La digitalizzazione entra alla Luiss, la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali lancia un’applicazione content driver, una piattaforma alla quale progressivamente verranno aggiunti moduli e servizi.
L’applicazione, disponibile da oggi sugli store di Apple e Google, permette agli studenti di consultare il calendario delle lezioni, conoscere lo stato di affollamento delle aule e controllare il calendario esami.
Tra i servizi già disponibili anche quello dedicato alla biblioteca, tramite il quale prenotare libri, controllarne la disponibilità e creare liste personalizzate di volumi da consultare.
Tra le feature immediatamente disponibili: la possibilità di controllare la propria posizione amministrativa e l’accesso ai canali 2.0 dell’ateneo, tra i quali la piattaforma e-learning, la TV e Radio Luiss e alle diverse associazioni di studenti.
È possibile inoltre dare un’occhiata ai menu serviti dalla mensa, scorrere le convenzioni stipulate tra ateneo e commercianti e inserirsi nel circuito Luiss Carpooling per offrire e cercare passaggi in auto, con servizi integrati e in continua espansione come, ad esempio, il Lost&Found che permette agli studenti di ritrovare oggetti smarriti.
«Un servizio disruptive che capovolge totalmente il paradigma e l’approccio dello studente verso l’Università – afferma il direttore generale Giovanni Lo Storto – il punto di forza è trasformare quello che apparentemente è un portfolio di servizi, in uno strumento interattivo e personale, grazie al quale ognuno può scoprire nuove potenzialità di condivisione e socializzazione, contribuendo a rafforzare la dimensione digitale del campus».
Non manca la componente social che permette lo sharing dei contenuti sulle reti, né l’uso di tecnologie ormai imprescindibili: dalla nuvola alle cifrature per garantire la sicurezza e impedire disturbi esterni all’ecosistema Luiss.
I prossimi servizi saranno i pagamenti online e la continua implementazione dei servizi news, avvisi e eventi per creare una customer base avvezza all’uso delle applicazioni.
Non è una prima mondiale, sono decine gli atenei al mondo che hanno già puntato sulla digitalizzazione e la trasposizione verso il 2.0, vanno segnalate l’app Mobile Barnard (del Barnard College) e quella della Georgetown University ma è importante, anche alle nostre latitudini, annettere a qualsiasi disciplina universitaria il potenziale dei processi digitalizzati, che saranno materia prima e comune degli studenti, una volta entrati a titolo definitivo nel mondo del lavoro.
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