La notizia in sintesi
- Microsoft segnala un aumento del 25% delle emissioni di gas serra.
- L’espansione dei data center è indicata come causa principale.
- Le emissioni Scope 2 rappresentano il 13% del totale aziendale.
- Restano confermati gli obiettivi climatici al 2030.
(Riassunto generato con AI)
Microsoft: emissioni in crescita con i data center
Microsoft ha registrato un aumento di circa il 25% dell’inquinamento da gas serra nell’ultimo anno fiscale, concluso lo scorso giugno, secondo il nuovo rapporto di sostenibilità diffuso dalla società. L’incremento riguarda le operazioni globali del gruppo e viene attribuito soprattutto all’espansione dell’infrastruttura dei data center, necessaria per sostenere la crescente domanda di capacità di calcolo e intelligenza artificiale.
Nel blog che accompagna il documento, il vicepresidente e presidente Brad Smith e la chief sustainability officer Melanie Nakagawa collegano la crescita delle emissioni alla costruzione e all’alimentazione dei nuovi impianti. Le emissioni connesse all’energia acquistata, classificate come Scope 2, costituiscono il 13% delle emissioni complessive di Microsoft.
Il dato si inserisce in un quadro più ampio: anche Google e Amazon hanno recentemente comunicato aumenti delle proprie emissioni. La corsa mondiale ai data center ad alta intensità energetica sta rendendo più difficile il percorso delle grandi piattaforme tecnologiche verso gli obiettivi net-zero.
Il peso dell’energia e dei nuovi accordi
Microsoft evidenzia di aver abbinato il 100% dei propri consumi elettrici a fonti senza carbonio. Tuttavia, il rapporto fotografa un periodo precedente ad alcuni accordi che potrebbero aumentare ulteriormente l’impatto emissivo dell’espansione infrastrutturale. Il tema centrale non è quindi solo l’elettricità acquistata, ma la velocità con cui cresce il fabbisogno energetico dei data center.
Il mese scorso l’azienda ha annunciato una partnership con Chevron, impegnata nella costruzione di una centrale destinata a fornire energia a un futuro data center di Microsoft nel West Texas. Secondo i permessi citati dalla fonte, l’impianto potrebbe emettere oltre 11,5 milioni di tonnellate annue di CO2 equivalente, più dell’intero Stato del Rhode Island.
Microsoft ha inoltre preso in affitto edifici nel campus Stargate di Abilene, in Texas, collegato a una centrale in loco potenzialmente responsabile di oltre 7,8 milioni di tonnellate annue di CO2 equivalente. Esiste anche una lettera d’intenti non vincolante per capacità di calcolo in un data center del West Virginia, alimentato da gas off-grid e potenzialmente associato a oltre 11 milioni di tonnellate di gas serra.
“La strategia di Microsoft include l’esplorazione di diverse opzioni per mitigare le emissioni derivanti dal consumo di elettricità”, ha dichiarato Nakagawa a WIRED. La società sostiene che tali opzioni siano coerenti con le proprie ambizioni di sostenibilità.
Crediti energetici e obiettivo carbon negative
Un elemento rilevante del rapporto è l’abbandono, da parte di Microsoft, dell’acquisto di certificati di energia rinnovabile non abbinati a forniture fisiche. La scelta ha contribuito all’aumento delle Scope 2, ma interviene su uno strumento contestato perché non garantisce necessariamente nuova energia pulita nella rete.
Danny Cullenward, ricercatore dell’Università della Pennsylvania e visiting faculty member di Google, definisce questi certificati una “transazione cartacea fisicamente scollegata dalle conseguenze nel mondo reale”. Al tempo stesso considera positivo privilegiare accordi di acquisto e investimenti di lungo periodo capaci di portare nuova elettricità pulita online.
Microsoft conferma comunque l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030. Smith e Nakagawa riconoscono che la competizione globale sull’AI aumenta la domanda di energia, acqua, suolo e materiali: la credibilità del traguardo dipenderà dalla capacità di far crescere l’infrastruttura senza aggravare la pressione sui sistemi e sulle comunità.
FAQ
Quanto sono aumentate le emissioni di Microsoft?
Sì, le emissioni di gas serra di Microsoft sono cresciute di circa il 25% nell’ultimo anno fiscale coperto dal rapporto.
Qual è la causa indicata da Microsoft?
Sì, Microsoft attribuisce principalmente l’aumento all’espansione della propria infrastruttura di data center a livello globale.
Cosa sono le emissioni Scope 2?
Sì, sono le emissioni legate all’energia acquistata o acquisita per le attività aziendali e rappresentano il 13% del totale Microsoft.
Microsoft mantiene l’obiettivo climatico del 2030?
Sì, l’azienda conferma il piano per diventare carbon negative entro il 2030, nonostante l’aumento delle emissioni e gli investimenti nell’AI.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui WIRED.




