Iran rilancia la tensione nel Golfo e allarma le potenze regionali

La Guerra in Iran rilancia la tensione nel Golfo e prepara la terza guerra mondiale?

2 Marzo 2026

Ritorsione iraniana nel Golfo: chi è stato colpito, quando e perché

Nelle ultime ventiquattr’ore l’Iran ha esteso la propria ritorsione militare contro i Paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi, colpendo infrastrutture civili e militari in Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita. Gli attacchi, scattati tra sabato e domenica, arrivano dopo l’azione israelo-americana contro obiettivi iraniani e segnano un salto di qualità rispetto al raid di giugno contro Israele, limitato allora al fronte diretto. Oggi Teheran mira invece a esercitare pressione sull’intero sistema di sicurezza regionale, con missili e droni lanciati verso aeroporti, porti, hotel e basi dove sono presenti truppe USA. Il bilancio è di almeno tre morti e decine di feriti, in gran parte lavoratori stranieri, e apre una fase di forte incertezza sulla stabilità del Golfo.

In sintesi:

  • Missili e droni iraniani colpiscono infrastrutture civili e militari in cinque Paesi del Golfo.
  • Almeno tre morti e circa sessanta feriti, quasi tutti lavoratori stranieri.
  • Emirati Arabi Uniti epicentro degli attacchi, con danni a hotel, porto e aeroporto.
  • Paesi del Golfo preparano una risposta diplomatica unitaria nel Consiglio di Cooperazione.

Danni, vittime e risposta politica nei Paesi del Golfo

Il maggior impatto si è registrato negli Emirati Arabi Uniti. A Dubai, rottami di un drone intercettato hanno causato un incendio sulla facciata dell’hotel di lusso Burj Al Arab, mentre l’hotel Fairmont The Palm, sull’isola artificiale Palm Jumeirah, ha riportato danni significativi e quattro feriti.

L’aeroporto internazionale di Dubai è stato colpito da droni iraniani: l’agenzia aeroportuale parla di un morto – identificato come “cittadino asiatico” – e sette feriti. Un ulteriore attacco missilistico ha innescato un incendio nella zona del porto di Dubai. Ad Abu Dhabi, frammenti di un missile hanno ucciso una persona e colpito il porto nel pomeriggio.

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In Kuwait, i raid iraniani di sabato hanno provocato un morto e 32 feriti, tutti stranieri, colpendo anche lo scalo aeroportuale. In Qatar sono finiti nel mirino la base militare di Al-Udeid, principale hub USA nella regione, dove i missili balistici sarebbero stati intercettati. In Bahrain l’Iran ha preso di mira la sede della Quinta Flotta USA a Manama, mentre in Arabia Saudita gli attacchi hanno riguardato la regione di Riad e la costa orientale, dove sono concentrati i più grandi giacimenti petroliferi al mondo.

Le reazioni politiche sono state immediate. Un alto funzionario emiratino ha ammonito Teheran affermando che *“la vostra guerra non è contro i vostri vicini”* e che tali azioni stanno isolando la Repubblica islamica. Anwar Gargash, consigliere del presidente degli Emirati, ha definito l’operazione iraniana *“un errore di calcolo che ha isolato l’Iran in un momento critico”* invitando Teheran a *“trattare i vostri vicini in modo razionale e responsabile”*.

Il governo del Bahrain ha parlato di *“attacco a tradimento”* e *“palese violazione della sovranità e della sicurezza del regno”*. Il Ministero degli Esteri del Qatar ha definito l’azione iraniana un attacco da parte di un vicino *“inaccettabile sotto qualsiasi giustificazione o pretesto”*, ricordando la tradizionale distanza di Doha dai conflitti regionali. Riad ha convocato l’ambasciatore iraniano denunciando su X *“gli attacchi sfrontati dell’Iran che hanno preso di mira il Regno e un certo numero di Paesi fratelli”*.

Verso una risposta unitaria del Consiglio di Cooperazione del Golfo

Al di là delle proteste nazionali, i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) stanno preparando una linea comune. In serata è prevista una riunione online dei ministri degli Esteri di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Qatar e Bahrain, convocata – ha riferito un diplomatico del Golfo – a causa della chiusura degli aeroporti.

L’obiettivo è definire una “risposta unificata” alla seconda giornata di attacchi iraniani, che Teheran presenta come risposta all’azione israelo-americana ma che, colpendo infrastrutture civili e nodi energetici, rischia di compromettere la percezione di sicurezza in una delle aree più strategiche per il traffico aereo, il turismo e la produzione di idrocarburi.

Una reazione coordinata del CCG potrebbe tradursi in nuove misure diplomatiche e di sicurezza condivise, rafforzando il coordinamento con Stati Uniti e partner occidentali sulla difesa aerea e antimissile. Il rischio, tuttavia, è l’ulteriore polarizzazione dell’area, con un irrigidimento dei rapporti tra monarchie del Golfo e Repubblica islamica dell’Iran, proprio mentre la regione cerca di attrarre investimenti, mega-eventi e turismo internazionale, facendo leva su hub come Dubai, Doha e Riad.

FAQ

Quali Paesi del Golfo sono stati colpiti dagli ultimi attacchi iraniani?

Sono stati colpiti Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita, con danni a infrastrutture civili e militari sensibili.

Quante sono le vittime confermate finora negli attacchi nel Golfo?

Le autorità locali riportano almeno tre morti e circa sessanta feriti, in prevalenza lavoratori stranieri asiatici impiegati in strutture turistiche e aeroportuali.

Perché l’Iran ha preso di mira Paesi che ospitano basi statunitensi?

L’Iran afferma di rispondere all’attacco israelo-americano, colpendo Stati che ospitano basi USA per aumentare la pressione strategica nella regione.

Quali infrastrutture chiave sono state danneggiate negli Emirati Arabi Uniti?

Sono stati colpiti hotel simbolo come Burj Al Arab e Fairmont The Palm, l’aeroporto internazionale di Dubai e aree portuali di Dubai e Abu Dhabi.

Qual è la fonte delle informazioni su questi attacchi nel Golfo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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