Moldavia travolta da polemiche Eurovision, si dimette il direttore tv pubblica

Moldavia travolta da polemiche Eurovision, si dimette il direttore tv pubblica

19 Maggio 2026

Eurovision, perché le dimissioni in Moldavia sono diventate un caso politico

In Moldavia, all’indomani della finale dell’Eurovision Song Contest 2026, è esploso uno scandalo istituzionale. A finirne al centro è stato il direttore della tv pubblica Vlad Turcanu, dimessosi per le polemiche sui voti assegnati dalla giuria nazionale.

Il caso nasce a Chișinău, dove l’opinione pubblica e parte della classe politica hanno contestato la scelta di non premiare con il massimo punteggio i due Paesi confinanti, Romania e Ucraina, tradizionalmente considerati partner strategici.

L’episodio, esploso il 19 maggio 2026, ha riacceso il dibattito sul peso delle alleanze geopolitiche nei voti Eurovision e sul ruolo di servizio pubblico delle emittenti nazionali, chiamate a bilanciare autonomia artistica, sensibilità diplomatiche e pressioni interne.

In sintesi:

  • In Moldavia il voto Eurovision scatena una crisi nella tv pubblica nazionale.
  • Il direttore Vlad Turcanu si dimette per i punteggi a Romania e Ucraina.
  • La giuria moldava assegna 12 punti alla Polonia e solo 3 alla Romania.
  • La portavoce Rita Engleza valuta di rifiutare la lettura dei voti in diretta.

La dinamica è nota agli osservatori dell’Eurovision: blocchi regionali, vicinanze culturali e alleanze politiche spesso influenzano i punteggi, con scambi sistematici di 10 e 12 punti fra Paesi confinanti.
Il cosiddetto “blocco balcanico” e quello “nordico” sono esempi consolidati, mentre altri Stati – come San Marino verso l’Italia – vengono regolarmente percepiti come meno allineati a logiche di sostegno reciproco.

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In Moldavia, però, il mancato “aiutino” è diventato un caso nazionale: l’assenza di un forte riconoscimento per Romania e Ucraina è stata letta come una frattura simbolica rispetto a relazioni considerate vitali, trasformando un voto televisivo in un test di fedeltà diplomatica e identitaria.

Come ha votato la Moldavia e perché Turcanu ha lasciato l’incarico

Nel dettaglio, la giuria moldava – rappresentata in diretta dal direttore della tv pubblica Vlad Turcanu – ha assegnato 12 punti alla Polonia, 10 a Israele, 8 alla Grecia, 7 alla Bulgaria, 6 alla Norvegia, 5 alla Repubblica Ceca, 4 all’Australia, 3 alla Romania, 2 alla Francia e 1 all’Italia.
L’assenza totale di punti all’Ucraina e il punteggio minimo alla Romania hanno immediatamente scatenato proteste e interrogativi su criteri e responsabilità del voto.

Annunciando le dimissioni, Turcanu ha dichiarato: *“Il voto espresso è una nostra responsabilità e soprattutto mia in quanto capo dell’emittente. Ho evitato di dare istruzioni alla giuria, e ciò che è accaduto – una cosa straordinaria e grave, dal nostro punto di vista – è che la giuria non ha tenuto conto delle sensibilità esistenti tra la Moldova e i nostri due vicini. Il nostro atteggiamento nei confronti degli ucraini non è da zero, e il nostro sentimento per la Romania non può che essere di amore”*.

Decisivo, nell’amplificare il caso, è stato anche lo sfogo pubblico di Rita Engleza, volto moldavo in diretta Eurovision. L’artista ha raccontato di essersi inizialmente rifiutata di leggere i voti dopo aver visto i soli 3 punti alla Romania: *“Ho chiamato il direttore di Teleradio Moldova e gli ho detto: ‘Signor Andrei, mi scusi, ma io mi rifiuto di presentare questa cosa. Ho un pubblico di 1.600.000 persone dalla Romania, io non posso guardare in camera e dire che la Romania ha 3 punti quando ha una canzone così bella’”*.

Le possibili conseguenze per Eurovision e per la governance dei media pubblici

Il caso moldavo apre un fronte delicato: fino a che punto le emittenti pubbliche possono, o devono, orientare le giurie per riflettere priorità geopolitiche senza sacrificare autonomia artistica e trasparenza?
Le dimissioni di Vlad Turcanu rischiano di diventare un precedente per altri servizi pubblici, già esposti alle pressioni dei governi su eventi ad alta visibilità internazionale come l’Eurovision.

Sul piano regolamentare, l’episodio potrebbe spingere l’EBU a rafforzare i meccanismi di supervisione delle giurie nazionali, con maggiori obblighi di motivazione dei voti e controlli sull’indipendenza dei membri. Nel dibattito pubblico, invece, lo scandalo conferma come il contest rimanga uno specchio sensibile degli equilibri politici europei, dove una manciata di punti in classifica può trasformarsi in un segnale diplomatico osservato da governi, media e opinioni pubbliche.

FAQ

Perché il direttore della tv moldava Vlad Turcanu si è dimesso?

Le dimissioni sono arrivate perché il voto della giuria moldava non ha premiato adeguatamente Romania e Ucraina, generando uno scandalo politico-mediatico interno.

Come ha votato esattamente la giuria moldava all’Eurovision 2026?

Ha assegnato 12 punti alla Polonia, 10 a Israele, 8 Grecia, 7 Bulgaria, 6 Norvegia, 5 Repubblica Ceca, 4 Australia, 3 Romania, 2 Francia, 1 Italia, zero Ucraina.

Che ruolo ha avuto Rita Engleza nello scandalo Eurovision moldavo?

Rita Engleza ha denunciato pubblicamente di aver quasi rifiutato la lettura dei voti, criticando i soli 3 punti attribuiti alla Romania.

La Moldavia rischia sanzioni da parte dell’EBU dopo questo caso?

Attualmente non risultano sanzioni ufficiali. Tuttavia, l’EBU potrebbe valutare approfondimenti sulle procedure delle giurie nazionali per garantire trasparenza e indipendenza.

Quali sono le fonti utilizzate per ricostruire questa vicenda moldava?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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