La notizia in sintesi
- Un’indagine myPOS su 500 aziende italiane misura il tempo dedicato alla gestione amministrativa dei pagamenti.
- Gli intervistati vi dedicano 4,5 ore settimanali, equivalenti a quasi 30 giornate lavorative all’anno.
- Preparare i dati per il commercialista è tra le attività più impegnative per il 47% degli intervistati.
- Quasi quattro intervistati su dieci riservano alla crescita dell’attività non più di cinque ore settimanali.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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La gestione amministrativa dei pagamenti occupa 4,5 ore alla settimana per gli imprenditori e i gestori italiani coinvolti in una ricerca di myPOS. Secondo l’indagine, questo impegno corrisponde a quasi 30 giornate lavorative nell’arco di un anno. Il dato riguarda il tempo impiegato per riconciliare i pagamenti, seguire le fatture e predisporre le informazioni contabili: attività che si affiancano alla conduzione dell’impresa e riducono lo spazio disponibile per altri compiti.
La rilevazione ha coinvolto 500 aziende italiane con un organico compreso tra 1 e 249 dipendenti. Le imprese intervistate operano nel commercio al dettaglio, nella ristorazione e nelle bevande, nell’ospitalità, nella bellezza e nel benessere, oltre che nell’organizzazione di festival ed eventi. Il risultato descrive dunque le risposte raccolte in questi comparti, non una misurazione indistinta di tutte le imprese italiane.

Dai dati contabili alla verifica degli incassi
La preparazione delle informazioni da consegnare al commercialista emerge tra gli impegni amministrativi più onerosi in termini di tempo: la indica il 47% degli intervistati. Seguono il controllo dei pagamenti effettuati dai clienti, segnalato dal 45%, e l’emissione delle fatture e delle richieste di pagamento, indicata dal 44%.
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Le tre percentuali riguardano passaggi diversi della gestione. Da una parte c’è la produzione dei documenti necessari a chiedere un pagamento; dall’altra, la verifica che quanto dovuto sia stato effettivamente versato. A questi compiti si aggiunge il lavoro di preparazione dei dati contabili. L’attenzione della ricerca è quindi rivolta alle operazioni che accompagnano i pagamenti, non soltanto al momento dell’incasso.
Il valore delle 4,5 ore settimanali riassume questo insieme di attività. Non va invece letto come il tempo richiesto da ciascuna delle singole incombenze elencate. Analogamente, il 47%, il 45% e il 44% indicano quanto siano diffuse le segnalazioni dei diversi compiti tra quelli più impegnativi, non la quota di ore assorbita da ognuno.
Il tempo riservato allo sviluppo dell’impresa
Accanto all’amministrazione dei pagamenti, l’indagine considera il tempo destinato alla crescita e al miglioramento dell’attività. Quasi quattro intervistati su dieci dichiarano di riservare a questi obiettivi non più di cinque ore alla settimana. Il confronto mette accanto due voci dell’agenda imprenditoriale: la gestione amministrativa e il lavoro sullo sviluppo dell’impresa.
I dati non consentono però di sovrapporre automaticamente i due gruppi, né di stabilire quante ore ogni azienda potrebbe recuperare. Il tempo indicato per l’amministrazione e quello dichiarato per la crescita descrivono aspetti distinti delle risposte. Il tema che emerge è la distribuzione dell’impegno lavorativo tra le necessità operative e gli interventi per migliorare l’attività.
Alessandro Bocca, Country Manager di myPOS Italia, concentra il proprio commento sull’organizzazione interna e sul possibile contributo dei fornitori di servizi di pagamento:
“Gli esercenti non possono controllare la capacità di spesa dei clienti o i cambiamenti normativi. Possono però individuare i processi interni che generano lavoro non necessario. I payment provider possono svolgere un ruolo importante, aiutando le imprese a gestire sia i pagamenti sia le attività che li accompagnano”
La lettura proposta da Bocca sposta quindi l’attenzione sui processi che l’impresa può esaminare direttamente. Per le aziende intervistate, il tema concreto resta il tempo necessario a preparare documenti, controllare gli incassi e organizzare i dati per il commercialista. È su queste attività che la ricerca individua il carico amministrativo da valutare, senza quantificare risparmi ottenibili con specifici strumenti o servizi.
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