amore in tutte le sue sfumature: tra partner, nella famiglia, nella fede e nei valori di onestà e impegno reciproco.

Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.


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