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On?/Off isolarsi completamente dal mondo digitale un esperimento che non è solo una questione di scelta

26 Dicembre 2013

Quando il libero arbitrio viene sopraffatto dalla tecnologia, quando la volontà individuale nulla può di fronte al delirio della comunicazione digitale, ecco che dalla mente di alcuni giovani designer australiani nasce “On?/Off”.

Un piccolo ambiente schermato, di appena 12mq, protetto da qualsiasi tipo di interazione elettromagnetica con l’esterno, diventa l’emblema della ricerca di se stessi, nella fagocitante frenesia della società moderna.

L’idea prende spunto da un analogo progetto sviluppato dallo scienziato inglese Joseph Faraday, che nel lontano 1830 costruì l’omonima “Gabbia di Faraday”, una cabina protetta da radiazioni elettromagnetiche sia in entrata che in uscita, e costruita con dei materiali elettricamente conduttori tali da isolare l’ambiente.

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Nonostante la creazione di Faraday abbia quasi due secoli di vita, si sposa perfettamente con le esigenze dei designer australiani, che hanno ben pensato di regalare un po’ di tranquillità a chi si trova al suo interno, mettendolo al riparo dall'”iperconnettività onnipresente”.

Come dichiara Timothy Moore, uno dei realizzatori del progetto: “Oggi, la connettività è percepita come qualcosa di inquestionabilmente positivo: viviamo in un mondo pieno di notifiche push, aggiornamenti di stato, retweet e like. Siamo monitorati dai social network, bersagliati da Apple e spiati da Google Street View. Ci siamo chiesti, quindi, come possa essere lo stato opposto, e cosa abbia da offrire”.
Il materiale utilizzato dal collettivo, che si fa chiamare Sibling, è costituito da dei fogli isolanti riflettenti, rivestiti da numerosi specchi incasellati in una struttura dal colore rosso.

Al suo interno è impossibile utilizzare qualsiasi dispositivo elettronico al fine di comunicare con il mondo circostante. Ciononostante, il gruppo non ha lo scopo di promuovere un eventuale passo indietro rispetto alla connettività dilagante, ma si propone umilmente di “diminuire l’ansietà” delle persone, che pare facciano una fatica mostruosa a fare a meno di comunicare in ogni momento. Come se la tecnologia fosse un qualcosa di irrinunciabile, come se gli individui fossero stati spogliati della capacità di decidere come e quando fare qualcosa. Sorge legittimo chiedersi quale sia il reale bisogno di questa creazione, dal momento che basterebbe spegnere il proprio device per ritrovare la serenità perduta, tuttavia il progetto “ON?/OFF” prende forma proprio in virtù di questa ovvia obiezione.

Nasce, cioè, per una società che si ritrova a fare qualcosa senza averne pienamente coscienza, esautorata dalla libertà individuale di poter premere semplicemente il bottone “off” e disconnettersi per un momento dal vortice tecnologico in cui è stata inghiottita. Internet è sempre più assimilabile ad una funzione vitale, una irrinunciabile esigenza, ed essere tagliati fuori dal mondo del web crea panico e ansia tra le persone. Le prime reazioni all’interno della gabbia, secondo quanto riportato dal promotore dell’iniziativa, sono quelle di prendere in mano lo smartphone e vedere progressivamente le tacche della connessione Wifi ridursi inesorabilmente.

Il fantomatico interruttore che da il titolo all’opera del collettivo Sibling, risiede metaforicamente in ogni individuo. Bisognerebbe solamente riappropriarsi della smarrita facoltà di scegliere quando tenerlo acceso e quando invece, disattivarlo.

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