Nvidia punta forte su CoreWeave e rafforza l’asse strategico con OpenAI

Nvidia punta forte su CoreWeave e rafforza l’asse strategico con OpenAI

27 Gennaio 2026

Nvidia investe 2 miliardi di dollari in CoreWeave ampliando la sua collaborazione con OpenAI

Nuova mossa strategica

Nvidia ha investito 2 miliardi di dollari in CoreWeave acquistando azioni ordinarie di Classe A a 87,20 dollari l’una, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione di 5 gigawatt di infrastrutture per l’intelligenza artificiale entro il 2030. L’annuncio ha innescato un rialzo in Borsa, con i titoli della società cloud specializzata in GPU che hanno registrato un balzo di circa il 12% nelle contrattazioni successive alla comunicazione al mercato.

La partnership si inserisce in uno scenario di domanda esplosiva di potenza di calcolo e, soprattutto, di energia per alimentare data center di nuova generazione dedicati all’AI generativa. Il nuovo accordo prevede che il gruppo guidato da Jensen Huang affianchi il management di CoreWeave nell’accesso a terreni, capacità di rete elettrica e soluzioni ingegneristiche per strutture su larga scala, con una regia integrata tra hardware, software e infrastruttura.

Il rafforzamento del capitale segue impegni commerciali già sostanziali: in un filing di settembre è emerso che Nvidia si era già vincolata ad acquistare da CoreWeave servizi cloud per oltre 6 miliardi di dollari, segnale di una relazione industriale di lungo periodo che va oltre l’ordinario rapporto fornitore-cliente e si avvicina a un vero modello di co-sviluppo.

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Corsa ai data center per l’AI

Quella tra Nvidia e CoreWeave è una risposta diretta al fabbisogno crescente di capacità per l’addestramento e l’esecuzione di modelli avanzati di intelligenza artificiale generativa, inclusi quelli sviluppati da OpenAI. L’azienda cloud è diventata in pochi anni uno dei player di riferimento per infrastrutture GPU-on-demand, dopo la quotazione in Borsa di marzo e una serie di finanziamenti in debito e capitale che le hanno permesso di espandere rapidamente la propria rete di data center.

Gli accordi siglati con grandi clienti confermano la traiettoria di crescita: la società ha sottoscritto intese per oltre 14 miliardi di dollari in capacità di cloud AI con Meta e ha esteso la collaborazione con OpenAI fino a 22,4 miliardi di dollari complessivi. Questi contratti garantiti rendono sostenibile la costruzione di nuove “fabbriche di intelligenza artificiale”, veri hub energetici e computazionali in grado di gestire carichi di lavoro massivi.

Secondo analisti di settore, l’escalation di investimenti nella filiera dell’AI rischia tuttavia di essere limitata dalla disponibilità di energia e autorizzazioni locali per i data center. È in questo contesto che il supporto operativo e commerciale di Nvidia a CoreWeave diventa un vantaggio competitivo, integrando capacità di progettazione hardware con una rete di partner industriali e utility energetiche.

Dalle GPU alle CPU di nuova generazione

Un tempo associate soprattutto a videogiochi e mining di criptovalute, le GPU di Nvidia sono oggi il motore della rivoluzione dell’intelligenza artificiale, grazie all’enorme parallelismo necessario per addestrare reti neurali di grandi dimensioni. Il nuovo investimento in CoreWeave sottolinea però una trasformazione più profonda: il gruppo si prepara al lancio delle sue prime CPU, il “cervello” dei sistemi di calcolo, progettate per lavorare in modo nativo con le GPU nei data center specializzati in AI.

In base ai termini dell’intesa, la società cloud sarà tra i primi operatori globali a implementare i futuri prodotti dell’azienda di Santa Clara, dai sistemi di archiviazione ottimizzati per carichi AI alle nuove unità di elaborazione centrale. In parallelo, il produttore di chip promuoverà l’architettura software e i progetti di infrastruttura di CoreWeave presso partner e clienti enterprise, favorendo l’adozione di stack integrati “chiavi in mano”.

Il peso economico in gioco è rilevante: il patrimonio del cofondatore e CEO Jensen Huang è stimato attorno a 162,8 miliardi di dollari, mentre Michael Intrator, cofondatore di CoreWeave, dispone di un patrimonio di circa 6,1 miliardi. Valutazioni che riflettono la centralità delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale nella nuova geografia del potere tecnologico globale.

FAQ

D: Quanto vale l’ultimo investimento annunciato?
R: L’operazione prevede un esborso di 2 miliardi di dollari in capitale per sostenere l’espansione infrastrutturale di CoreWeave.

D: A quale prezzo sono state acquistate le azioni?
R: Le azioni ordinarie di Classe A sono state rilevate a 87,20 dollari per titolo, secondo la documentazione comunicata agli investitori.

D: Qual è l’obiettivo in termini di capacità di calcolo?
R: Il piano industriale punta a realizzare 5 gigawatt di “fabbriche di intelligenza artificiale” entro il 2030, focalizzate su data center altamente specializzati.

D: Che ruolo ha questa collaborazione per i modelli di OpenAI?
R: L’intesa assicura infrastruttura dedicata per addestramento e inferenza su larga scala, sostenendo l’espansione dei servizi di OpenAI basati su modelli generativi complessi.

D: In che modo CoreWeave lavora con altre big tech?
R: La società ha stretto accordi pluriennali per fornire a Meta oltre 14 miliardi di dollari di capacità di cloud AI, oltre ai contratti con OpenAI da 22,4 miliardi.

D: Perché l’energia è considerata un fattore critico?
R: I nuovi data center AI richiedono enormi quantità di energia stabile e a bassa latenza, rendendo l’accesso a rete elettrica e terreni idonei un elemento decisivo per la competitività.

D: Quali prodotti futuri saranno adottati in anteprima?
R: CoreWeave sarà tra i primi a implementare le nuove CPU, i sistemi di archiviazione e le piattaforme integrate progettate dal produttore di GPU per i carichi AI avanzati.

D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle informazioni?
R: I dati su importi, valutazioni e accordi commerciali derivano da una ricostruzione basata su documenti regolamentari e report citati da testate internazionali come Forbes e media finanziari specializzati.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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