Orchestra Sanremo cachet, cifre e compensi dietro il Festival televisivo

Festival di Sanremo 2026, orchestra, cachet e direttori d’orchestra
La 76ª edizione del Festival di Sanremo si svolge al Teatro Ariston di Sanremo dal 24 al 28 febbraio 2026. Alla guida c’è Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e da co-conduttori diversi ogni sera. L’evento coinvolge 30 artisti in gara più 4 Nuove Proposte e un’orchestra di circa 60 elementi, cuore sonoro della manifestazione.
Conti ha anticipato che questa potrebbe essere la sua ultima conduzione del Festival, alimentando le ipotesi su nuovi volti alla guida dal 2027, tra cui quello di Stefano De Martino. Al centro del dibattito c’è anche il tema dei compensi degli orchestrali, su cui mancano dati ufficiali ma circolano cifre ufficiose considerate da molti poco adeguate all’impegno richiesto.
In sintesi:
- Festival di Sanremo 2026 dal 24 al 28 febbraio al Teatro Ariston.
- Carlo Conti annuncia l’ultima conduzione; tra i possibili successori Stefano De Martino.
- Circa 60 orchestrali impegnati, con prove intense e serate oltre le quattro ore.
- Cachet orchestra stimato intorno ai 1.900-2.000 euro, senza conferme ufficiali.
Orchestra di Sanremo, impegno, compensi e direttori d’orchestra
Il valore distintivo del Festival di Sanremo resta l’esecuzione dal vivo: circa 60 orchestrali, metà dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e metà professionisti esterni, sostengono ogni esibizione con arrangiamenti complessi e cambi di set rapidissimi.
Settimane di prove serrate precedono le cinque serate televisive: giornate intere in sala, poi dirette che superano regolarmente le quattro ore, con fine a notte inoltrata e ripresa delle prove già al mattino. Per i musicisti è una vera prova di resistenza fisica e mentale, oltre che un prestigioso biglietto da visita professionale.
Sul fronte economico, non esistono comunicazioni ufficiali Rai sui cachet dell’orchestra di Sanremo. Nel 2020 l’ex presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, Livio Emanueli, parlò di un compenso forfettario intorno ai 1.900 euro. Il maestro Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra del Festival, aveva citato circa 2.000 euro netti per circa cinque settimane di lavoro complessivo. In passato era circolata anche la cifra di 50 euro al giorno, oggetto di polemiche. Tutte indicazioni, però, prive di conferme ufficiali aggiornate.
Ben diverso il quadro per i direttori d’orchestra, scelti direttamente dagli artisti in gara e retribuiti privatamente, con compensi variabili in base a notorietà e ruolo negli arrangiamenti. L’edizione 2026 segna inoltre l’assenza del maestro Beppe Vessicchio, scomparso pochi mesi fa, figura simbolo dell’Ariston per decenni: il suo ruolo viene raccolto da una nuova generazione di direttori che firmano le 30 direzioni ufficiali.
Direttori d’orchestra 2026 e prospettive future del Festival
Per l’edizione 2026, la direzione musicale dei brani in gara è affidata a un ampio parterre di professionisti: Fabio Barnaba per Raf; Giuseppe Barbera per Arisa; Nicole Brancale per Serena Brancale; Enrico Brun per Enrico Nigiotti e Mara Sattei; Carolina Bubbico per Ditonellapiaga; Diego Calvetti per Ermal Meta; Enzo Campagnoli per Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini, Samurai Jay; Valeriano Chiaravalle per Eddie Brock, Sal Da Vinci, Francesco Renga, Angelica Bove, Fedez & Masini; Fausto Cigarini per Chiello; Francesco D’Alessio per LDA & Aka 7even; Enrico Melozzi per Bambole di Pezza, Leo Gassmann, Blind, El Ma & Soniko; Giovanni Pallotti per Sayf, Tredici Pietro; Alterisio Paoletti per Michele Bravi; Pietro Paroletti per Fulminacci; Daniele Parziani per Malika Ayane; Carmelo Patti per J-Ax, Tommaso Paradiso, Nicolò Filippucci, Maria Antonietta & Colombre; Adriano Pennino per Luchè; Valter Sivilotti per Patty Pravo; Alessandro Trabace per Levante; Riccardo Zangirolami per Nayt e Mazzariello.
Questa mappa di collaborazioni mostra come Sanremo rimanga un hub centrale per l’industria musicale italiana, dove orchestra, arrangiatori e direttori costruiscono il suono che poi alimenta classifiche, streaming e programmazioni radio. Le discussioni sui compensi e sulla successione a Carlo Conti anticipano un inevitabile ripensamento del format dopo il 2026, in cui la centralità dell’orchestra potrebbe diventare ancora più strategica per distinguere il Festival nell’ecosistema digitale e nelle piattaforme globali.
FAQ
Quanti orchestrali suonano al Festival di Sanremo 2026?
Secondo le informazioni disponibili, a Sanremo 2026 sono impegnati circa 60 orchestrali, metà dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e metà selezionati tra professionisti esterni.
Quanto guadagna indicativamente un orchestrale a Sanremo 2026?
Indicativamente, dichiarazioni passate parlano di 1.900-2.000 euro netti per circa cinque settimane di lavoro, ma mancano conferme ufficiali aggiornate da parte della Rai.
Chi dirige l’orchestra per i principali big in gara?
Tra i principali direttori figurano Fabio Barnaba per Raf, Enrico Brun per Enrico Nigiotti e Mara Sattei, Carolina Bubbico per Ditonellapiaga, Enrico Melozzi per diversi artisti.
Perché l’orchestra è così importante per il Festival di Sanremo?
L’orchestra garantisce esecuzioni dal vivo complesse, arrangiamenti originali e una qualità sonora distintiva che differenzia Sanremo da molti altri show musicali basati su basi preregistrate.
Da quali fonti è stata ricostruita questa analisi sul Festival di Sanremo?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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