Petrolio in impennata spinge i prezzi dei voli: il trasporto aereo affronta una nuova crisi

Petrolio verso 175 dollari, le compagnie aeree preparano rincari record
Il Ceo di United Airlines Scott Kirby avverte i dipendenti: il prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 175 dollari al barile e restare sopra quota 100 almeno fino alla fine del 2027.
Nel pieno della guerra che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran, il settore aereo globale affronta il più grave shock sui costi dai tempi della pandemia.
La crisi arriva dopo l’abbandono generalizzato, tra 2024 e 2025, delle coperture sul carburante, mentre il jet fuel – oltre il 40% dei costi operativi – è quasi raddoppiato in tre settimane, mettendo sotto pressione conti economici, rotte e tariffe.
In sintesi:
- Il jet fuel è raddoppiato in tre settimane, costo oltre il 40% delle spese operative.
- United Airlines stima +11 miliardi di dollari di costi annui se i prezzi resteranno elevati.
- Le compagnie trasferiscono i rincari sui biglietti, con tariffe quasi triplicate in poche settimane.
- In arrivo tagli di rotte e capacità, ma la domanda di viaggio resta sorprendentemente robusta.
Secondo dati Argus Media, il carburante per aerei è quasi raddoppiato nelle ultime tre settimane.
Per United, ciò significa potenzialmente circa 11 miliardi di dollari di costi annui aggiuntivi, ha calcolato Kirby in una lettera interna.
Il tutto mentre il settore si trova esposto, avendo in gran parte rinunciato al fuel hedging, l’assicurazione storicamente usata per stabilizzare i conti in fasi di volatilità estrema dei prezzi energetici.
Tariffe in forte rialzo e domanda ancora resiliente
Di fronte a un rincaro strutturale del carburante, le compagnie aeree puntano a difendere i margini trasferendo i costi sui viaggiatori.
Un’analisi di Deutsche Bank mostra come il prezzo medio di un volo transcontinentale sia balzato da 167 dollari a 414 dollari tra fine febbraio e metà marzo.
Sulle rotte leisure, l’impatto è ancora più evidente: un New York–Santo Domingo operato da JetBlue è passato da 166 a 566 dollari in tre settimane, oltre quattro volte il prezzo di un anno fa.
Nonostante i rincari, la domanda di viaggio resta robusta.
Kirby indica le ultime dieci settimane come le migliori di sempre per United in termini di ricavi da prenotazioni.
Anche il Ceo di Delta Air Lines Ed Bastian segnala vendite in crescita del 25% nella settimana precedente al 17 marzo rispetto allo stesso periodo 2023, con cinque dei dieci giorni migliori di sempre registrati dall’inizio del conflitto.
Bastian afferma che Delta si trova in una *“posizione di forza”* per aumentare le tariffe e assorbire parte della volatilità grazie alla propria raffineria, che funge da copertura industriale contro gli shock petroliferi.
Il modello integrato di Delta riduce la dipendenza dai mercati derivati, ma non elimina il rischio di lungo periodo.
In questo contesto, la capacità di fissare i prezzi diventa il principale strumento di difesa per le grandi compagnie legacy.
Rotte tagliate, capacità modulata e scenari futuri
Accanto ai rincari, emergono già segnali di razionalizzazione dell’offerta.
Secondo il professore Martin Dresner dell’Università del Maryland, sono probabili cancellazioni e riduzioni delle rotte, come avvenuto durante la pandemia.
Delta ha sospeso i voli New York–Tel Aviv fino al 31 maggio e Tel Aviv–New York fino al 1° giugno, rinviando inoltre la ripresa del collegamento Atlanta–Tel Aviv almeno fino ai primi giorni di agosto.
United prevede di ridurre i voli nei periodi di minore domanda: notturni (redeye) e collegamenti del martedì, mercoledì e sabato nel secondo e terzo trimestre.
La compagnia ha inoltre sospeso le rotte verso Tel Aviv e Dubai per ragioni legate al conflitto in corso.
*“Nel breve periodo non ha senso continuare a bruciare liquidità su voli che non riescono ad assorbire questi costi del carburante”*, ha scritto Kirby, pur confermando invariati i piani di consegna dei nuovi aeromobili e la crescita della capacità dal 2027 in avanti.
Se il petrolio dovesse stabilizzarsi vicino ai 175 dollari, l’industria aerea globale sarebbe chiamata a un nuovo reset strategico.
Probabili conseguenze: consolidamento tra vettori più deboli, maggiore segmentazione dei prezzi, ulteriore peso di ancillari e premium economy nei conti economici.
Per i passeggeri, lo scenario più realistico nel prossimo triennio è un trasporto aereo strutturalmente più caro, con maggiore volatilità su rotte geopoliticamente sensibili.
FAQ
Perché il prezzo del biglietto aereo sta aumentando così rapidamente?
Aumenta perché il costo del jet fuel è quasi raddoppiato in tre settimane e rappresenta oltre il 40% dei costi operativi delle compagnie.
Quanto potrebbe salire il prezzo del petrolio secondo United Airlines?
Secondo Scott Kirby, il petrolio potrebbe arrivare a 175 dollari al barile e rimanere sopra 100 dollari fino al 2027.
Le compagnie aeree ridurranno voli e rotte nel 2024-2025?
Sì, è probabile. Delta e United hanno già sospeso collegamenti verso Tel Aviv e modulato la capacità nei periodi di minore domanda.
La domanda di viaggi aerei sta calando per via dei rincari?
No, al momento resta sostenuta. United registra le migliori dieci settimane di sempre e Delta segnala vendite in crescita del 25% annuo.
Quali sono le fonti delle informazioni su compagnie aeree e petrolio?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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