PwC guida la rivoluzione crypto: strategia pro-mercato tra regolatori USA più aperti e domanda istituzionale crescente

PwC guida la rivoluzione crypto: strategia pro-mercato tra regolatori USA più aperti e domanda istituzionale crescente

7 Gennaio 2026

Svolta di PwC verso gli asset digitali

PWC cambia passo sulle criptovalute, passando da prudenza operativa a un impegno attivo nei servizi per crypto e asset digitali. La decisione, riportata dal Financial Times, risponde a un quadro normativo statunitense più definito e alla spinta della domanda da parte di grandi aziende e istituzioni. L’obiettivo è offrire audit, consulenza e risk management dedicati, colmando il gap lasciato da anni di cautela settoriale.

Per lungo tempo, il network aveva limitato l’esposizione a operatori crypto per timori regolatori, rischi reputazionali e incertezze giuridiche, acuiti dal caso FTX del 2022. Ora l’orientamento cambia: la linea è “lean in”, con strutture, competenze e processi pensati per supportare tokenizzazione, pagamenti digitali e governance degli asset on-chain.

L’avanzata non è un’apertura indiscriminata: l’abilitazione dei mandati seguirà criteri di conformità stringenti, valutazioni KYC/AML e policy di indipendenza aggiornate per l’audit dei fornitori crypto. La priorità è intercettare l’adozione istituzionale preservando qualità del controllo e tracciabilità dei dati.

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Vento regolatorio favorevole negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti si consolida un quadro più chiaro sugli asset digitali, spingendo player tradizionali a riallineare strategie e servizi. L’amministrazione Trump ha favorito un approccio meno conflittuale, aprendo spazio a regole operative comprensibili per istituzioni e imprese. Il Genius Act, approvato nel luglio 2025, ha introdotto una cornice legale per gli stablecoin e ha autorizzato le banche a emettere propri token, riducendo l’incertezza normativa.

La nomina di vertici pro-crypto alla SEC ha orientato la supervisione verso processi più strutturati, superando la fase difensiva post-FTX. Ne derivano standard più prevedibili per emissione, custodia e trasparenza, elementi cruciali per gli audit.

Questo cambio di passo rende più praticabile l’onboarding di clienti regolati e l’integrazione di strumenti di pagamento tokenizzati. Per gli operatori professionali, significa poter offrire consulenza su governance, compliance e controllo del rischio con metriche verificabili e requisiti di disclosure stabilizzati.

Reazioni e strategie dei Big Four

I Big Four si riallineano sul fronte crypto, traducendo la domanda istituzionale in offerte strutturate di audit, risk e compliance. Deloitte ha pubblicato una roadmap contabile per i token, con linee guida operative su classificazione, reporting e impairment.

KPMG definisce il 2025 come “tipping point” per l’adozione nel business tradizionale, preparando servizi di conformità, gestione del rischio e controlli interni per emittenti e custodi di asset digitali.

EY amplia il perimetro su fiscalità e M&A nel comparto crypto, mirando a scenari di integrazione, due diligence tecnologica e struttura fiscale per operazioni su token e piattaforme.

Il riposizionamento non implica un allentamento dei presidi: permangono filtri KYC/AML, verifiche di indipendenza e criteri di ammissione selettivi per clienti ad alta complessità.

L’obiettivo condiviso è standardizzare metodologie di audit on-chain, migliorare la tracciabilità dei dati e creare playbook settoriali replicabili.

La convergenza tra pratiche contabili, tassonomia degli asset e requisiti di disclosure punta a ridurre arbitraggi normativi e a facilitare la scalabilità dei mandati cross-giurisdizione.

Implicazioni per imprese e infrastrutture finanziarie

Per le grandi imprese, l’apertura di PWC e dei Big Four accelera progetti su pagamenti digitali, tokenizzazione di asset e gestione dati su blockchain, portando auditability e controlli interni allineati ai requisiti dei mercati regolati. La disponibilità di standard contabili e presidi di compliance rende praticabili casi d’uso finora frenati da incertezza normativa.

Sul fronte delle infrastrutture, il quadro delineato dal Genius Act e dalla SEC favorisce reti di regolamento con stablecoin bancari, soluzioni di custodia istituzionale e sistemi di KYC/AML interoperabili, con dati verificabili on-chain per ridurre costi di riconciliazione. Per banche e PSP si apre lo spazio per integrare wallet conformi, controlli di segregazione e attestazioni periodiche.

La standardizzazione dei processi consente due diligence più rapide su emissioni di token e fusioni tecnologiche, mentre la maggiore chiarezza sulle responsabilità di disclosure sostiene il finanziamento di progetti infrastrutturali. Resta centrale la resilienza operativa: continuità del servizio, cybersecurity e governance dei nodi diventano metriche di audit, non più optional di progetto.

FAQ

  • Quali benefici immediati ottengono le imprese? Accesso a audit e compliance su crypto, con standard contabili e controlli interni applicabili a pagamenti digitali e tokenizzazione.
  • Come cambia il ruolo delle banche? Possono emettere stablecoin, offrire custodia istituzionale e integrare wallet conformi con presidi KYC/AML.
  • Che impatto ha il Genius Act? Fornisce un quadro legale per stablecoin e asset digitali bancari, riducendo incertezza e costi di conformità.
  • Quali sono le priorità di controllo? Segregazione degli asset, tracciabilità on-chain, resilienza operativa e cybersecurity con attestazioni periodiche.
  • Come si facilita la tokenizzazione? Con tassonomie contabili, disclosure standardizzate e metodologie di audit replicabili cross-giurisdizione.
  • Quali use case diventano più praticabili? Pagamenti istantanei, regolamento con stablecoin, custodia regolata e M&A su piattaforme di asset digitali.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
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