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I nuovi e gravi problemi di Apple che da battaglia contro le app che fanno risparmiare tempo e denaro agli utenti che sono furiosi

8 Maggio 2013

Tempi duri per gli sviluppatori di applicazioni per dispositivi Apple.

La casa di Cupertino infatti pare aver preso decisamente di mira una certa tipologia di applicazioni, che incontravano invece di gran lunga il gusto del pubblico della mela morsicata.

A far notizia qualche giorno fa fu la pesante scure calata sul capo di AppGratis, una celebre applicazione che consentiva agli utenti di trovare e scaricare delle ottime app a costo zero.

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Tutto ciò a quanto pare è inaccettabile per Apple, che ha dunque espulso AppGratis dall’App Store.

Molteplici le polemiche sui forum, ma nulla di tutto ciò ha fatto cambiare idea alla società che, stando a quanto riportato dal sito americano PocketGamer, ha già avviato misure ben più drastiche e gravose.

Uno sviluppatore ha infatti raccontato la propria esperienza al sito, sostenendo che la Apple aveva bloccato di recente una sua app che consentiva semplicemente agli altri utenti di scoprire altre applicazioni, magari dal costo vantaggioso o del tutto gratuite.

La motivazione posta alla base di tale blocco è stata che l’applicazione in questione contravveniva al punto 2.25 del regolamento dello Store.

Apple sostiene nel dettaglio che saranno respinte tutte quelle applicazioni che offriranno un servizio simile a quello dello stesso App Store, ovvero mostrare o promuovere in alcun modo applicazioni differenti da quelle possedute dallo sviluppatore.

La restrizione però pare essere stata ampliata ulteriormente, dal momento che sarebbero viste non di buon occhio tutte le condivisioni di app, sia attraverso servizi mail, generati da applicazioni presenti sullo Store, che social network.

In passato, rivela lo sviluppatore, fu la stessa casa a rassicurare chi realizzava app riguardo la possibilità di raccomandare ad amici e contatti vari un’applicazione che aveva ricevuto delle buone recensioni.

Anzi Apple aveva specificato che non c’era alcun problema nell’integrare delle funzioni social nelle proprie app.

Inoltre, aggiunge lo sviluppatore, questo avviso non era mai stato avvistato da nessuno prima d’ora.

Pare proprio dunque che l’ormai famoso punto 2.25 non sia altro che una recente aggiunta del regolamento dello Store.

Sembra chiaro dunque che Apple sia tornata sui suoi passi, decidendo di dichiarare dura lotta a un certo tipo di app.

L’acquisto da parte di Apple di Chomp, una valida alternativa alla ricerca di applicazioni, fa dunque pensare che la casa di Cupertino abbia in mente di integrare un proprio servizio di ricerca delle applicazioni, da integrare con la nuova versione di iOS, da lanciare sul mercato magari con un rinnovato AppStore.

Per avere conferme non resta che aspettare, intanto i consigli possono essere ancora scambiati alla vecchia maniera.

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